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Il conto alla rovescia è già iniziato: ancora pochissimi giorni, poche ore e poi… per nove, lunghi mesi il suono della campanella tornerà a riempire le tue giornate. Come ti senti? Se rientrare a scuola non è esattamente in cima alla lista dei tuoi desideri, potresti consolarti pensando ai tuoi coetanei di Bolzano, che sono alle prese con libri e quaderni già dal 5 settembre. In effetti, però, per tirarti su ci vuole ben altro… o magari il malcapitato di Bolzano sei proprio tu! Ci piacerebbe, in ogni caso, dirti qualcosa che noi stessi abbiamo sperimentato quando, come te, eravamo fra i banchi di scuola: non è trascorso poi così tanto tempo da quando avevamo la tua età!

1 – Gesù vuole venire a scuola con te.

Sai che da ragazzo Gesù era animato da una gran voglia di imparare? Pensa che a soli dodici anni, durante un viaggio a Gerusalemme con i Suoi genitori, ha avuto un’idea piuttosto insolita: è rimasto nel tempio a ‘seguire le lezioni’ dei maestri dell’epoca, «li ascoltava e faceva loro delle domande» (Luca 2:46). Porta Gesù a scuola con te! Se studiare non è affatto la tua passione, se proprio non ti va di stare attento in classe, se fare i compiti ti sembra una condanna a morte, chiedi a Lui di aiutarti! Ma come può aiutarti Gesù? Di sicuro non ti farà trovare gli esercizi di matematica già belli e pronti sul tuo quaderno né risponderà al tuo posto alle interrogazioni se non hai toccato libro, ma ti darà ogni giorno le forze necessarie per sviluppare un atteggiamento costruttivo verso gli impegni scolastici e saprà donarti calma, lucidità e saggezza nel corso delle tante verifiche che dovrai affrontare. Ricorda che «il Signore […] dà la saggezza; dalla sua bocca provengono la scienza e l’intelligenza» (Proverbi 2:6) e che «è Dio che produce in voi il volere e l’agire» (Filippesi 2:13). Fidati di Lui e mettiti al lavoro!

 

2 – La scuola non è una punizione, ma un’opportunità straordinaria.

È innegabile che in questi mesi non potrai svegliarti quando vuoi né trascorrere pomeriggi interi in giro con gli amici né stare ore e ore davanti alla PlayStation. E così ti pare quasi che qualcuno ti abbia messo in castigo. Hai mai provato a guardare le cose da un altro punto di vista? Per un attimo rifletti sugli anni che finora hai speso a scuola e pensa a tutte le esperienze che non avresti mai vissuto se non fossi stato uno scolaro. Forse la tua mente corre alle gite, alle amicizie che hai costruito, a quel prof. che ha saputo comprenderti mentre tu stesso facevi fatica a capire che cosa ti passava per la testa… Aggiungi pure – e scusa se è poco! – che il tuo patrimonio lessicale si è arricchito, che hai pian piano imparato a prendere parte a una conversazione anche con adulti esprimendo le tue idee, che a fare i conti te la cavi un po’ meglio di qualche anno fa. Insomma, anche quest’anno hai fra le mani un’opportunità preziosa per crescere, e se già hai scelto di accettare Gesù nella tua vita e sei diventato un figlio di Dio, hai un’occasione, anzi mille occasioni per parlare di Lui, non solo con le parole ma soprattutto con il tuo comportamento, a quanti incontri nelle tue giornate scolastiche. Puoi essere una luce anche ‘solo’ accogliendo quel ragazzo timido che si è appena trasferito da un’altra città, evitando di unirti al coro di chi prende in giro il secchione di turno e… la lista puoi continuarla tu. «Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi; ricuperando il tempo» (Efesini 5:15,16), anche a scuola!

 

3 – I tuoi insegnanti hanno bisogno delle tue preghiere e della tua collaborazione.

Forse già lo sai, ma non fa male sottolinearlo: i tuoi prof. non sono supereroi dotati di superpoteri, ma esseri umani in carne e ossa. Qualcuno di loro magari ha avuto un battibecco con il figlio adolescente – succede pure a casa tua, giusto? – poco prima di venire a scuola, qualcun altro deve accudire un genitore anziano o ammalato, praticamente tutti sono alle prese con l’affitto o il mutuo da pagare. Hanno una vita, esattamente come te e come i tuoi familiari, anche al di là delle mura scolastiche, e arrivati in classe cercano di lasciare fuori della porta i propri problemi per dedicare pienamente la loro attenzione a te e ai tuoi compagni. Potrai obiettare che non tutti spiegano in modo chiaro, non tutti sanno organizzare efficacemente i tempi della lezione, non tutti sono abbastanza pazienti… ma se ci pensi bene, troverai senz’altro, nella ‘squadra’ dei tuoi insegnanti, persone che si spendono senza risparmiarsi per fornirti un’istruzione di qualità. Hai mai considerato che anche tu puoi dare loro una mano nello svolgimento del loro lavoro? Un tuo sorriso, un saluto gentile, un intervento opportuno durante la lezione possono alleggerire il compito dei tuoi prof. e ripagarli dei loro sforzi. Ma c’è di più: puoi pregare per loro, puoi presentare al Signore le difficoltà che la tua classe – insegnanti compresi – incontra nella quotidianità. Se per tanti è più facile criticare i prof. piuttosto che supportarli, tu da cristiano puoi fare la differenza: ricordati di loro nelle tue preghiere (1 Timoteo 2:1,2) e, pur nel rispetto dei ruoli, sii un loro alleato, non una spina nel fianco.

E adesso è tempo di salutarci, con la promessa che pregheremo per te e per tutti i tuoi compagni di avventura. Riscalda i motori e parti, da cristiano, con una marcia in più.

Buon primo giorno di scuola!

 

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