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Di quali contenuti fidarmi online?

“E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento” (Filippesi 1:9)

Abbiamo già provveduto una lista di libri di cui raccomandiamo la lettura ai giovani specie nei primi anni della loro vita cristiana.

Tuttavia oggi il principale strumento dal quale prendiamo contenuti di ogni tipo (anche spirituale) non sono i libri ma è Internet.

Allora, come possiamo consigliare un giovane che ci chiede “di quali contenuti spirituali mi posso fidare fra i tanti messi a disposizione dal web, quando faccio magari una ricerca su Google o su Facebook? Cosa dovrei leggere, soprattutto nei primi anni della mia vita cristiana? Quali siti dovrei consultare?”

Come possiamo iniziare ad avere discernimento e ad orientarci, per non finire magari in una delle false dottrine di cui abbiamo scritto qui?

Abbiamo già parlato in un articolo precedente anche della necessità di filtrare le “fake news” (notizie false).

Questo è un concetto che viene sostenuto anche con forza dall’evangelista Luca all’inizio del suo Evangelo, quando afferma che per poter essere certo dei dettagli del resoconto della vita e delle parole di Gesù, gli è stato necessario andare alle fonti originarie ed informarsi accuratamente da quelli che ne erano i “testimoni oculari” ancora viventi. (Luca 1:1-4).

Paradossalmente, Internet ci consente come mai prima di effettuare ricerche approfondite e di consultare direttamente le fonti di qualsiasi cosa (le fonti del testo biblico, le fonti di una certa interpretazione, le fonti di una certa testimonianza, ecc…) eppure sono pochissimi che ne approfittano e imparano a fare questo tipo di ricerche; piuttosto si preferisce tante volte accontentarsi di acqua sporca che è già passata da mille tubi e che ha perso la sua trasparenza originaria che aveva alla sorgente: gli apostoli Paolo e Pietro mettono in guardia dal rischio di amare più “le favole” che non la Verità (1 Timoteo 1:4; 4:7; 2 Timoteo 4:4; 2 Pietro 1:16; 2 Tessalonicesi 2:10).

Quando facciamo circolare una notizia o una lezione spirituale soltanto perché “ci piace” (abbiamo messo il like! ) e non ci preoccupiamo di verificare se sia vera e autentica, noi somigliamo molto di più a coloro che cercano “maestri secondo le proprie voglie” (2 Timoteo 4:3) invece che ai discepoli di Gesù che amano la Verità (Efesini 4:15).

L’apostolo Paolo fornisce almeno altri tre principi nelle sue Epistole a questo proposito per consentirci di filtrare in partenza le nostre letture e non sprecare tempo con “fonti spirituali inattendibili”. Ovviamente non è possibile spendere tempo a effettuare questi approfondimenti per ogni contenuto che circola su Internet e che magari riceve 1000 like, ne usciremmo matti!

Nonostante siano trascorsi duemila anni, i principi di selezione di Paolo hanno ancora oggi lo stesso valore, a prescindere dalle nuove tecnologie.

 

1) Il rapporto personale come elemento di fiducia: da chi hai ricevuto l’Evangelo?

(1 Corinzi 4:14-16; 15:1; 2 Corinzi 11:4)

I membri della chiesa cristiana di Corinto stavano alimentandosi degli insegnamenti di “diecimila precettori” diversi. Paolo ricorda che la loro vita cristiana era iniziata con l’annuncio dell’Evangelo che egli aveva dato per primo. Per questo si considerava come un “padre”, sarebbe stato legittimo chiedere per prima la sua opinione dottrinale e spirituale.

Di Paolo conoscevano tutto: avevano visto il suo operato, conosciuto la predicazione, i miracoli, la spiritualità, il carattere (2 Corinzi 12:12). Era giusto che pertanto Paolo rivendicasse di essere ascoltato per primo su temi etici e dottrinali su cui invece i “diecimila precettori” (come diecimila siti internet…) li stavano confondendo. Fra questi c’erano in realtà molti “falsi apostoli” (2 Corinzi 11:13) di cui non potersi fidare.

Bello andare su Internet e scaricarsi il video di una predica o il testo di uno studio o l’audio di una meditazione, ma al di là dell’elemento di “spettacolarità” che a volte accompagna questi video, cosa sai davvero di chi ti sta parlando? Perché essere poi sorpresi mesi o anni dopo se arriva la notizia di uno scandalo che lo coinvolge, se in realtà la verità è che tu non hai mai conosciuto davvero la persona e il carattere di chi ti forniva questo materiale?

