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Come affrontare la seconda ondata di Covid nonostante la rabbia e l’incertezza

Da qualche settimana si sta registrando un aumento esponenziale di casi di Covid-19 nel nostro Paese, e il governo sta continuando ad emanare decreti cercando di far fronte a una situazione che si fa ogni giorno più grave.

Solo poche settimane fa, in una strana estate, ci eravamo lasciati alle spalle il nostro primo lockdown: siamo tornati in chiesa, abbiamo potuto viaggiare, andare a cena fuori con gli amici, fare shopping e dedicarci allo sport: tutto, ovviamente, con le dovute attenzioni.

Ma ecco che un rapido aumento dei contagi sembra ci stia riportando al punto di partenza. Una situazione che sembra essere per molti versi peggiore della prima ondata: le persone attorno a noi sono molto più stanche, deluse e arrabbiate. Le informazioni sembrano sempre più caotiche e in tutta Italia ci sono state diverse manifestazioni di protesta, anche violente.

Cosa ne sarà del lavoro? Della scuola? Degli amici e della famiglia? Della nostra salute? Del nostro futuro? Siamo circondati da emozioni come rabbia, tristezza e delusione. Rabbia per il fatto che il nostro breve assaggio di libertà ci è stato tolto, tristezza per non sapere quando potremo tornare a una vita normale e delusione per l’ennesima cancellazione dei nostri progetti.

Non sappiamo come saranno le prossime settimane, ma speriamo che questi consigli possano essere utili.

1. Continuiamo ad aggrapparci a un Dio immutabile

I casi di Covid-19 stanno aumentando di giorno in giorno, e leggere le notizie può essere abbastanza angosciante. Mentre gli esperti dicono cose opposte tra loro, si ipotizza addirittura che si possa tornare a un nuovo lockdown totale, simile a quello che abbiamo vissuto in primavera.

Bombardati quotidianamente da queste incertezze dobbiamo disperatamente aggrapparci a un Dio immutabile, che è lo stesso ieri, oggi e per sempre (Ebrei 13:8), e le cui parole rimangono le stesse anche se il mondo attorno a noi crolla (Matteo 24:35). C’è così tanto conforto nella lettura della Bibbia, nel sapere che le stesse cose scritte migliaia di anni fa sono ancora applicabili oggi.

In tutta la Bibbia vediamo esempi di un Dio fedele che guida il suo popolo fuori da ogni tipo di calamità. Dio ha protetto Noè e la sua famiglia, insieme a tutti gli animali, mentre il diluvio seppelliva la terra (Genesi 6:5-21); Dio ha mandato i suoi angeli per proteggere e salvare Daniele e i suoi amici quando erano in una fornace dopo aver rifiutato di inchinarsi a un idolo (Daniele 3:28); e lo stesso Dio disse agli Israeliti mentre si trovavano in esilio: “io, il Signore, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: Non temere, io ti aiuto!” (Isaia 41:13).

Certo, forse è un po’ azzardato confrontare la nostra vita con quella degli Israeliti in esilio. Ma leggere di come Dio li abbia sostenuti ci può aiutare a comprendere che lo stesso Dio che li ha liberati sia accanto a noi anche in queste difficoltà.

2. Viviamo un giorno alla volta (e sviluppiamo la giusta routine)

Il primo lockdown ci ha insegnato a rallentare e a prendere ogni giorno come viene, e si è dimostrato utile anche ora che siamo costretti a concentrarci per vivere un giorno alla volta. Fissarci a pensare ad altre settimane o mesi di isolamento può essere travolgente e controproducente.

Mettere in atto una routine per affrontare la giornata può aiutarci davvero. Ad esempio: dormire almeno 8 ore, svegliarsi non troppo tardi, leggere una meditazione biblica e pregare, fare da cinque a dieci minuti di allenamento e prepararsi una colazione decente, il tutto senza fretta, può essere un buon modo di iniziare la giornata. La routine non è nostra nemica, ma può essere una potente alleata per ordinare la nostra vita e farci stancare di meno in un momento in cui le forze fisiche e mentali sono messe a dura prova e devono essere gestite al meglio. Ne abbiamo parlato anche nell’articolo sul primo lockdown.

Vivere un giorno alla volta può anche eliminare molte ansie, come: “E se i numeri dei contagi e dei morti anche oggi non scendono?”, “E se non potrò vedere i miei genitori lontani?”, “E se dovrò rimanere di nuovo bloccato a casa?” “E se rischio di contagiarmi?”. Matteo 6:34 ci insegna che non dobbiamo preoccuparci del domani, perché il domani avrà i suoi problemi, e questa verità è più attuale che mai. La Bibbia dice anche che ogni giorno è un dono del Signore, quindi, lockdown o meno, dobbiamo rallegrarci per ogni nuovo giorno che il Signore ci ha dato (Salmo 118:24).

3. Concediamoci una pausa dalla connessione

Se è vero che in un momento come questo è importante riunirsi e sostenersi a vicenda, anche via Zoom e social, possiamo sperimentare una certa fatica a essere continuamente “connessi”. Sì, la comunicazione con quegli amici che non possiamo vedere è buona, tuttavia, può aiutarci molto fare un vero e proprio digiuno dalle notifiche di WhatsApp, Instagram e Facebook, trascorrendo il tempo facendo altro: leggere di più la Bibbia e libri cristiani, concentrarsi in preghiera, scrivere qualche pensiero su un diario. Prendersi una pausa dalla tecnologia può essere davvero tonificante, una boccata d’aria fresca che può aiutarci a costruire relazioni in maniera più incisiva (1 Tessalonicesi 5:11).

4. Continuiamo ad essere utili a Dio e agli altri

Finché sarà ancora possibile andare fisicamente in chiesa, andiamoci (Ebrei 10:25)! Sosteniamoci insieme nella preghiera, nella lode, e nella generosità che possiamo realizzare quando siamo riuniti insieme ad altri credenti. Se c’è qualche necessità e qualche difficoltà pratica o spirituale scegliamo di essere parte della soluzione, non del problema. Le comunità possono superare questo momento difficile soltanto se rimangono unite, proprio mentre vediamo nella società attorno a noi sempre più frustrazione e mancanza di unità. Non scordarlo: continuare ad adottare i comportamenti che le autorità ci suggeriscono per cercare di limitare i contagi è una forma di rispetto e di buona testimonianza.

5. Andiamo avanti con Dio, nonostante tutto

Non sappiamo come saranno le settimane a venire. Sicuramente ci saranno giorni di frustrazione, giorni di notizie e sensazioni brutte. Ma se c’è una cosa che abbiamo imparato dal nostro primo isolamento, è che le cose andranno meglio, Dio troverà una soluzione a questa dolorosa esperienza, anche se ora non riusciamo a vederla. Per ora, continuiamo ad aggrapparci a Lui, impariamo a prendere un giorno alla volta, e a trovare nuovi modi per mantenerci sani fisicamente, mentalmente e, soprattutto, spiritualmente, tenendo gli occhi aperti per osservare ciò che Egli sta facendo in noi e può fare attraverso di noi durante questo tempo così difficile.

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