Siamo tutti online, viviamo immersi in un flusso infinito di video, meme e post, ma ultimamente c’è qualcosa di strano, di troppo facile. Qualcosa di… slop.
Quanto di quello che vedi è solo brodaglia artificiale?
Dobbiamo parlarne, specialmente perché questa “brodaglia” (o slop) sta arrivando anche nel nostro spazio cristiano. Ed è qui che diventa pericoloso.
Il termine AI Slop è estremamente efficace. La parola slop in inglese indica materiali liquidi o semiliquidi dall’aspetto poco allettante, come melma, fanghiglia, sbobba. Applicato all’IA, descrive contenuti di infima qualità generati dall’intelligenza artificiale, soprattutto video e immagini che hanno inondato TikTok e Ιnstagram, prodotti con uno sforzo creativo umano minimo (se vi viene in mente roba come l’Italian Brainrot siete sulla strada giusta).
Perché è un problema nel contesto culturale generale?
Alcuni frame del famoso video di Donald Trump su Gaza che ha creato un’ondata di indignazione globale durante la guerra
Uno spirito pragmatista può spingerci a usare metodi e tecnologie in maniera acritica pensando che “se qualcosa connette le persone alla Bibbia, è una cosa buona a prescindere”. Ne avevamo già parlato riguardo alle versioni “televisive” di Gesù.
L’AI Slop “cristiana” è l’ultima frontiera di questo spirito. Nuove piattaforme stanno generando video biblici animati dall’IA, a volte raffiguranti scene epiche dell’Antico Testamento e dell’Apocalisse. L’obiettivo dichiarato di queste piattaforme è rendere la Bibbia il “Marvel Universe della fede”.
What if The Bible had a movie trailer…?
Ma ecco che arrivano le red flag:
We made a short film about Elijah calling down fire from heaven…
L’uso dell’IA per generare contenuti biblici solleva prima di tutto una domanda fondamentale: dovremmo preoccuparci se dei contenuti creati per connettere gli esseri umani alla Parola di Dio non sono, di fatto, creati da menti o mani umane?
Siamo stati creati come esseri spirituali, a immagine di Dio (Genesi 1:26) per dare gloria a Dio con le nostre azioni (1 Corinzi 10:31). Quando deleghiamo la creazione di contenuti biblici alle macchine quanto c’è di davvero spirituale?
La nostra crescita spirituale dipende da un’immersione nella Parola (Geremia 15:16; Salmo 119:97), dallo studio attento delle Scritture (Esdra 7:10; Luca 1:3) e nel pregare affinché lo Spirito Santo ci illumini (Salmo 119:73, 130).
Sgravarci di questo impegno, affidandoci ai sottoprodotti generati da una macchina, manda in cortocircuito quel prezioso processo che ci rende più saggi privandoci di un reale impegno pratico, mentale e spirituale.
Noi serviamo un Dio che ha portato l’Universo all’esistenza semplicemente con il potere della Sua Parola, ma che ha profuso bellezza in tutto, anche sui più insignificanti aspetti della Sua creazione (Genesi 1:31). L’attenzione per i dettagli di Dio si può vedere, ad esempio, nelle istruzioni e nella capacità che diede agli artisti nella costruzione del tabernacolo (Esodo 31:1-11).
Come adoratori del “Sommo Artista”, l’ultima cosa che dovremmo fare è abbassare i nostri standard e accettare contenuti slop. Contenuti biblici prodotti velocemente da macchine diminuiscono il nostro impegno spirituale e danneggiano l’integrità del messaggio.
Se l’obiettivo è diffondere il Vangelo, non possiamo farlo con contenuti da quattro soldi che scambiano la Parola di Dio con estetiche confusionarie e patinate. Dobbiamo esigere qualità e valore da tutto ciò che facciamo, anche da ciò che pubblichiamo sui social (Ecclesiaste 9:10; Proverbi 10:4, 13:4).
La Parola di Dio è vivente ed efficace (Ebrei 4:12) e il nostro compito è condividerne e presentarne il messaggio in modo fedele, che rispecchi la Sua maestà, il Suo ordine e la Sua potenza trasformativa (Neemia 8:8).
Questo richiede intenzione, sforzo, e la benedizione dello Spirito Santo, non dei prompt rapidi per produrre della “brodaglia” che diventi virale.
Andrea Botturi
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