Mente&Anima

Gesù aveva un gruppo di amici…ed erano un disastro!

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“[…] Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.”

Giovanni 13:1

 

Quando pensiamo alla parola “amicizia” vengono alla mente tante definizioni, alcune anche molto diverse fra loro. Probabilmente non associamo subito questa parola al rapporto biblico che Gesù ha con i Suoi discepoli, eppure, è stato Lui stesso a chiamarli così in uno dei Suoi discorsi: “Allora Gesù cominciò a dire prima di tutto ai suoi discepoli: «[…] Ma a voi, che siete miei amici, io dico: non temete quelli che uccidono il corpo ma, oltre a questo, non possono fare di più.” (Vangelo di Luca 14:1-4).

 

Oltre ad averli scelti come discepoli, quindi, per Gesù sono degli amici e nel Vangelo di Giovanni spiega loro anche il motivo: “Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.” (Vangelo di Giovanni 15:15). Gesù non vuole esclusivamente un rapporto maestro-discepolo, ma desidera andare ben più in profondità: offre ai Suoi seguaci la possibilità di essere vicini al Suo cuore oltre che ai Suoi insegnamenti, si apre con loro sulle cose celesti perché vuole che essi ne facciano parte, che le desiderino e le ricerchino sulla terra e che successivamente ne godano in cielo.

 

Ma i discepoli erano umani e sbagliavano, anche nei confronti di Gesù!

 

Assolutamente vero. Ognuno dei discepoli ha delle specifiche peculiarità caratteriali e spesso nella Bibbia ci vengono riportati episodi in cui dimostrano poca fede (Vangelo di Matteo 8:23-27), non comprendono ciò che Gesù dice (Vangelo di Marco 8:14-21), Lo rinnegano dopo aver passato anni insieme a Lui (Vangelo di Luca 22:33,34; 59-62) o addirittura Lo abbandonano nel momento del bisogno (Vangelo di Matteo 26:36-46). Possiamo quindi affermare con certezza che i discepoli, gli amici di Gesù, coloro che hanno visto le cose potenti che Egli era in grado di fare, coloro che avevano ascoltato le cose meravigliose che Egli diceva…erano un disastro!

 

Questo, quindi, significa che Gesù ha sbagliato?

 

Assolutamente no. Gesù era perfettamente consapevole dell’incapacità dei Suoi di essere buoni amici per Lui, anzi è proprio per questo che li ha scelti. Come afferma Paolo nella lettera ai Corinzi: “ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perché nessuno si vanti di fronte a Dio. Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione; affinché, com’è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore»” (Prima lettera ai Corinzi 1:27-31) o come ribadisce Gesù nel Vangelo di Matteo: “Ma Gesù, avendoli uditi, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.” (Vangelo di Matteo 9:12).

 

Gesù era venuto sulla terra per porre un rimedio definitivo ad una condizione generale di peccato che riguardava anche i Suoi discepoli. Essi non sono perfetti esattamente come me e te, ma nonostante questo il Messia li sceglie perchè li ama. Gesù sapeva che, dopo la Sua morte e risurrezione, una volta ripieni di Spirito Santo, sarebbero diventati fedeli servitori di Dio e proprio in virtù di questo per tre anni li introdusse alle cose celesti, li portò con sé, gli mostrò miracoli e liberazioni affinché essi potessero diventare guide giuste per chi in futuro avrebbe scelto di seguire Gesù.

 

Ma cosa stai cercando di dirmi?

 

Gesù era senza peccato, perfetto, senza difetti ma era circondato da uomini che non lo capivano, a volte non riuscivano a fidarsi di Lui e, nonostante questo, non li ha mai disprezzati o umiliati. L’amore che Gesù aveva nei confronti dei suoi era così grande da consentirgli di andare oltre tutte le loro mancanze, perché vedeva in loro ciò che sarebbero diventati col tempo e con l’esperienza.

 

Nessuno di noi è perfetto, ecco perché è importante circondarci di persone che ci amano sinceramente e che vogliono aiutarci a crescere. Spesso si finge di essere qualcun’altro perché si teme che l’autenticità allontani gli amici, come se essere noi stessi fosse motivo di vergogna o qualcosa da tenere nascosto: Gesù ci insegna che l’amicizia si fonda sulla base dell’amore e si dimostra attraverso il rispetto dell’altro, anche quando è pieno di difetti. Gesù vuole che i Suoi figli si consacrino e si avvicinino alla perfezione, ma essa è una meta che nessuno potrà raggiungere su questa terra; se Gesù, l’uomo perfetto per eccellenza, è in grado di amarti completamente nonostante tutti i difetti e i peccati che hai, un altro essere umano non può mancarti di rispetto o vergognarsi di te. Nemmeno quando quello a vergognarsi di te sei tu stesso.

 

 

Il secondo comandamento che Gesù dà ai Suoi mentre è sulla terra è il seguente: “[…]Ama il tuo prossimo come te stesso” (Vangelo di Matteo 22:39) e diviene subito chiaro che, per amare gli altri, è necessario amare prima sé stessi.

 

A volte abbiamo la pretesa di essere perfetti in tutto, anche nell’amicizia, e diventiamo così tanto ossessionati da questo obiettivo che dimentichiamo di essere autentici. Una delle caratteristiche più decantate da Gesù è proprio la purezza di cuore, ovvero quella sincerità genuina che è importante preservare al di sopra del sogno di perfezione. Dio ci ama esattamente per come ci ha creato ed è importante ricordare che questo amore non viene direttamente da noi ma nasce dal cuore di Dio e ci permette di amare prima noi stessi e, di conseguenza, anche gli altri. Senza di esso, non saremo in grado di amare nessuno.

 

In conclusione, non essere troppo duro quando pensi a te stesso come amico e non pretendere di apparire agli altri come l’amico perfetto: se ti amano nonostante le tue mancanze, sono amici secondo il cuore di Gesù che, volendo il tuo bene, ti spingono a migliorare e a ricercare ciò che è buono per la tua vita spirituale. L’amico sincero cerca di correggerti e di spronarti ad essere come Gesù, ma non pretenderà che tu non sbagli mai perché significherebbe chiederti qualcosa che su questa terra non sei in grado di ottenere. Infine, essere un amico “perfetto” è impossibile, ma puoi essere un buon amico mostrando sincerità e amore agli altri, esattamente come insegna Gesù. In tutto questo ricorda sempre che solo Gesù è l’amico perfetto, sia per te che per i tuoi amici: quando le difficoltà aumentano è l’unico che potrà aiutarti e comprenderti. Riposa su questa certezza.

 

“Se mi avesse offeso un nemico,
l’avrei sopportato;
se un avversario avesse cercato di sopraffarmi,
mi sarei nascosto da lui;
ma sei stato tu, l’uomo che io stimavo come mio pari,
mio compagno e mio intimo amico.
Ci incontravamo con piacere;
insieme, tra la folla, andavamo alla casa di Dio.

[…]Io invocherò Dio,
e il SIGNORE mi salverà.

[…]Getta sul SIGNORE il tuo affanno,
ed egli ti sosterrà;”

Salmo 55:12-14, 16, 22

 

Lucrezia Patruno

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