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Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbiano dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. 

Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra».

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento.  A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. 

Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.

(Ge 1:26-31).

Che cos’è naturale?

Molto spesso, alcune cose vengono giustificate perché considerate “naturali”. “Queste droghe sono buone: sono naturali!” “Questi desideri sessuali sono del tutto naturali, perché allora considerarli cattivi?” “È naturale avere voglia di tirare un pugno in faccia a qualcuno che lo fa a te. Vai avanti e colpisci!”

 Il principio filosofico chiamato “Problema dell’essere e del dover essere” enunciato da David Hume, afferma che le persone usano la descrizione di ciò che è adesso come giustificazione di ciò che deve necessariamente essere (è così, dunque è cosi che deve essere). Ma il problema è che, se ci si basa soltanto sul modo in cui le cose sono, chi potrebbe mai dire che dovrebbero essere in qualche modo diverse?

Consideriamo, ad esempio, le droghe. La marijuana è “naturale” (in realtà è stata pesantemente modificata dalla coltivazione umana). Lo stesso vale per la Belladonna, che uccide se consumata. Altrettanto naturale è un fungo con nome scientifico Amanita ocreata, conosciuto anche come angelo della morte o angelo distruttore. Decisamente naturale, decisamente letale.

E se la base del nostro codice morale diventa la natura così com’essa si presenta, allora ogni cosa diventa ammissibile. Per prima cosa, non potremmo separare il comportamento dell’uomo da quello del resto del mondo naturale; in fondo, facciamo tutti parte della natura, di conseguenza il nostro stesso comportamento dovrebbe essere preso in considerazione. Ma anche mettendo da parte l’uomo troveremo, in quello che consideriamo il mondo naturale, tutto ciò che è abominevole.

Una cosa comune in natura è ad esempio lo stupro. Il consenso non è davvero un’opzione. Le anatre stuprano, gli scimpanzé stuprano, le cimici dei letti stuprano (piuttosto che utilizzare l’apparato riproduttivo femminile, gli esemplari maschi mutilano le femmine infilzandole con i loro organi riproduttivi. Questo processo è chiamato “inseminazione traumatica”)

Un’altra cosa comune è l’omicidio. Le anatre e gli scimpanzé sono ancora un esempio. Anche i leoni lo fanno. Infatti, quando si uniscono ad un nuovo branco, gli esemplari maschi amano particolarmente uccidere i cuccioli. Anche le formiche si fanno guerra, uccidendosi a migliaia. Persino gli spensierati delfini uccidono altri delfini.

Quindi, se basi la tua moralità sul modo in cui le cose sono, niente è sbagliato. Tutto va bene, non importa ciò che fai.

Eppure, nella Bibbia, Paolo dice cose di questo tipo: “Infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri” (Rom 1:26b-27a).

Paolo sembra riferirsi alla natura. Si sta sbagliando? Cosa significa?

No, non si sbaglia. Ma non fa riferimento alla natura così com’essa si presenta. Si riferisce alla natura così com’era stata ideata alla creazione.

Il peccato non è naturale. Potrebbe sembrarti naturale perché riesci a compierlo facilmente e ti senti propenso a farlo. Ma devi ricordare che tu non sei come eri stato creato in principio. Nessuno di noi lo è.

Il peccato è una violazione della natura. È la violazione dell’ordine creato da Dio, della natura creata da Dio. È naturale che tu e il resto dell’umanità facciate il bene. È naturale che tu ami Dio con tutto il tuo cuore, la tua anima, la tua mente e la tua forza, e che ami gli altri come te stesso.

È tutto ciò che non rientra in questi principi ad essere innaturale.

A te sembra naturale perché fai parte di un mondo corrotto. Ma la tua natura di oggi non è quella che Dio ti aveva dato alla creazione, essa è stata distorta a causa della caduta dell’uomo.

Anche Gesù si mantiene sulla stessa linea. Quando gli furono poste delle domande riguardo al divorzio in Matteo 19:3, che cosa rispose?

Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e disse: “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi».

Gesù non disse: “Beh, è del tutto naturale voler divorziare da tua moglie”. Disse: “Dio ha creato il matrimonio, tu non hai nessun diritto di ridefinirlo.” Gesù ribadisce chiaramente cos’è davvero naturale: ciò che Dio ha creato.

È il peccato ad essere innaturale; fare ciò che Dio gradisce è veramente naturale. Non è naturale voler guardare materiale pornografico, fare uso di droghe oppure avere il desiderio di vendicarsi. No, questi sono desideri, ma non sono naturali, così come non lo è agire arrendendosi ad essi. Amare Dio lo è.

Fa’ ciò che è naturale. Quando ti ritrovi a combattere un desiderio, ricorda ciò che è davvero naturale e ciò che è soltanto un desiderio.

Segui la tua vera natura.

 

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