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Musica e influenze nascoste: schiacci “Play” e…poi?

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Hai mai tenuto il conto di quante volte al giorno schiacci “Play” per far partire la musica? Che sia in auto, mentre ti alleni o quando vuoi rilassarti, la musica è una presenza costante nella nostra vita.

 

Pop, Jazz, Rock, Classica, Elettronica.. oggi si contano tra i 500 e i 700 generi e sottogeneri musicali. Ma negli ultimi 10-20 anni il panorama musicale si è trasformato notevolmente: sono emersi nuovi generi, come il rap e la trap, sono nate nuove tecnologie, e il lessico e le tematiche sono in continuo cambiamento, adattandosi a una società che sembra evolversi sempre più velocemente.

 

Hai mai pensato, però, quale possa essere l’impatto della musica sulla tua vita?

Probabilmente no. E, in tutta sincerità, fino a non tanto tempo fa, nemmeno io mi ero mai posta questa domanda.

 

“È solo musica” potresti pensare: ma è davvero solo musica?

 

Il potere della musica sulla nostra mente

 

I cantanti, quando cantano, ripetono un mantra. Quando ripeti un ritornello più e più volte, allora cominci a sentirlo nella mente subconscia, quindi inizi a diventare la canzone o ciò che stai dicendo.

 

Sebbene non provenga dal contesto cristiano, questa citazione di uno dei cantanti più conosciuti della storia, Michael Jackson, spiega in maniera sintetica ma molto efficace l’impatto della musica: quello che canti (e ricanti nella tua mente) modella ciò che pensi. Ciò che pensi, modella chi sei.

 

Il nostro cervello assorbe continuamente informazioni dall’ambiente, anche senza che ce ne accorgiamo. Ciò che ascoltiamo o vediamo spesso, come canzoni ripetute o contenuti automatici, può influenzare nel tempo i nostri gusti, pensieri e associazioni.

 

Oltre un testo innocuo (che poi innocuo non è)

 

Un problema che si sta riscontrando, soprattutto negli ultimi anni, è l’esaltazione di ideali profondamente sbagliati, non solo dal punto di vista cristiano, ma anche morale: ribellione, violenza, disprezzo verso il prossimo, avidità e potere, sono tematiche all’ordine del giorno.

 

Molti potrebbero ribattere: “Ma non tutte le canzoni portano un messaggio negativo”.

 

È vero: non tutte le canzoni contengono parole o significati così negativi, anzi alcune hanno proprio belle parole! E belle melodie!

 

Tante volte l’ho pensato, e altrettante volte la mia convinzione è stata smontata.

 

Riascolti il brano, cerchi meglio la traduzione delle parole, guardi il videoclip, ti informi meglio sul perché quel brano sia stato scritto, come e in che circostanze… e ti rendi conto che in realtà, quel testo che sembrava così innocente, non lo è poi così tanto e finisce per influenzare lentamente la nostra mente, il nostro cuore e le nostre azioni.

 

È proprio questa gradualità a rendere le influenze culturali così potenti, perché il cambiamento non avviene in un istante, ma ci modifica nel tempo, poco alla volta.

 

Il potere della musica sulla nostra anima

 

La Bibbia ci ricorda che la musica non è affatto neutra. Essa esercita un impatto profondo non solo sul nostro stato d’animo, ma soprattutto sul nostro spirito.

 

 

Nel Primo libro di Samuele, leggiamo

«Or quando il cattivo spirito permesso da Dio veniva su Saul, Davide prendeva l’arpa e si metteva a suonare; Saul si calmava, stava meglio e il cattivo spirito andava via da lui.»

(1 Samuele 16:23)

 

In questo passo si narra che Saul, tormentato da uno spirito maligno, trova conforto grazie alla musica suonata da Davide. Se un certo tipo di musica ha il potere di scacciare il male, allora è logico pensare che esista un certo tipo di musica che possa, invece, attrarlo.

 

In realtà non è solo il tipo di musica che può avere impatto positivo o negativo sul nostro spirito, ma anche e soprattutto chi la compone, chi la esegue (in questo caso Davide, già scelto da Dio come futuro re di Israele), quale testo vi è eventualmente associato e così via.

 

Questo ci aiuta a comprendere meglio che la musica non è solo un sottofondo nella nostra vita, ma un veicolo spirituale che può portare pace o turbamento.

 

“Ma devo per forza ascoltare musica della chiesa?”

 

Alla luce di quanto detto finora, questa domanda è comprensibile, ed è un quesito che mi sono fatta moltissime volte.

 

Si potrebbe rispondere in due modi: o con mera superficialità o con estrema rigidità.

 

Credo che la risposta più equilibrata sia all’interno della Parola di Dio, che, anche in questo caso, ci offre una risposta decisa e senza mezzi termini:

«Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica.» (Prima lettera ai Corinzi 10:23)

 

La chiave di tutto è in questo verso, precisamente nel termine “edifica”.

 

Edificare significa fortificare la propria fede, mantenere il cuore sensibile allo Spirito Santo e custodire la comunione che abbiamo con Dio. Per questo è fondamentale essere selettivi riguardo a ciò che ascoltiamo e guardiamo: siamo il tempio di Dio, chi lascerebbe entrare qualcosa di impuro e disordinato in un luogo così sacro?

 

Questo non significa che ogni genere musicale sia da evitare, ma ogni credente è chiamato a discernere: ci sono molti brani che, pur non essendo “musica cristiana”, portano ispirazione e valori moralmente sani; altri invece, anche se musicalmente belli, portano ad un indebolimento spirituale.

 

Più vicini, o più lontani?

 

La domanda quindi non deve essere “posso ascoltare questa musica?” ma: “Questa musica mi conduce più vicino a Dio… o mi allontana da Lui?”

 

 

L’invito che sento di fare, in primis a me stessa, è quello di fare nostro un passo della Scrittura, precisamente in Romani 12:2: “Siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente”

 

Anche la musica può contribuire al nostro rinnovamento… oppure lo può ostacolare. Sta a noi scegliere cosa nutrire.

Chantal Demasi

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