5 modi in cui possiamo cambiare il mondo da single

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La stagione della vita da single non è il campionato di serie B rispetto alla vita di coppia, ma un momento unico e irripetibile.

Potrebbe essere un periodo unico di consacrazione a Cristo e tradursi in un ministerio, in funzione degli altri, privo di distrazioni. Con lo Spirito Santo che dimora in te indisturbato e libero da impegni, Dio ti dona i mezzi per lasciare un’impronta duratura in vista dell’avanzamento del Suo regno. Sei rivestito di tutto punto con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti (Efesini 1:3), per andare praticamente ovunque.

Dove devo andare, e cosa devo fare? A questa domanda non si può rispondere che in modo generico, ma quelle che seguono  sono cinque lezioni che possono aiutarti a cambiare il mondo (o almeno la tua piccola porzione di mondo), proprio mentre non sei ancora sposato. Con l’aiuto e la guida di Dio, sei libero di investire te stesso, il tuo tempo, le tue risorse, la tua gioventù e la tua flessibilità in relazioni, ministeri e in vista di impegni che possono portare un frutto incredibile. Questo ti permetterà di vivere da single, pienamente soddisfatto e nella consapevolezza di essere stato incaricato di un compito specifico direttamente da Dio.

1) Ricorda che la vera grandezza apparirà spesso simile alla debolezza.

Quando Gesù spiegò ai Suoi discepoli che tipo di sovranità intendeva incarnare, e che cosa significasse essere veramente grande, disse loro: “Il Figlio dell’uomo sta per essere dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; ma tre giorni dopo essere stato ucciso risusciterà” (Marco 9:31). Come risposero i discepoli? Si appartarono per discutere su chi di loro fosse il più grande, vale a dire il capo di quel manipolo di pescatori del tutto irrilevanti, sotto ogni punto di vista (Marco 9:34). Invece di ascoltare Gesù che parlava della Sua morte e ridefiniva la grandezza in termini di sacrificio, anziché cercare di essere gli ultimi e servi, per amore del loro Signore, si battevano per avere il primato.  Il più delle volte, invece di perseguire la grandezza attraverso il sacrificio, mi aspetto che Dio mi renda la vita un po’ più confortevole, i rapporti un po’ più facili e il ministerio un po’ più fecondo o e incisivo. Egli, invece, dice: “Chiunque vorrà essere grande fra voi sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo sarà servo di tutti” (Marco 10:43, 44). Chi avrà servito in questa vita, governerà nella prossima. Chi sarà schiavo in questa vita sarà re per sempre. La vera grandezza non assomiglia a ciò che appare scritto in grassetto sul nostro sito web preferito. No, si rivela nei dettagli della vita degli altri. Se desideriamo essere grandi, dobbiamo dare noi stessi per far fronte alle piccole, banali e spesso trascurate esigenze che cogliamo attorno a noi.

2) Considera le persone che Dio ti ha già messo intorno.

Il Signore ti ha posto su questo pianeta e nel tuo quartiere affinché tu e gli altri intorno a te possano realizzare La Sua presenza. Questo è il proposito missionario di Dio per la tua università, il tuo condominio, il tuo palazzo, ovunque tu viva, qualunque sia la tua attività o le tue condizioni di salute. L’apostolo Paolo dice che il Signore “ha tratto da uno solo tutte le nazioni degli uomini perché abitino su tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche loro assegnate e i confini della loro abitazione, affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo, come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi” (Atti 17:26, 27). Dio ha stabilito la nostra dimora attuale, vale a dire la nostra casa, nel contesto in cui viviamo e nella località specifica in cui ci troviamo, affinché possiamo cercarlo e aiutare altri a fare la medesima cosa. Il Signore può usarsi di noi per trasformare la vita di una persona, attraverso un breve contatto occasionale, in palestra o in una caffetteria. Le amicizie sono un elemento importante per fare discepoli, e l’amicizia, a sua volta, richiede interessi, passatempi e spazi condivisi, vale a dire un punto in cui le strade si incrociano. Anche un viaggiatore instancabile come l’apostolo Paolo trovava il tempo per questo tipo di evangelizzazione e discepolato personale (I Tessalonicesi 2:8). Considera le persone che Dio ha messo al tuo fianco, qualsiasi sia il modo in cui sei entrato in contatto con loro, e fai tutto il possibile per incoraggiarle a cercare Cristo.

