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Non chiamatelo (soltanto) campeggio!

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Quanti di noi sono dei veri frequentatori “seriali” dei nostri “centri comunitari evangelici di culto”?

Se non ne hai mai sentito parlare, si tratta di campi estivi organizzati per tutte le età e in tutta Italia dalle nostre chiese. Amiamo i nostri campeggi … anche se ormai, visto che le nostre strutture sono attrezzate con tutti i comfort necessari, forse non ha più senso chiamarli così?

È una formula che funziona: non importa dove, dalla provincia di Bergamo a quella di Ragusa (trovi l’elenco qui), l’importante è dedicare alcuni giorni interamente al Signore, in un contesto informale, insieme ad altri giovani che hanno il tuo stesso desiderio.

Le nostre chiese continuano a investire risorse (non solo finanziarie) in questa attività perché negli anni sono stati raccolti buoni frutti e migliaia di giovani credenti hanno trovato il Signore pronto a benedire il loro desiderio di dedicare del tempo in comunione con Lui.

Siamo a inizio luglio, è da poco cominciata la stagione “campistica” di quest’anno e presto inizieranno in tutta Italia anche le settimane dedicate a giovani e ad adolescenti. Ci permetti di darti qualche consiglio per incoraggiarti a vivere pienamente questa esperienza?

 

1. COMINCIA ADESSO A PREGARE

Scritta così sembra una minaccia. J In realtà, vogliamo soltanto ricordarti che prepararsi al campeggio è importante. Quante domande hai in cuore? Quante decisioni importanti devi prendere in questa fase della tua vita? Di quante risposte hai bisogno da parte di Dio? Poniti un obiettivo spirituale preciso prima di partire e comincia fin da subito a pregare il Signore di rispondere al tuo bisogno. Arriverai al campeggio con il cuore già preparato, con la giusta attitudine e… vedrai che il Signore saprà sorprenderti andando al di là di ogni tua aspettativa (Efesini 3:20);

2. RICORDA CHE LO SCHERZO È UNA COSA SERIA

Uno degli aspetti più belli del campeggio è l’ambiente informale, rilassato e allegro che vi si trova. Ridere, scherzare, giocare insieme sono aspetti importanti che caratterizzano quei giorni passati insieme agli altri; anzi dobbiamo ricordare che è proprio una caratteristica peculiare di tutti i credenti che per loro natura sono gioiosi e allegri. Molti passi della Bibbia ci ricordano quanto sia importante vivere questa gioia quotidianamente. A noi piace, in particolare, il passo in Ester 8:16, dove leggiamo che i Giudei esprimevano in modo straordinario la loro felicità per essere scampati alla morte. Esprimere la propria gioia e l’energia al campeggio è facile, ma ti invitiamo a fare attenzione. Ultimamente, il divertimento è diventato così importante quasi da mettere in ombra tutto il resto: se non c’è uno staff che sa far divertire, non vale la pena iscriversi. Se non si ride sempre e comunque, i giorni di campeggio sono da ritenersi irrimediabilmente rovinati. Il divertimento, a volte, diventa un idolo che ha la priorità anche sugli aspetti spirituali. Ricordati sempre che questi giorni sono da dedicare soprattutto al Signore e che i campeggi non sono soltanto campi estivi, ma luoghi dove si mette al centro la Parola di Dio e la comunione con Gesù e gli altri credenti. Metti gli aspetti spirituali davanti a tutto il resto! Cogli ogni occasione per cercare il Signore! Poi, se ti avanza tempo, puoi anche dedicarti a fare agguati con secchi d’acqua ai membri dello staff.

3. CERCA BENEDIZIONI CHE DURANO

Durante i giorni al campeggio, nei culti e negli studi, i credenti riescono sempre a tirare fuori il loro lato più emotivo: anche se sopito da anni, al campeggio viene sempre fuori.

Appelli, pianti e abbracci consolatori … sono emozioni e sensazioni stupende da condividere in un clima di adorazione e lode a Dio.