Dio ha stabilito la chiesa locale proprio perché desidera relazioni autentiche fra gli insegnanti della Parola e i membri della chiesa, come quelle di un padre con un figlio (1 Corinzi 4:15).

 

2) Le esperienze spirituali sane come elemento di garanzia: con quali insegnamenti hai ricevuto lo Spirito Santo?

(Galati 3:2-5)

Sei stato guarito dal Signore? Dove ti trovavi? Stavi ascoltando qualche predicazione? Durante quale culto?

Hai accettato Gesù? Hai ricevuto poi il battesimo nello Spirito Santo con il segno iniziale del parlare in altre lingue?

I Galati avevano un problema di “falsi fratelli” infiltrati in mezzo a loro (Galati 2:4) – per certi versi simile al problema che avevano i credenti della comunità di Corinto, seppure questi fossero di una posizione dottrinale all’estremo opposto. Paolo, per aiutarli, questa volta fa riferimento alle esperienze spirituali genuine che i Galati avevano già sperimentato e cerca di aiutarli a ricordare: in quale contesto le avete sperimentate? con quali premesse avete fatto quelle esperienze autentiche?

Se avete fatto bellissime esperienze in quelle condizioni di “sana dottrina”, perché per crescere bisogna rivolgersi a degli insegnamenti opposti, che sviliscono la realtà della Grazia? Anche qui, i contenuti trovati su internet spesso perdono subito nel confronto con la chiesa locale: i contenuti su internet sono “sospesi nel vuoto”, perché sono consumati comunque in un ambiente virtuale. Paolo raccomanda: seguite a ritroso l’azione genuina dello Spirito e troverete l’albero giusto, quello buono.

Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono; perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi.” (Luca 6:43-44)

 

3) Rimanere nell’insegnamento ricevuto dall’inizio: per quale Via hai iniziato a seguire Cristo?

Soltanto, dal punto a cui siamo arrivati, continuiamo a camminare per la stessa via.” (Filippesi 3:16)

Ai Filippesi, credenti maturi che avevano molti meno problemi dei Galati e dei Corinzi per quanto riguarda l’infiltrazione di falsi fratelli o dottori, Paolo afferma “restate nella stessa via, continuate a camminare in essa“. Paolo non sta parlando di rifiutare innovazioni tecnologiche o anche metodologiche, che a volte sono necessarie per aggiornarci ai nuovi contesti sociali (per esempio con il progetto Svolta siamo passati a utilizzare innanzitutto i canali social online come Facebook o Instagram).

Addirittura nel verso immediatamente precedente (Filippesi 3:15) Paolo dà assolutamente per assodato che negli anni il credente maturo cambierà idea su qualche tema. Ma l’apostolo sta dicendo piuttosto: verificate che le scelte, i cambiamenti, i passi in avanti che fate nella vostra spiritualità e vita cristiana siano in continuità con la sana dottrina già ricevuta. Magari il sentiero nel suo percorso avrà anche delle curve e dei cambi di direzione, ma bisogna restare ad ogni costo su quell’unica Via che conduce alla vera vita, che è Cristo stesso (Matteo 7:14; Giovanni 14:6).

Questi sono i tre principali consigli dell’apostolo Paolo affinché i credenti sappiano iniziare a usare discernimento fra i contenuti e gli insegnamenti che ricevono.

Concludiamo ricordando il principio finale più importante e basilare: quello di confrontare ogni contenuto e insegnamento che riceviamo con l’insegnamento della Bibbia stessa, come facevano i Bereani, divenuti noti proprio per questa ragione:

Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così.” (Atti 17:11)

Non ci sono dubbi che se avessimo questi stessi “nobili sentimenti“, di filtrare con accuratezza ciò che ascoltiamo non secondo le nostre voglie, ma secondo quello che è scritto nella Parola di Dio (a prescindere se sia un contenuto tradizionale o innovativo) allora vedremmo anche noi una benedizione costante nella nostra vita, risvegli genuini, conversioni e l’intervento sovrannaturale di Dio ad accompagnarci.

Il verso successivo ad Atti 17:11 è infatti:

Molti di loro, dunque, credettero, e così pure un gran numero di nobildonne greche e di uomini.

Possiamo stare assolutamente sereni che Dio non abbandonerà e non farà mancare la Sua benedizione e la Sua sapienza su chiunque la cerca con cuore sincero! (Giacomo 1:5-6; Proverbi 2:1-6)

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