3) Pratica l’altruismo

“Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso, cercando ciascuno non il proprio interesse, ma anche quello degli altri” (Filippesi 2:3, 4). Questo sarà più arduo nel matrimonio, pertanto è necessario che ti eserciti fin da ora. Dovremmo pensare ad alcune persone o famiglie, cui potremmo donare la nostra vita da single. Nessuno si aspetta che tu ti prenda cura e provveda agli altri proprio ora, a eccezione di Dio. Fai attenzione ai bisogni degli altri, in particolare a quelli della chiesa, e pensa a come potresti essere utile, ad esempio, con il denaro, con aiuti alimentari, o semplicemente mettendo a disposizione il tuo tempo e le tue energie. Forse soprattutto tempo ed energia. Indipendentemente dal nostro stipendio, ci è stato dato molto. Dovremmo spenderlo saggiamente e in modo generoso per le necessità degli altri. Dal punto di vista economico devi sostenere solamente te stesso. Certo, puoi risparmiare con oculatezza per i giorni in cui avrai maggiori necessità, ma mentre attendi, cerca dei modi per provvedere anche ai bisogni degli altri. Se non acquisti generi alimentari per cinque persone, né una cena per due, o un’infinità di pannolini, hai denaro sufficiente per essere di benedizione per altri. Si tratta essenzialmente di sviluppare atteggiamenti e abitudini all’insegna di qualche rinuncia nella consapevolezza che possiamo essere chiamati a soddisfare i bisogni di qualche persona in difficoltà. Queste abitudini torneranno utili anche nei rapporti con il tuo futuro coniuge e faranno in modo che l’immagine di Cristo risplenda meravigliosamente agli occhi di chi ti sta attorno.

4) Dì di sì alla spontaneità

È un dato di fatto: il matrimonio compromette in maniera significativa la spontaneità. Uno dei tuoi più grandi doni spirituali come individuo non ancora sposato è il tuo sì. Sì, a una conversazione telefonica casuale, a un caffè, alla disponibilità a dare una mano in occasione di un trasloco, a far visita a qualche malato, a guardare un film in tarda serata o a un evento speciale in centro. Sei incredibilmente libero di dire sì quando le persone sposate non possono neppure porsi la domanda. Quando hai ancora un coniuge, puoi ferirlo con delle decisioni magari un po’ impulsive che ti portano a servire gli altri. Se ti sposi, non avrai più la libertà di un tempo. Sii disposto a dire di sì adesso e a essere una benedizione per gli altri, anche se non sempre ne hai voglia.

5) Fai cose radicali per Dio

Proprio come sei libero di dire sì a iniziative del tutto spontanee, puoi dare il tuo assenso a fronte di richieste che implicano un maggiore impegno, cosa che una persona sposata sicuramente non può permettersi. Sogna in grande, accarezza sogni che abbiano un valore assoluto. Organizza qualche incontro di preghiera e promuovi regolarmente qualche campagna di sensibilizzazione. Fornisci il tuo consiglio a uomini o donne più giovani. Creati un gruppo di amici credenti che abbiamo una visione cristocentrica della vita e che possano influenzare gli altri nel loro ambito lavorativo, scolastico… Fai ciò che abbiamo detto poco sopra. Sarai sorpreso dall’opera dello Spirito di Dio in te e attraverso di te, e dal desiderio, da parte tua e dei tuoi amici non ancora sposati, di impiegare al meglio la vostra vita. Quando sogni e decidi di unire le tue forze a quelle degli altri, si aprono degli orizzonti impensabili. Sii radicale, ma non imprudente. Non devi impegnarti in mille attività senza essere in grado di seguirle adeguatamente. In questo senso, prendi le decisioni in preghiera e confrontati con persone che ti amano e magari abbiano il coraggio di dirti di no. Ho tenuto uno studio biblico in quel centro di riabilitazione in fondo alla strada. Non ancora sposato, mi sono preso cura di alcuni studenti delle superiori e ho iniziato un gruppo di studio con i giovani laureati della nostra chiesa. Ho fatto viaggi missionari nella Repubblica Dominicana, in India e in Etiopia. Ho collaborato con altri per avviare una classe di lingua inglese e un servizio di assistenza per i rifugiati che vivono nei pressi della nostra chiesa. Vivere per la gloria di Dio può voler dire insegnare in una scuola cristiana in Corea del Sud per un anno, o in una scuola domenicale dove ci sono due o tre studenti con gravi disabilità mentali. Abbiamo amici che svolgono queste attività, e Dio si mostra magnifico come sempre. Chiediti, in questo momento: In che modo potresti usare i tuoi doni per qualcosa di radicale o impegnativo, disponendoti a parlare agli altri di Gesù?

 

Questo articolo è tratto dal libro “Non ancora sposati” che puoi trovare QUI

 

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