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A me non succederà mai?

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Quante volte abbiamo visto persone insospettabili diventare vittime del vizio del fumo, delle canne o dell’alcol. Credenti che sono scivolati in situazioni impensabili, cristiani ormai legati da vizi? Il primo pensiero, forse, è scaturito dalla convinzione (o presunzione?) di dire: “a me non succederà mai!”. Eppure, l’argomento che ci troviamo ad analizzare non deve essere sottovalutato: la tentazione è un’occasione di caduta. Non ci sia in noi quel senso di superiorità tanto da pensare di essere talmente determinati, talmente maturi, talmente forti, che per noi sarebbe letteralmente impossibile restare intrappolati nella rete di quelle dipendenze che per molti sono “di poco conto”. “Perciò chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12). Ritenersi infallibili, dimenticando le fragilità che caratterizzano ogni individuo, può risultare il più grande ostacolo alla battaglia che siamo chiamati ad affrontare (Efesini 6:12).

Le tentazioni si presentano nella vita del cristiano e, quando incontrano la nostra vulnerabilità, allora si vengono a creare situazioni pericolose. Prendiamo, ad esempio, l’alcol. Spesso diventa il migliore amico. Si inizia con la prima bevuta per avere la carica; poi non si riesce a rinunciare ad altri bicchieri di alcolici durante la giornata; si passano, infine, serate sul divano a bere alcol, cercando nella bevanda alcolica un anestetico per affrontare le circostanze e gli stati d’animo che ci mettono in crisi. Diversi non riescono a chiudere con il vizio del fumo, riuscendo al massimo a diminuire il numero di sigarette, e non a eliminarle totalmente. Non sottovalutiamo le abitudini che possono impedirci di fare la volontà di Dio! Vigiliamo sulle nostre debolezze! L’eventualità della caduta non può essere esclusa dalla vita del cristiano, ma non dimentichiamo che Dio è “Colui che può preservarci da ogni caduta…” (Giuda 24). Questa realtà non deve portarci a peccare di presunzione, ma ad essere umili, fiduciosi verso il Signore. “Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà la via di uscirne…” (1 Corinzi 10:13). La via d’uscita esiste, e solo Dio può indicarcela.

La nostra mente racchiude memorie che, purtroppo, influenzano le nostre decisioni, presenti e future. Ci sono situazioni irrisolte, dolori che hanno segnato la nostra crescita e si ripresentano con prepotenza, riaprendo drammaticamente ogni ferita che pensavamo fosse risolta e, invece … Sottovalutare la ‘brutalità’ dei nostri ricordi rischia di farci trovare impreparati al loro riemergere, e il loro ritorno potrebbe determinare un’inaspettata caduta in ciò che si considera una ingenua evasione come l’alcol o il fumo. Dio vuole guarire il tuo cuore.

L’imprevedibilità di una delusione o, persino, di un abbandono da parte di coloro a cui avevamo offerto la nostra amicizia e il nostro affetto riesce a scatenare nel cuore un senso di profondo smarrimento. Per alcuni, questo tipo di esperienza risulterà essere una semplice delusione da prendere con filosofia, ma per molti sarà come una scossa di terremoto che fa cedere ogni sicurezza riposta negli altri. Il senso di solitudine e le difficoltà a ricostruire un solido tipo di rapporto potrebbero creare profonde insicurezze, che potrebbero indurci a bere alcol e a fumare. Dio vuole donarti sicurezza.

Non è semplice incassare colpi, soprattutto dalle persone più vicine a noi, in ambienti che dovrebbero essere considerati sicuri, come la famiglia. La perdita di un lavoro può scatenare emozioni che possono travolgerci. In questi casi sembra che alcuni trovino nell’alcol un modo per allentare le tensioni, per scaricare lo stress. Dio vuole donarci la fiducia nella Sua provvidenza.

Ma dobbiamo credere, credere nella Parola del Signore: la Bibbia. Dobbiamo stare in guardia, perché la mancanza di comunione personale, la scarsa conoscenza della volontà di Dio, che si acquisisce attraverso lo studio e la meditazione della Bibbia, possono renderci facilmente attaccabili. Dio vuole donarci una vita piena, esuberante (Giovanni 10:10). Non ebbrezza o ubriachezza, ma pienezza dello Spirito Santo! “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito” (Efesini 5:18). La capacità conferita alla persona ‘nata di nuovo’ di affrontare le difficoltà, di reagire, di ‘reinventarsi’, di resistere senza crollare agli eventi avversi della vita viene dall’Alto, non da noi! Vogliamo essere pienamente consapevoli delle nostre fragilità e, soprattutto, della grandezza del nostro Dio.

Non facciamoci vincere dal male, affrontiamo coraggiosamente ogni nostra vulnerabilità, trovando nel Signore Gesù una meravigliosa compensazione. Ricorda a te stesso: “anche a me potrebbe succedere”, per questo vogliamo rimanere vicino a Gesù, per non essere da soli nel giorno in cui la tentazione si presenterà, ma in Sua compagnia.

Quando siamo distratti e non ci accorgiamo di un ostacolo, inciampiamo. Occhi aperti, quindi, e cuori fiduciosi. “Del resto, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza” (Efesini 6:10).

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Categorie: CambiarePrimo Piano
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