Tuttavia, molto di frequente, questa emotività non porta poi a nulla di concreto nella vita spirituale dei credenti e le decisioni prese “di pancia” durante un pianto liberatorio spesso sono l’inizio di tante storie di giovani che dovevano diventare grandi missionari, ma tornati alla vita di tutti i giorni, hanno perso ogni slancio spirituale.

Non stiamo dicendo che l’emotività non sia importante.

Lasciati andare nelle mani del Signore, con tutto il cuore! Piangi! Grida a Dio, ma non accontentarti delle forti emozioni di un particolare momento: c’è qualcosa di più. Lascia che la profonda comunione con il Signore e la Sua Parola possano stimolare la riflessione, in modo che le decisioni spirituali importanti abbiano un seguito concreto e duraturo nella tua vita.

4. PARTECIPA TOTALMENTE

Non fare il timido. La timidezza è un nemico da sconfiggere. Partecipa attivamente ai giochi, alle discussioni, alle preghiere, ai culti… a ogni attività del campeggio. Non essere come un soprammobile che prende polvere. Non essere uno spettatore passivo (NB non esserlo neanche nella tua chiesa!).

Non citeremo l’esempio di Eutico (Atti 20:9) che rischiò di morire perché viveva “ai margini della chiesa”, perché siamo sicuri che hai ascoltato questa storia molte volte.

Non ti tirare indietro, non rimanere in disparte. Ricorda che in qualità di cristiano sei membro del Corpo di Cristo. Ne fai parte! Lascia perdere la timidezza e chiedi allo Spirito Santo di lavorare il tuo carattere. Lui è uno Spirito di forza (2 Timoteo 1:7) e saprà come trasformarti. Ricorda che lo stesso Spirito Santo, che abita nel cuore dei nostri fratelli spirituali, abita in noi e ci rende partecipi di qualcosa di unico, grande ed eterno.

Nel caso tu non abbia nessun problema di timidezza e, quindi, nessuna intenzione di ascoltare questo consiglio, te ne daremo un altro: coinvolgi le persone che non partecipano! Avvicinati, presentati, racconta loro la tua storia, invitale a partecipare, prenditene cura, regala loro un sorriso, un “buongiorno”. Avvicinati a loro durante una preghiera e prega con loro.

5. CONDI-VIVI CON GLI ALTRI!

“Condi-vivi” è un gioco di parole molto usato sul web. Al campeggio non si condivide soltanto qualche ora con gli altri credenti come avviene nelle nostre chiese, ma giornate intere, gli stessi spazi abitativi, gli stessi cibi e le stesse abitudini. Si vive tutti insieme. Viene spontaneo pensare subito al Salmo 133, al canto dei pellegrinaggi, nel quale il re Davide scrive chiaramente quanto sia una benedizione che fratelli spirituali vivano insieme. Anche nel capitolo 2 degli Atti degli apostoli (Atti 2:42-47) leggiamo, in riferimento alla Chiesa appena formata, che “tutti quelli che credevano, stavano insieme”, cioè facevano tutto insieme… non soltanto le riunioni spirituali, ma anche le attività quotidiane. Si sentivamo membri di una grande famiglia.

Il campeggio è proprio un’occasione di grande benedizione in questo senso. Il nostro consiglio è di aprire il tuo cuore non soltanto al Signore, ma anche agli altri giovani credenti. Condi-vivi le tue riflessioni, le tue esperienze, la tua testimonianza e anche le preghiere. Negli anni, molti di noi hanno avuto modo di allacciare amicizie speciali che hanno davvero aiutato a dare una svolta importante alla nostra vita spirituale (1 Samuele 23:16).

Spero che tu possa sperimentare questa straordinaria comunione proprio quest’anno e vivere giorni indimenticabili alla presenza di Dio insieme a tutti gli altri partecipanti.

Buon campeggio dal Team Svolta!

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Categorie: CambiarePrimo Piano
Tags: campeggio
Redazione Svolta:

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