“Nessuno disprezzi la tua giovane età, ma sii di esempio ai credenti, nel parlare, nel comportamento, nell’amore, nella fede, nella purezza.” (1 Timoteo 4:12)
Questo verso, molto caro e conosciuto, risuona nella nostra mente come una preziosa linea di condotta per i giovani. Le prime parole suggeriscono e incoraggiano anche i più giovani a intraprendere un servizio serio al Signore, proprio come faceva il fratello Timoteo.
Se sei un/a giovane e senti anche tu il desiderio di servire il Signore nella vostra riunione dei giovani, questo articolo è per te! Ecco dei semplici spunti di riflessione per iniziare o continuare a contribuire a questa meravigliosa opera, Dio ti benedica!
Il primo dei consigli che posso condividere con te, è la schietta premessa, necessaria per iniziare questo servizio.
Quale è il tuo obiettivo? Quale è il tuo desiderio?
Se il tuo desiderio è quello di rivestire un ruolo, di essere in vista, oppure (perdona le parole dirette) prendere il posto di chi attualmente cura i giovani, ti invito a riconsiderare i tuoi sentimenti davanti al Signore. Dio non cerca e non benedirà chi desidera mettersi in vista, ma cerca chi sente un peso nel cuore rivolto a delle anime. Il nostro Signore ricerca chi “cerca il bene dei figli di Israele” (Neemia 2:10). Senza un sincero, autentico e disinteressato amore verso i giovani saremmo solo “degli squillanti cembali (1 Cor 13:1)”, rumore privo della benedizione dell’Eterno.
Se il tuo cuore, invece, avverte un sincero peso per le anime dei giovani che hai davanti, sei nel posto giusto, Dio ti benedirà e ti userà per fare del bene, come scritto in Genesi 48:20 “Di te si servirà Israele per benedire”. Cura il tuo cuore, custodisci questo sentimento!
Nella maggior parte dei casi, iniziare a servire i giovani, si realizza a partire dalle “piccole cose” (Zaccaria 4:10), da ciò che è pratico. Inizia a sostenere il/la Responsabile dei Giovani nella semplicità e nella praticità. Arriva prima in chiesa, sistema le sedie, la proiezione, ecc. Predisponi tutto affinché chi mediterà la Parola possa sgravarsi da un compito pratico e concentrarsi sui giovani. In questo modo, indirettamente, farai del bene proprio a loro. Allo stesso tempo i giovani entreranno in un luogo confortevole e il responsabile ne sarà felice e incoraggiato.
Prega il Signore che possa guidarti “dietro le quinte” a parlare con qualcuno dei giovani che ha bisogno di una parola di incoraggiamento, di aiuto e di sostegno. Sarà poi prezioso confrontarti con il responsabile per ragionarci e soprattutto pregarci insieme. Sii un/a giovane che ama i giovani!
Ci sono dei meravigliosi esempi biblici di giovani che “dietro i riflettori” hanno fatto la differenza. Ad esempio, “Terzio”, un nome poco conosciuto che compare in questo verso:“Io, Terzio, che ho scritto la lettera, vi saluto nel Signore.” (Romani 16:22)
Non conosciamo nulla di lui, sappiamo soltanto che quest’uomo, presumibilmente più giovane dell’apostolo Paolo che faticava a scrivere, ci ha permesso di leggere oggi una delle più belle lettere del Nuovo Testamento. Quale servizio meraviglioso svolto “dietro le quinte” a sostegno dei fratelli. Allo stesso modo tu, se hai un buon cuore davanti a Dio e ti lascerai usare da lui, potrai fare la differenza nella vita dei giovani, proprio da dietro le quinte.
Terzio serviva l’apostolo Paolo nel suo ministerio, agendo da dietro le quinte. Anche tu, come lui, puoi servire “il tuo apostolo Paolo”, cioè il/la tua responsabile o anziano che segue la riunione. Esprimigli/le il tuo desiderio di essere d’aiuto in qualsiasi cosa ci sia da fare e impara osservando ciò che lui/lei fa. Sarà una scuola preziosa per te e un incoraggiamento per lui/lei sapere che non è da solo/a ma è sostenuto da chi desidera aiutare.
Se ciò non fosse possibile prendi esempio dai fratelli più maturi nella chiesa, impara dal loro carattere, dal loro comportamento e dal loro amore, ricercando autentici esempi spirituali. Sarà sicuramente di ispirazione con te. Non temere di sbagliare, tutti sbagliamo e lo faremo ancora, e soltanto così si crescerà. I giovani non cercano collaboratori perfetti, cercano autenticità, passione e desiderio.
Lasciami ancora dirti qualche parola sulla cura.
Per imparare a curare gli altri giovani, è importante curare te stesso: “Bada a te stesso” Paolo raccontava a Timoteo (1 Timoteo 4:16). Bada alle tue relazioni, alla tua testimonianza e al tuo rapporto con Dio. Soltanto così potrai aiutare gli altri ragazzi.
Parte dell’aiuto e della cura è sicuramente organizzare dei momenti per stare insieme in convivialità. I giovani hanno bisogno di stare insieme, di alimentare delle relazioni sane tra di loro per crescere con Gesù. Il mondo li attira fuori e trascorrere del tempo con altri giovani credenti o figli di credenti farà loro comprendere che non sono da soli, ma c’è un meraviglioso popolo di Dio pronto ad accoglierli.
Un contesto di amicizia tra i giovani contribuirà a creare un clima di famiglia, anche nella riunione dei giovani, un clima in cui è più semplice e sicuro aprirsi, perché insieme a persone che si conoscono e si frequentano. Ricorda però, che lo stare insieme è un mezzo, non il fine. Il fine non è organizzare qualcosa di divertente o piacevole, ma è e sarà sempre “la salvezza delle anime e il perfezionamento dei santi” (1 Pietro 1:9; Efesini 4:12). Inquadra bene questa realtà e muoviti di conseguenza.
Certamente questo articolo non ha la pretesa di essere esaustivo per chi desidera iniziare a servire il Signore con i giovani, né tantomeno esiste un manuale del perfetto collaboratore. Tuttavia, spero che queste riflessioni possano essere utili in un percorso bellissimo da intraprendere con Dio.
Ricorda, Dio benedirà sempre chi desidera fare del bene ai Suoi figli! E se desideri condividere delle esperienze, delle richieste di preghiera o qualsiasi altra cosa, contattaci e saremo felici di ascoltarti!
Simone Colella
Questo sito web utilizza i Cookie per una tua migliore esperienza.
Maggiori Informazioni