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Superare gli ostacoli e iniziare qualcosa di nuovo

Iniziare qualcosa di nuovo, camminando su terre inesplorate, non è mai qualcosa di semplice, ma neanche impossibile

L’inesperienza e la paura dell’ignoto potrebbero frenare e spegnere l’entusiasmo persino del giovane più audace, ma anche prendendo il coraggio a piene mani ci sono ostacoli che non si possono superare solo con una buona dose di zelo e adrenalina. Ci sono freni duri a morire che spesso ci lasciano nel bel mezzo del campo di gara (o peggio, sulla linea di partenza). Scopriamoli e affrontiamoli insieme ricordando che, oltre a essere giovani, siamo anche cristiani, e questo cambia davvero tutto!

 

Iniziare qualcosa di nuovo nonostante le delusioni passate

Naaman, capo dell’esercito del re di Siria [… ]era lebbroso.

Alcune bande di Siri […] avevano portato prigioniera dal paese d’Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman.
2 Re 5:1-2

Spesso sono proprio le esperienze passate a spegnere il nostro entusiasmo di fare, di iniziare qualcosa di nuovo nel campo di Dio. La giovane descritta in questo brano biblico poteva avere mille motivazioni per protestare e per starsene imbronciata con Dio e con il mondo. Dal testo comprendiamo che, giovanissima, era stata rapita, portata lontano dalla sua famiglia (che probabilmente era stata trucidata), resa schiava in una terra straniera e nemica al suo popolo: quale amarezza doveva esserci nel suo cuore! Eppure, quando si presentò l’occasione, non si rifiutò di essere strumento per una nuova opera di salvezza e guarigione che Dio voleva compiere. Naaman, il suo padrone, aveva un problema, un grosso problema: era lebbroso! Era soltanto questione di tempo, la morte avrebbe bussato presto alla sua porta. Questa ragazza, nonostante le amarezze del passato, decise di essere una pioniera missionaria, decise di aprire la bocca: “Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!”. Poche parole, ma guidate dallo Spirito Santo, cambiarono la sorte di Naaman.
Quante persone oggi stanno morendo spiritualmente a causa della lebbra del peccato, persone che fanno parte della nostra quotidianità, della nostra cerchia di amicizie o addirittura della nostra famiglia. Basterebbe una semplice giovane disposta a parlare da parte di Dio, facendosi così strumento nelle Sue mani, per iniziare qualcosa di nuovo nel cuore di tanti Naaman. Saranno forse le delusioni, i fallimenti del passato a chiuderci la bocca o parleremo dimostrando che, nonostante tutto, siamo disposti a servire il Signore?

 

Iniziare qualcosa di nuovo nonostante gli altri

C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?

Giovanni 6:9

Gli scoraggiamenti spesso vengono proprio da coloro da cui ti aspetteresti conforto e incoraggiamento. Ricordo ancora quando con mia moglie abbiamo preso in cuore la decisione di lasciare la nostra casa, il nostro lavoro, la nostra famiglia per abbracciare la chiamata missionaria. Quanti scoraggiamenti abbiamo ricevuto proprio da quanti ci aspettavamo potessero darci parole di sostegno! Ma come giovani cristiani siamo chiamati a guardare più in alto, a Dio che è fonte di forza e coraggio.
C’era un giovane che, circa 2000 anni fa, visse la stessa esperienza. Era andato ad ascoltare Gesù. Che predica ragazzi!… Le Sue parole gli avevano toccato il cuore.
Durante il“dopo culto” il giovane assistette a una discussione tra i discepoli del Maestro: Gesù aveva chiesto di sfamare quella folla di migliaia di persone, ma la zona era deserta, non c’era cibo, né i soldi per comprarne così tanto.
Il ragazzo, probabilmente, pensò: “Ehi, un momento, io ho con me la mia merenda: cinque pani e due pesci. Non sono molto, ma le parole di oggi mi hanno davvero toccato, credo che Gesù potrà fare qualcosa!”
Così il giovane corse da Andrea e gli mostrò quello che aveva. Andrea, forse su insistenza del ragazzo, si avvicinò a Gesù e disse: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?”. Queste parole furono come una spada nel cuore di questo giovane, in pratica suonavano come: “Questo ragazzo non ha niente di che… non potrà cambiare la situazione, non potrà fare la differenza!”.
A questo punto il ragazzo poteva benissimo riprendersi la sua merenda, alzare i tacchi e tornarsene a casa risentito, ma rimase lì, fece quasi finta di non sentire la considerazione di Andrea e aspettò che Gesù dicesse la Sua: “Fateli sedere”. Parafrasando: “È abbastanza, fateli sedere, iniziate a servirli”.
I pareri dell’uomo possono scoraggiarci, ma l’opinione che Gesù ha della nostra vita può risollevarci l’animo. Molti potranno dire: “Lascia perdere, che ci provi a fare?”, Gesù invece dirà: “Dai, moltiplichiamo quello che hai!”. Che voce scegli di ascoltare?

 

Iniziare qualcosa di nuovo nonostante noi

Io risposi: «Ahimè, Signore, Dio, io non so parlare, perché non sono che un ragazzo». Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono un ragazzo”, perché tu andrai da tutti quelli ai quali ti manderò …»

Geremia 1:6, 7

Ci troviamo di fronte a una chiamata chiara e lampante che Dio rivolge a un giovane e inesperto Geremia. Quale fu la sua risposta? “Io non so parlare, perché non sono che un ragazzo”. Ciò era evidente sia agli occhi del giovane che del Signore, ma come cristiani siamo chiamati a guardare alle realtà spirituali, spesso meno evidenti di quelle materiali ma più stabili e affidabili, in quanto eterne. In questo caso, la realtà terrena era rappresentata dall’inesperienza di Geremia, mentre la realtà spirituale era la chiamata divina.
Dio sa quello che fa. Se Egli ti ha chiamato a iniziare qualcosa di nuovo, ti scongiuro, non pensare che in qualche modo si sia sbagliato. Dio non sbaglia mai. Proprio a te che dici “Non sono che un ragazzo, non ho qualità, non sono capace”, Dio risponde “Non dire che sei solo un ragazzo perché io ti manderò…”.

Nonostante le delusioni e i fallimenti passati, nonostante lo scoraggiamento che viene da chi ci sta intorno e nonostante la fragilità della nostra umanità, vogliamo ascoltare e rispondere con fede alla chiamata di Dio essendo sicuri del fatto che la promessa della Sua potente e rassicurante presenza è per noi ancora valida. “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 20:28).

Non permettere a nessun sentimento o ragionamento di fermare l’opera che Dio vuole compiere attraverso la tua giovane vita!

 

Emanuele e Patricia Mango
Gli autori di questo post
Emanuele Mango e sua moglie Patricia sono giovani credenti missionari che servono il Signore nella nascente comunità di Durazzo-Shtypshkronja, in Albania. Dopo aver collaborato per diversi anni, in maniera saltuaria, con la chiesa albanese, hanno sentito la chiamata per quel popolo e in accordo con il Consiglio Generale delle Chiese e col Dipartimento Missioni Estere servono il Signore a tempo pieno in Albania dal Gennaio del 2013, dove curano la chiesa e fanno visita alle famiglie organizzando ogni settimana un culto in una casa diversa, cosa che permette loro di spargere il messaggio dell’Evangelo . Quando hanno la possibilità portano anche pacchi alimentari perché tra gli albanesi vi sono situazioni di estrema povertà. L’Albania è un paese per il 70% islamico ma diverse persone hanno mostrato il desiderio di ascoltare il messaggio dell’Evangelo.

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