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Crescere attraverso il dolore

È opinione diffusa oggi che il dolore sia inutile e sia meglio sbarazzarsene senza indugiare. Se abbiamo mal di testa o qualunque altro fastidio la tendenza è quella di assumere un farmaco per alleviarli istantaneamente. La linea d’azione, nella società contemporanea, consiste in una lotta decisa contro la sofferenza e il dolore. Se ci pensiamo bene, però, il dolore ha una funzione importante: ci avverte di qualcosa, senza di esso non sapremmo quando ci troviamo in una condizione pericolosa.

 

Difendersi dal dolore

 

Il dolore che, da essere umani, possiamo sperimentare non è solo corporeo ma anche interiore, mentale, emotivo, spirituale, e in questi casi è un’esperienza altrettanto difficile da sopportare.

L’angoscia non è piacevole e ci spaventa, preferiremmo non provarla. Vorremmo “spegnere l’interruttore” e non sentire più nulla. La soluzione migliore, a volte, sembra elevare delle mura di difesa che non permettano alle emozioni di passare, annullandole, e non ascoltando nemmeno quelle degli altri. Reprimere ciò che si prova, però, potrebbe risultare estremamente dannoso.

A volte, quando sperimentiamo momenti difficili spesso ci chiediamo “perché a me?” o ci rivolgiamo a Dio in cerca di spiegazioni sul motivo di tanta sofferenza.

E se provassimo a cambiare prospettiva? Il dolore forse non è qualcosa di inutile, che ci fa solo star male. L’angoscia può essere vista come uno stato d’animo utile per comprendere la natura umana, nel senso che ci aiuta a capire che siamo esseri limitati. Siamo esseri umani e, in quanto tali, fragili, dotati di risorse esigue e con la tendenza ad abbatterci.

Bisogna accettare l’avere dei limiti come parte integrante della vita, ciò può aiutarci a stare meglio. La sofferenza, al contrario di quanto si pensi, contribuisce a rendere la nostra vita più autentica.

 

Affrontare il dolore

 

Spesso cerchiamo di controllare la realtà ma non possiamo farlo, troppe cose sfuggono al nostro controllo. Essere su questa terra inevitabilmente ci espone alla sofferenza, sottrarsi ad essa significa non vivere. L’angoscia non è da rifuggire, è un elemento che fa parte della vita e attraversarla serve; può essere utile per la crescita personale. Affrontare il dolore diventa, quindi, sinonimo di forza e non di fragilità. Il fatto che vivere espone alla possibilità di soffrire non vuol dire che dobbiamo vivere nella tristezza e nell’angoscia, lasciandoci sopraffare da essa; anzi, dobbiamo imparare ad accogliere il dolore per attraversarlo!

Paolo nella Bibbia ha esposto molto chiaramente tale concetto, dicendo: “ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza” (Romani 5:3-4). La profonda speranza che dobbiamo avere è che il dolore è sì parte integrante della vita ma apparterrà al passato per coloro che, mediante la fede in Cristo, trascorreranno l’eternità con Lui.

 

La Bibbia ci insegna che Dio “asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima son passate” (Apocalisse 21:4).

Ester Bilello

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