Mente&Anima

Il tuo corpo che cambia… e va bene così!

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L’adolescenza è una fase di transizione, inizia un cammino in cui pian piano si lascia il bambino per incontrare l’adulto.

 

Ci sono diversi “compiti” che bisogna portare a termine in adolescenza: strutturare la propria identità, instaurare relazioni sociali mature, raggiungere l’indipendenza economica ed emotiva dalle figure di riferimento. E queste sono solo alcune delle sfide, un’altra molto importante è anche laccettazione del corpo che cambia.

 

Un cambiamento improvviso

 

Il cambiamento è atteso ma quando avviene coglie comunque impreparati. Velocemente e sempre più precocemente avviene lo sviluppo corporeo, e serve poi un tempo per acquisire consapevolezza del cambiamento avvenuto. Lo sviluppo della sfera cognitiva ed emotiva si intreccia con lo sviluppo corporeo. Si ha a che fare con la propria reazione al cambiamento e ci si deve confrontare anche con la reazione che gli altri hanno di fronte al corpo che cambia.

 

La cultura e il contesto di appartenenza, naturalmente influenzano questo processo di cambiamento e come viene percepito il proprio corpo modificato. Quanto le figure di riferimento danno peso a tali cambiamenti, il modo in cui si parla dello sviluppo in adolescenza nei contesti educativi, il modo in cui viene vissuto il corpo nella cultura di appartenenza, sono tutti aspetti che hanno un peso.

 

Perché è un periodo difficile?

 

In psicologia si parla dell’adolescenza come una fase delicata, caotica, rischiosa. È esagerata tale considerazione? Non serve terrorizzarci però è vero che è una fase che comporta diverse sfide.

 

 

I cambiamenti avvengono rapidamente, a volte non c’è il tempo di prendere consapevolezza nel susseguirsi veloce di tali eventi. La pressione culturale del contesto odierno è molto forte e ciò non fa che rendere più rischioso un processo di per sé delicato. Si possono assumere dei comportamenti poco rispettosi verso di sé e verso il proprio corpo. L’apostolo Paolo ci ricorda che il corpo appartiene a Dio e va rispettato in quanto tempio di Dio (1 Corinzi 6:19-20).

 

I canoni estetici che prevalgono e che entrano nella vita quotidiana condizionano profondamente la percezione del proprio corpo. Ti impegni per accettare tutti i cambiamenti che stanno avvenendo in te e nel frattempo devi confrontare il tuo corpo con i modelli proposti dalla società. È una fase in cui ci si vuole sentire accettati, adeguati, in cui si comincia a sviluppare la propria identità. Emergere come persone che non rispecchiano i modelli estetici proposti dalla società può risultare difficile da gestire. Si vuole aderire a tutti i costi ai modelli estetici proposti dalla società.

 

In poco tempo si passa dall’essere bambino all’essere impegnati a fare i conti con un corpo adulto e con il mondo degli adulti. Ci si può sentire spaesati in un corpo che sembra non appartenerti. Allora si può tentare di nasconderlo, di camuffarlo con larghi vestiti, o si passa tanto tempo davanti allo specchio continuando a concentrarsi su quelli che appaiono come difetti. È un processo importante quello dell’accettazione di sé. Accompagna l’adolescenza e ci vuole un bell’impegno per sottrarsi alle richieste della società, degli amici, dell’altro sesso. Più puoi conoscerti, valorizzare le tue caratteristiche, comprendere la tua unicità, più potrai imparare a stare bene nel corpo che il Signore ti ha donato.

 

Chi ero, chi sono… chi voglio essere?

 

Eri un bambino e piano piano ti viene chiesto di accedere al mondo degli adulti…non ci si abitua subito e tutto può sembrare strano e caotico. È importante, però, che impariamo a conoscere il nostro corpo, come funziona, il fatto che sono cambiamenti naturali e che il corpo continua a modificarsi. Lo specchio ci rimanda un’immagine di noi e possiamo renderci carini per piacerci di più ma dobbiamo anche guardarci con occhi buoni, compassionevoli. Il mondo giudica e fa sentire spesso inadeguati. Noi dobbiamo imparare a lasciare lontano questo giudizio, e guardarci dolcemente, con pregi e difetti. Proprio come il nostro Signore Gesù fa con noi. Egli ci ricorda che siamo preziosi ai Suoi occhi in Isaia 43:4: tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo.” Egli ci ama così come siamo.

 

E noi dobbiamo prender esempio da Lui. Possiamo imparare ad amarci come siamo, anche se il nostro aspetto non corrisponde allideale che la società in cui viviamo ci propone o se ci sono delle parti del nostro corpo che ci mettono in imbarazzo.

 

Il Signore ci invita a prenderci cura del nostro corpo nel senso di rispettarlo, aver cura del nostro benessere e accettarci per come siamo ma non di farne il senso della nostra esistenza. In Matteo 6:25 ci viene ricordato che la vita vale più del cibo e il corpo più del vestito”. Proprio per sottolineare il fatto che spesso ci focalizziamo sull’apparire, su come ci mostriamo agli altri e invece vi sono aspetti più profondi che non vanno trascurati. A poco a poco possiamo definirci e costruire la nostra identità, anche attraverso il rapporto con il nostro corpo.

Ester Bilello

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