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L’Autobattesimo di Achille Lauro e il Vero Battesimo

 

Nuovo Sanremo, nuove polemiche. Già dopo la prima serata di Sanremo ecco arrivare puntuale una nuova accesissima discussione, che stavolta riguarda il battesimo.

 

Il “battesimo” di Achille Lauro

 

Il trapper Achille Lauro, che già l’anno scorso aveva fatto parlare di sé per i vari travestimenti con cui era salito sul palco dell’Ariston. Durante la sua prima esibizione di quest’anno, accompagnato da un coro gospel, si è autobattezzato versandosi in testa dell’acqua da un’acquasantiera imitando il rito del battesimo per aspersione celebrato, soprattutto con i neonati, nella Chiesa Cattolico Romana.

 

Il tutto mentre cantava “Domenica”, una canzone che esplicita la volontà di vivere l’amore solo come un’avventura, senza progetti seri.

 

La trappola della provocazione

 

Personaggi come Achille Lauro sono specializzati nella provocazione, proprio per aumentare la propria visibilità rompendo, a modo loro, dei tabù culturali, spesso legati alle tradizioni religiose. Dopo l’esibizione di Lauro, il cristianesimo istituzionale si è pronunciato con condanne più o meno dure da parte di senatori e cardinali. 

 

Questi episodi avvengono ormai regolarmente, come successo anni fa con la serie Netflix che rappresentava Gesù come omosessuale, scatenando dure proteste e perfino cortei che ne denunciavano la blasfemia.

 

In quei giorni, sul mensile Risveglio Pentecostale, uscì un articolo che vogliamo citare anche oggi:

 

Le cose non cambieranno né tantomeno miglioreranno. Pur non volendo essere un inguaribile pessimista, affermo che il diavolo sa fare bene il suo ‘mestiere’. Imperterrito, continuerà a farlo senza battere ciglio davanti agli strombazzamenti e proclami vari. I cortei, le marce, le proteste, le firme non faranno retrocedere neppure di un millimetro le opere delle tenebre negli ultimi tempi; questo è quello che la Scrittura ci insegna: “Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza” (2 Timoteo 3:1-5).

 

Seppur ottenessimo risultati parziali e di facciata, avremmo procurato la salvezza delle anime? Oppure il nostro intento è semplicemente quello di poter vivere in un ambiente un po’ meno ostile nei confronti della fede che professiamo? Seppur riuscissimo a bloccare, boicottare, eliminare un film blasfemo o una canzone spregevole, che cosa ne sarebbe di tutti gli altri film e canzoni che propongono l’adulterio, la violenza, la droga, l’alcol, il suicidio…? Dio non ci ha chiesto di “cristianizzare” il mondo, piuttosto “è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione.” (1 Corinzi 1:21).

 

Buttarsi a capofitto nell’ennesima polemica esternando sui social la propria indignazione è un approccio che alla fine è davvero poco utile alla nostra reale priorità: evangelizzare (ne parliamo anche nel nostro SvoltaLab “Dalle Storie alla Storia”).

 

Sono le nostre azioni e le nostre parole quotidiane il mezzo più potente per testimoniare di Gesù, non le nostre urla scandalizzate.

 

C’è un solo modo per liberarsi delle tenebre: basta accendere la luce! “Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta” (Matteo 5:14). Usciamo dal basso delle barricate della lotta terrena, dove c’è clamore e confusione e saliamo sul monte per far splendere la luce. La luce non parla, ma grida più forte di ogni strepito umano!

 

Il battesimo religioso passivo e l’autobattesimo individualista

 

In Italia il battesimo è stato trasformato in un simbolo tipico della religione istituzionale.

 

Il battesimo per aspersione (cioè versando acqua sopra la testa) è uno dei rituali più comuni che segna l’ingresso di ogni persona tra le schiere della Chiesa Cattolico Romana.

 

Si tratta di un atto dalla valenza più sociale che, come vedremo dopo, un atto di testimonianza di una fede reale, proprio perché il soggetto che lo riceve nella stragrande maggioranza dei casi è passivo, essendo un neonato portato in chiesa dai genitori. Questo è uno dei motivi per cui sempre più persone si stanno sbattezzando”.

 

Achille Lauro, con il proprio autobattesimo inscenato sul palco, esalta l’uomo e mette al centro la propria individualità e (apparente) libertà nell’eseguire un atto sacro con le proprie mani trasformandolo in simbolo di passaggio e togliendo Dio dall’equazione, rovesciando anche la dinamica genitoriale di fondo, dedicandolo alla madre.

 

Come scritto in un articolo del giornale FanPage:

 

Il significato del battesimo sul palco dell’Ariston lo ha spiegato con diversi post su Instagram: “Oggi 61 anni fa nasceva mia madre. Oggi 61 anni dopo le regalo l’apertura del Festival di Sanremo. Ancora oggi guardo questa donna nello stesso modo. Le madri sono esseri divini, ci danno la vita ogni giorno. Oggi, in un nuovo inizio, vi omaggio del mio battesimo. Che dio ci protegga. Hallelujah”. Per Achille Lauro si tratta di un inizio come lui stesso ammette: “Mi sono interrogato sul senso del mio essere del mio essere di passaggio, del mio essere umano. Il palco è lo stesso di sempre. Io, invece, no”.

 

Ma andiamo oltre questo episodio, superiamo le barricate delle polemiche e scopriamo cos’è il vero battesimo.

 

Il vero battesimo e la vera fede

 

Secondo quanto appare nel Nuovo Testamento, il culto dei primi cristiani non seguiva uno schema liturgico formale e rigido, ma consisteva nel canto comunitario, nella preghiera spontanea, nella lettura delle Sacre Scritture, nella predicazione della Parola, esercizio dei carismi dello Spirito Santo.

 

In questo contesto venivano amministrati i due ordinamenti lasciati direttamente da Cristo agli apostoli: “il battesimo in acqua” per immersione (Matteo 28:18, 19; Atti 2:38; 8:12) e la “cena del Signore”. Questi due ordinamenti sono, rispettivamente, la testimonianza dell’opera che Cristo compie nel credente che pone in Lui tutta la sua fiducia e il ricordo della morte del Signore celebrato con gratitudine.

 

Il battesimo, secondo la Bibbia, consiste in una sola immersione totale del credente, una testimonianza simbolica dell’unione del credente con Dio, come evidenza del ravvedimento manifestato e della nuova nascita sperimentata per la fede in Cristo, secondo l’Evangelo.

 

Se conosci Gesù, più che metterti a polemizzare sul perché paghiamo il canone RAI per vedere le provocazioni di performer come Achille Lauro, approfitta di queste situazioni per far conoscere chi è davvero Gesù, cos’ha detto e cos’ha fatto.

 

Se sei finito su questo articolo, sei arrivato fin qui e vuoi saperne di più su quello di cui abbiamo scritto finora ti consigliamo di partire da Chi è Gesù e scoprire quella fede che non è un’istituzione religiosa, un insieme di rituali, ma una relazione viva, meravigliosa ed entusiasmante con Dio, di cui il battesimo è la testimonianza pubblica e volontaria

Andrea Botturi

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