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2018: Tutto (coopera al) bene!

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Pronti per un nuovo anno?

Se diamo uno sguardo ai mesi passati, come sono andati? Il 2017 è stato un anno facile, difficile, intenso, problematico?

Beh, sicuramente ci sono stati momenti in cui abbiamo riso, altri in cui abbiamo pianto, altri ancora che ci hanno fatto arrabbiare o commuovere. E domani? Che cosa succederà nel 2018?

Ci saranno altre soddisfazioni, altre delusioni, altre sfide. Magari sarà un anno più bello di quello passato o più brutto. Non lo sappiamo e non possiamo saperlo. Il nostro mondo è sempre più incerto, cambia a ritmi vertiginosi, e noi siamo forse la generazione più “precaria” da decenni a questa parte.

Eppure, abbiamo una certezza. Non si tratta di una speranza vaga o della fiducia che possiamo riporre in qualcosa o in qualcuno. Si tratta di una verità incrollabile.

… sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio …
Romani 8:28

L’apostolo Paolo non usa il termine “speriamo” o “confidiamo”, ma un deciso “sappiamo”. Non stiamo parlando di ipotesi, di speranze, ma di fatti. Nel capitolo 8 della lettera ai credenti di Roma è descritta la meravigliosa realtà della vita cristiana: una vita libera “dalla legge del peccato e della morte”, una vita in cui anche le peggiori sofferenze non sono “paragonabili alla gloria che deve essere manifestata a nostro riguardo” e in cui la straordinaria forza dello Spirito Santo “viene in aiuto alla nostra debolezza”.

I cristiani di allora erano disprezzati sia dalla società romana (come fanatici monoteisti) sia dai religiosi giudei (come discepoli di un falso messia). Spesso oggetto di persecuzioni più o meno violente, i cristiani della Roma imperiale avevano sicuramente molte meno sicurezze di noi che viviamo in una nazione che ci concede la libertà di predicare l’Evangelo.

Eppure sapevano che sarebbe andato tutto bene. Poteva succedere qualsiasi cosa, ma anche la peggiore avrebbe cooperato al loro bene perché il loro sguardo andava più in là: alla vita eterna. Paolo e i primi cristiani italiani ci sfidano a guardare oltre, oltre tutte quelle cose che nel 2018 ci vorranno spingere a tenere la testa bassa, a tirarci indietro, ad arrenderci. Ci sfidano a dire che andrà tutto bene, finché guarderemo a Gesù, finché vorremo fare la Sua volontà, finché vorremo parlare di Lui a chi ci circonda.

Perché con Gesù, anche quando le cose vanno male, va sempre tutto bene.

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