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Un nuovo inizio…la tua Pasqua!

5 cose che dobbiamo sapere sulla “pèsach”

Con questo articolo intendiamo dare un punto di vista forse mai considerato sul significato di questa ricorrenza. La Pasqua era originariamente legata alla festività ebraica narrata nella Bibbia in Esodo 12:1-13 e ricordava il miracoloso intervento divino a protezione del Suo Popolo in seguito alla decima piaga d’Egitto. La Pasqua che festeggiamo oggi in Italia non ha lo stesso significato attribuito dall’Antico Testamento e il valore che gli viene attribuito potrebbe confondere il credente sincero che desidera conoscerne il vero significato. Sono numerosi i simboli provenienti da antiche tradizioni popolari utilizzati per questa festività che ogni anno vengono venduti e consumati nelle famiglie di molte nazioni. Piuttosto che concentrarci su queste pratiche che non sono autenticamente cristiane e che potremmo addirittura definire “pagane”, diamo uno sguardo alle realtà spirituali che sono alla base della Pasqua.

Ecco cinque cose che dobbiamo sapere.

  1. Un nuovo inizio è preparato per noi. La Pasqua ebraica – “pèsach” – è celebrata, secondo il calendario ebraico, nel mese in cui inizia l’anno religioso. Per gli ebrei liberati miracolosamente da Dio dalla schiavitù egiziana, quello fu l’anno zero, un nuovo inizio. Il messaggio che ci arriva da questa festività è che l’incontro con Gesù Cristo porterà nella nostra vita un meraviglioso cambiamento e tutto avrà un nuovo inizio, “Poiché anche la nostra Pasqua è stata immolata” (I Corinzi 5:7)

 

  1. Saremo liberati dalla punizione eterna. Il significato della parola ebraica per tradurre il termine Pasqua è “pèsach” che significa letteralmente “passare oltre”. La notte in cui la decima piaga colpì i primogeniti degli egiziani, un grande lamento si levò dalla città, ma quanti avevano segnato gli architravi e gli stipiti delle porte con il sangue dell’agnello pasquale furono preservati. “Tu hai preservato l’anima mia dalla morte, i miei occhi dalle lacrime, i miei piedi da cadute” (Salmo 116:8). Gesù, l’agnello di Dio, ha subito il castigo di Dio al posto nostro: “Il castigo per cui abbiamo pace è caduto su di lui” (Isaia 53:5)

 

  1. Possiamo realizzare il perdono di tutti i nostri peccati. La Pasqua ebraica veniva ricordata attraverso il sacrificio di un agnello per casa. Il cristiano può godere del perdono provveduto attraverso l’Agnello di Dio, che ha tolto il peccato dal mondo (Giovanni 1:29).

Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi…ma il sangue di Gesù ci purifica di ogni peccato” I Giovanni 1:7-8.

 

  1. Saremo sorpresi dalla potenza di Dio nel liberarci. Il giorno in cui la festa della Pasqua fu istituita da Dio e comunicata agli Israeliti, essi poterono realizzare con quale potenza furono liberati dalla schiavitù dell’Egitto, una superpotenza in quel periodo storico. Non importa in quale situazione ci troviamo, se abbiamo rivolto la nostra preghiera a Dio siamo certi della sua capacità di intervenire e liberarci da qualsiasi cosa ci renda “schiavi”.

 

  1. Potremo raccontare la potente liberazione ottenuta. La Pasqua per ogni Israelita diventava da quel giorno una commemorazione ordinata da Dio e ai figli che chiedevano il significato di tale festività veniva data questa spiegazione: “Il SIGNORE ci fece uscire dall’Egitto, dalla casa di schiavitù, con mano potente” Esodo 13:14. Anche noi possiamo raccontare agli altri che l’incontro con il Signore Cristo Gesù ha liberato la nostra vita “Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato figlio” Colossesi 1:13.

 

Dunque, per i cristiani, la Pasqua non rappresenta una ricorrenza ma un’esperienza che riguarda l’incontro con Gesù. Un incontro che porta vita, perdono e liberazione: un nuovo inizio! Se fino ad oggi hai soltanto “celebrato” la Pasqua, il nostro invito è invece quello di realizzarla, chiedendolo a Dio in preghiera.

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