La Battaglia della Concentrazione

 

Sempre attivi. Sempre operativi. Sempre “sul pezzo”.

 

Questi termini, un po’ per scelta un po’ per tendenza, li ritroviamo spesso nel quotidiano in svariati ambiti, ma potrebbero sintetizzarsi in una sola parola: concentrazione.

 

Quando ripenso a questo concetto, ho davanti l’immagine di quegli atleti che restano di ghiaccio anche dopo una vittoria o di quegli attori che rimangono impassibili, con il premio appena ricevuto tra le mani, quasi come se fosse solo un sogno. Una reazione così potrà sembrare strana, però è anche vero che lasciarsi prendere troppo dalle emozioni può creare una distrazione dall’obiettivo.

 

Anche chi crede in Dio ha uno scopo sul quale restare concentrato: la vita eterna da trascorrere insieme al Suo amato Signore. Tenere alta la concentrazione, soprattutto in un contesto che va oltre l’esistenza terrena, non è semplice, ma possiamo riuscirci, seguendo i consigli che ci dà la Parola di Dio.

 

Fissare un obiettivo

 

Innanzitutto, è chiaro che per sviluppare concentrazione ci sia bisogno di un “centro”, di un focus, un obiettivo su cui riversare le nostre forze. L’apostolo Paolo scrive: “una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio” (Filippesi 3:11,12).

 

concentrazione 2

 

Una dieta inizia con un numero di chili da perdere, una vacanza con un itinerario da seguire. Avendo fissato un traguardo, quindi, il nostro percorso può cominciare.

 

Un passo alla volta

 

“Le mani di Zorobabele hanno gettato le fondamenta di questa casa e le sue mani la termineranno; tu saprai che l’Eterno degli eserciti mi ha mandato da voi. Chi potrebbe, infatti, disprezzare il giorno delle piccole cose, quando quei sette là, gli occhi dell’Eterno che percorrono tutta la terra, vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?” (Zaccaria 4:10).

 

Non si può costruire un tempio in un giorno… nemmeno quello nel nostro cuore! E il Signore Dio lo sa. Ogni qual volta ci vede impegnati nell’edificazione della nostra vita spirituale, il Suo Spirito gioisce, come fece nel caso di Zorobabele.

 

In tanti avevano disprezzato gli esordi di quell’opera che appariva insignificante, ma Zorobabele, che fedelmente mise mano alla sua costruzione, ne avrebbe visto il glorioso completamento! Procediamo senza fretta di concludere, ma con fedeltà.

 

È facile farsi prendere dal desiderio di bruciare le tappe e realizzare “qualcosa di importante” nella nostra vita. Decisamente più difficile è prendersi il tempo di crescere in maniera sana e allineata al “piombino” della Parola di Dio, che progressivamente edifica la nostra vita. Eccoli i giorni delle “piccole” cose: quelli investiti meditando la Sua Parola e cercando la Sua presenza!

 

Costanza

 

“(…) avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso” (Ebrei 10:36). Questo è un passaggio fondamentale. In matematica, la costante è quel numero che non cambia mai; anche noi dobbiamo sviluppare costanza, per non lasciarci influenzare da agenti esterni.

 

Ad esempio, se abbiamo preso la decisione di andare in chiesa e presentarci davanti a Dio, dobbiamo farlo sempre e con ogni stato d’animo, anche se siamo arrabbiati o non abbiamo tanta voglia: Dio è nostro Padre e ci accoglie quali siamo, purché animati da un sentimento sincero. A volte, perfino inviare un verso biblico può risultare una sfida difficilissima, però se restiamo costanti otteniamo una vittoria che potrà edificare noi e gli altri.

 

Equilibrio

 

Non esaltarsi troppo dopo le vittorie e non abbattersi eccessivamente dopo le sconfitte. Quando Gesù mandò settanta discepoli a compiere segni e prodigi nel Suo nome, essi “tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». Ed egli disse loro: «Io vedevo Satana cadere dal cielo come folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni, e su tutta la potenza del nemico; nulla potrà farvi del male. Tuttavia, non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli»” (Luca 10:17-20).

 

Queste parole di Gesù sono straordinariamente equilibrate e ci forniscono un modello prezioso. È infatti molto facile, quando siamo ai primordi del nostro discepolato, esaltarci quando scopriamo che la potenza di Dio opera in noi e per nostro mezzo.

 

Ma qui il Maestro ci ricorda che ogni vittoria che otteniamo è il frutto della Sua vittoria, è ottenuta nel Suo nome e grazie alla Sua autorità e potenza. D’altro canto, nello stesso verso, Egli non manca di ricordarci che c’è una cosa di cui possiamo rallegrarci in ogni momento, sia quando siamo all’apice della nostra forma spirituale, sia quando assaporiamo l’amarezza del fallimento: siamo salvati! Indipendentemente dai nostri successi o insuccessi, la grazia di Dio rimane in noi. Dunque procediamo con equilibrio: esalta Dio quando progredisci, riposa nella grazia quando fallisci!

 

Perseveranza

 

“(…) ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce” (Filippesi 2:8). L’obiettivo di Gesù Cristo sulla terra era donare la Sua vita per poterci salvare, e la Sua morte doveva avvenire in un modo umiliante perché così si adempissero tutte le profezie (vedi Galati 3:13).

 

Nonostante le tentazioni e le debolezze umane, però, il Figlio di Dio ha mantenuto la concentrazione fino all’ultimo: “Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto!». E chinato il capo rese lo spirito” (Giovanni 19:30). Solo la fedeltà e la perseveranza ci porteranno al traguardo finale, e di questo era consapevole l’apostolo Paolo quando scriveva: “affinché non avvenga che dopo aver predicato io stesso sia squalificato” (1 Corinzi 9:27).

 

concentrazione 3

 

Il target celeste è chiaro: Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità” (1 Timoteo 2:4), e per questo “ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Oltre a questo, però, Egli ci fornisce gli strumenti necessari per aiutarci a restare vigili in ogni momento.

 

La salvezza porta Dio dentro di noi, la concentrazione porta noi verso Dio.

 

Una nota frase dell’evangelista Billy Graham recita: “Per diventare cristiani ci vuole un attimo. Per essere cristiani ci vuole una vita”. In altre parole, è vitale essere salvati, ma è fondamentale che questa salvezza sia mantenuta fino all’ultimo battito del nostro cuore: “chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato” (Matteo 10:22).

Emilio Sabatelli

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