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Piccoli gruppi al campeggio!

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Una buona esperienza da ripetere…

Durante gli ultimi anni in alcuni campi estivi organizzati dalle nostre chiese è stata sperimentata un’attività spirituale che si è rivelata molto valida ed efficace: “i piccoli gruppi”. Un breve momento (30-40 minuti, non obbligatorio e in alternativa al riposo pomeridiano), nel quale un collaboratore e 6-7 ragazzi (suddivisi per età e sesso) si sono riuniti fra loro per: discutere dello studio del mattino o di altri argomenti di carattere personale e spirituale, raccontare le proprie esperienze e pregare.

Niente di nuovo

Ovviamente questo tipo di attività non è una novità assoluta. Negli anni passati questi momenti di discussione e confronto tra collaboratore e ragazzi ci sono sempre stati, magari in camera la sera o in altri momenti di tranquillità. Diciamo pure che sono la parte più bella ed edificante per un collaboratore che dedica quei giorni ad aiutare la crescita spirituale e personale dei ragazzi nelle vie del Signore. Purtroppo negli anni – per cultura, costume o altri motivi – questi momenti “spontanei” di confronto sono stati sempre più difficili da ritagliare, perciò istituire un momento ufficiale, anche se non obbligatorio, può eliminare qualche barriera e incoraggiare un po’ di più i ragazzi a partecipare.

Perché “validi ed efficaci”

Questo tipo di attività è efficace per una serie di motivi. Il piccolo gruppo:

  • permette di conoscere persone nuove,
  • permette di dare parola a tutti (dopo lo studio può esserci del tempo per le domande, ma non tutti i campisti riescono a partecipare),
  • crea un ambiente intimo in cui si ha meno timore di parlare, aprirsi e soprattutto di pregare.

I ragazzi si sentono più liberi perché non si sentono “addosso” gli sguardi dei responsabili pastori o quello dei coetanei … soprattutto dell’altro sesso (quest’ultimo argomento per l’età adolescenziale è cruciale).

In un campeggio degli ultimi anni, i partecipanti ad un turno adolescenti sono stati circa 90 e più del 90% di questi ha voluto aderire ai gruppi. I ragazzi hanno partecipato spontaneamente a un’attività spirituale e hanno gradito quei 40 minuti insieme tanto da non voler mancare mai all’appuntamento.

Alla fine del turno è stato somministrato ai ragazzi un questionario anonimo, che è stato compilato da 67 adolescenti (non era obbligatorio e inoltre gli ultimi giorni già molti adolescenti erano partiti).

Il risultato del questionario è stato il seguente: su 67 ragazzi solo 5 hanno espresso un parere negativo in merito a queste attività e altri 5 non hanno dato nessun parere. Ma tutti gli altri (85% dei ragazzi) hanno espresso entusiasmo, approvazione e la sensazione che i “piccoli gruppi” abbiano portato grandi benefici per la propria vita. Riporto alcune delle risposte che mi hanno colpito di più:

• “Mi sono piaciuti molto, perché personalmente avevo bisogno di parlare con qualcuno”

• “Li ho ritenuti stupendi… perché c’è stata l’opportunità di confrontarsi e conoscere gli altri…”

• “Mi sono piaciuti… potevo parlare liberamente”

• “È un’opportunità per conoscerci meglio, ascoltare esperienze altrui, facilita soprattutto il coinvolgimento dei ragazzi … e alla preghiera”

• “Belli perché si sono potute fare tante domande”

• “È grazie a questi gruppi che il Signore mi ha parlato e sono state occasioni per confrontarsi e discutere insieme”

• “Penso che siano utili, sebbene la tentazione del pisolino sia forte!”

• “Utili perché è stata un’occasione per aprirmi e perché ho dato la possibilità alle altre ragazze di conoscermi”

• “Belli perché ho potuto aprirmi con altre persone che possono pregare per me e che non mi giudicano”

• “…Mi hanno aiutato molto a superare la mia timidezza”

Inoltre, è stato bello continuare ad avere contatti con i membri del nostro gruppo anche dopo il campeggio in varie occasioni, nelle quali è stato possibile continuare ad avere cura di loro.

Per tutte queste ragioni, crediamo sia importante fare tesoro di questa esperienza e provare in futuro a dedicare in modo sistematico del tempo per questo tipo di cura dei ragazzi [1 Timoteo 5:1]

Linee guida per la conduzione di un piccolo gruppo al campeggio

Dall’esperienza dell’anno scorso e dai consigli di chi ormai da tempo organizza così il tempo nei raduni giovanili e nei campeggi, si possono raccogliere alcune linee guida per quei collaboratori che vorranno gestire un piccolo gruppo:

1. Il vostro ruolo sarà quello di moderatori/facilitatori;
– come moderatori dovrete porre attenzione al fatto che ogni ragazzo abbia il proprio spazio (tempo) per esprimersi, che nessuno si sovrapponga ad altri per esprimersi (gestire l’ordine negli interventi) e che le eventuali discussioni su pareri contrastanti si trasformino in un’occasione costruttiva;
– come facilitatori potrete usare alcune domande per attivare il dialogo, ponete attenzione ai più timidi in modo che trovino un buon clima per esprimersi.

2. Ricordatevi che la discussione non deve ruotare attorno a voi, prendetevi spazi per parlare solo quando necessario (chiedetevi sempre se lo è). Devono parlare soprattutto i ragazzi… il conduttore deve saper soprattutto ascoltare!

3. Non ponetevi mai come “giudici”, ma siate disposti all’ascolto. Per giovani e adolescenti che stanno ancora costruendo la propria identità, percepire un giudizio da parte dell’interlocutore diventa una barriera impenetrabile;

4. L’età del conduttore del piccolo gruppo spesso è importante: se è grande il divario tra l’età media dei ragazzi e il conduttore, potrebbe essere difficile che i più piccoli si trovino a proprio agio nell’aprirsi completamente. Non è detto però che alcuni conduttori di età avanzata, non siano particolarmente abili nel mettere a proprio agio i ragazzi… è solo più raro;

5. Ovviamente non ripercorrete pedestremente lo studio fatto prima, nei piccoli gruppi l’obiettivo è coinvolgere i ragazzi (prendete spunto dalle loro perplessità, curiosità, domande…);

6. Se si parla di uno studio biblico appena svolto in sessione plenaria, è importante concordare prima con il relatore i punti salienti (massimo 3) che sarebbe meglio rivedere con i ragazzi;

7. Puntate alla concretezza, incoraggiando la condivisione di esperienze personali;

8. Attenzione al contesto delle altre attività del campeggio e ad evitare il più possibile orari stressanti: più delle attività straordinarie, i giovani hanno bisogno di stare insieme e condividere del tempo in maniera informale, pregare e dedicare del tempo personale alla riflessione con gli altri fratelli e con Dio stesso;

9. Chiudete con una preghiera: è sempre un buon modo, non è obbligatorio, lasciatevi guidare dallo Spirito Santo;

10. Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo! (non è un refuso, meglio ripeterlo! 🙂 )

… L’anziano esortalo come un padre, i giovani come fratelli…
[paraf. 1 Timoteo 5:1]

Ancora buon campeggio dal Team Svolta!

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Categorie: CambiarePrimo Piano
Tags: campeggiochiesaresponsabili dei giovani
Redazione Svolta:

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