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Dio si interessa delle mie preoccupazioni scolastiche?

 

Gettando su di Lui ogni vostra preoccupazione, perché Egli ha cura di voi (1 Pietro 5:7)

 

Ti è mai capitato di essere preoccupato prima di affrontare un compito in classe o un’interrogazione? Ti è mai successo che questa preoccupazione ti sfuggisse di mano a tal punto da trasformarsi in ansia o in panico? Un pensiero fastidioso che in principio ti toglie solo la concentrazione e l’attenzione ma che in poco tempo diventa la causa di malesseri fisici, emotivi e in men che non si dica ogni compito in classe diventa un macigno insostenibile, ogni interrogazione inizia a pesare sul tuo cuore più del dovuto.

 

È chiamata ansia scolare un tipo di disturbo che, nei suoi differenti livelli di gravità e intensità, è caratterizzato da paura e angoscia nel recarsi a scuola e nell’affrontare le normali attività scolastiche, tanto da compromettere una regolare frequenza e un buon rendimento; inoltre, questa condizione viene considerata una forma di fobia sociale dovuta alla paura irrazionale di non essere all’altezza e al timore del giudizio negativo. La sintomatologia può variare molto in termini di diversità e intensità presentando:

 

  • sintomi fisici e di natura psico-somatica come mal di testa, mal di pancia, nausea, vomito, diarrea, palpitazioni, febbre, tensione muscolare;
  • sintomi psicologici e comportamentali come pianto, crisi di panico, angoscia, irritabilità, collera, insonnia, difficoltà di concentrazione, perdita di interesse verso le materie preferite, difficoltà a completare i compiti assegnati, eccessiva ricerca di approvazione e rassicurazione, perfezionismo eccessivo, bassa autostima;
  • comportamenti disfunzionali come ritardi cronici, assenze protratte, opposizione nell’entrare a scuola o richieste persistenti di non frequentarla.

 

Se provi questi sintomi, stai gestendo male la tua preoccupazione

 

Ma non disperare perché non sei solo. L’AGIA (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza) ha indetto una consultazione pubblica tra circa 7.500 studenti italiani e i dati raccolti sono chiari: il 51,4% dei ragazzi soffre in modo ricorrente di stati di ansia o tristezza prolungati, il 46,5% dichiara di provare nervosismo, il 29% ha frequenti mal di testa e il 25,4% dichiara di non dormire bene.

 

Secondo la teoria del cervello tripartito di Paul MacLean, il nostro cervello è diviso in tre parti: il sistema limbico, il cervello rettiliano e la neocorteccia. Il cervello rettiliano, responsabile delle reazioni istintive, è quello che si attiva in situazioni di pericolo. Questo significa che quando percepiamo una minaccia, il nostro sistema nervoso autonomo provoca una serie di cambiamenti fisiologici per prepararci alla fuga o all’attacco attraverso un meccanismo chiamato “fight or flight”, che costituisce la base della risposta ansiosa.

 

I pensieri che girano nel nostro cervello e le preoccupazioni che abbiamo, se mal gestite, alterano la percezione della realtà e stimolano sintomi e sensazioni che proveremmo solo in una reale situazione di pericolo (l’agitazione eccessiva per il compito di matematica nel tuo cervello equivale all’inseguimento di una tigre nel bel mezzo della giungla!).

 

Ridimensionare le emozioni, però, non è mica uno scherzo!

 

L’emotività non solo fa parte della natura umana ma ne rappresenta l’aspetto più bello e spontaneo. Le emozioni non sono sbagliate a priori ma vanno gestite, perché non si fondano sulla realtà ma su percezioni che spesso sono false e ingannevoli. Sull’onda di una bella emozione si può fare una scelta affrettata e poco coscienziosa, seguendo le orme di una percezione pessimista si possono perdere opportunità importanti, abbandonandosi a paure immotivate si finisce per rimanere impantanati in un mondo illusorio o addirittura immobili e incapaci di decidere. La preoccupazione e lansia fanno parte di una categoria molto particolare perché non intaccano solo il mondo emotivo, ma anche e soprattutto quello intellettuale: attaccano la mente passando per il cuore, finendo per indebolire anche il corpo. Un pensiero generato dall’ansia può sembrare molto più realistico di un pensiero generato dalla paura, perché si riferisce a qualcosa che potrebbe accadere davvero. La paura può essere irrazionale, lansia rimane invece così vicina alla realtà da essere molto più convincente.

 

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Quindi, per gestire la preoccupazione e l’ansia scolastica, devo prima filtrare i miei pensieri?

 

L’apostolo Paolo nella lettera ai Filippesi scrive: E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:7).

 

Dio non solo può dare pace al tuo cuore, ma può mettere ordine anche tra i tuoi pensieri. Ovviamente, Lui può intervenire solo se sei tu a chiederglielo. Al verso successivo, Paolo afferma: Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. (Filippesi 4:8). Il punto è chiaro: Dio può e vuole dare pace al tuo cuore e alla tua mente, ma tu devi riuscire a chiudere la porta a tutti quei pensieri che possono rubarti questo dono. Fai entrare Dio nel tuo disordine emotivo e intellettuale e non avere paura che si possa spaventare: Dio conosce bene la natura umana e il disordine che si può generare in un cuore, non è un Dio che si spaventa facilmente, anzi, Egli ama aiutare la Sua creatura quando gli viene chiesto.

 

Ma Dio ha sicuramente cose più importanti a cui pensare!

 

Mi dispiace ma devo darti torto perché la Bibbia parla dell’ansia. Nel Vangelo di Matteo leggiamo: Non siate dunque in ansia, dicendo: «Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?» Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose, ma il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno date in più. Non siate dunque in ansia per il domani, perché il domani si preoccuperà di sé stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno. (Matteo 6:31-34). Nessuna preoccupazione è troppo piccola o troppo grande per Dio: se la tua ansia per la scuola ti sta mettendo a dura prova, Lui non solo lo sa ma vuole che tu Gli chieda aiuto perché ha la soluzione. Egli conosce bene l’agitazione che affligge il tuo cuore, i pensieri che non ti fanno dormire, i sintomi che cerchi di non far notare: affidati a Colui che tutto può!

 

Dio ha aperto il mare per permettere al Suo popolo di scappare dai nemici e lo ha poi richiuso su di essi (Esodo 14:10-30), ha difeso un uomo chiuso in una fossa e minacciato dalla fame di alcuni leoni (Daniele 6:16-24), ha ascoltato la richiesta di aiuto di un re che rischiava di essere vinto dai suoi assediatori e di perdere il suo popolo (2 Re 19:14-19, 32-36).

 

Il Dio al quale ti rivolgi è il potente liberatore e ciò che turba il tuo cuore ha valore ai Suoi occhi, esattamente come ha valore ai tuoi. La tua guerra contro lansia può essere vinta una volta per tutte e la vincerà Lui per te, come è scritto:Il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli (Esodo 14:14) ma è importante che tu lo voglia. Dio non farà mai nulla contro la tua volontà, perché ti ha creato libero di scegliere e questo per Lui è importante: se nella tua libertà ti rivolgi a Lui, Egli ti mostrerà quello che è in grado di compiere nella tua vita.

 

La Sua serenità ti accompagnerà a scuola e la Sua pace guiderà ogni interrogazione e compito in classe, se scegli di chiudere la porta della tua mente ai pensieri di preoccupazione contribuirai a rendere questi doni duraturi e saldi, nel tuo cuore e nella tua mente.

 

In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro.

(Salmo 4:8)

Lucrezia Patruno

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