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Afferrali con la santità

Il terzo post della serie “Il Segreto per conquistare la nuova generazione”

Paolo esortò il giovane Timoteo a seguire da vicino il suo esempio e dottrina (cfr. I Timoteo 4:16). “Persevera in queste cose”, scrisse, “perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano”. Oggi, il servizio spirituale si svolge prestando poca attenzione alla santità. Abbiamo scoperto che cambiare il modo in cui guidiamo la chiesa è più facile che cambiare il modo in cui siamo. Abbiamo scoperto che non siamo poi così diversi dagli altri per essere notati; perciò, abbiamo cercato di diventare in tutto come gli altri. I giovani d’oggi non vogliono un cristianesimo culturale, ben introdotto nella società. Vogliono un cristianesimo coerente che cambia le vite e trasforma la società. Forse, faremmo più progressi nel raggiungere con l’Evangelo la nuova generazione se facessimo più progressi nella santità: “Occupati di queste cose e dèdicati interamente ad esse perché il tuo progresso sia manifesto a tutti” (I Timoteo 4:15), esorta Paolo.

Il requisito indispensabile per produrre cristiani consacrati e maturi è la presenza d’altri cristiani consacrati e maturi. Tanti bravi genitori, è vero, continuano ad avere figli ribelli, e non sempre da maestri fedeli derivano allievi fedeli. La chiave che rigenera il cuore non è la santità delle persone. Lo Spirito soffia dove vuole. Tuttavia, non dimentichiamo che la promessa di II Pietro 1 è vera. Se siamo santi, porteremo frutto. I legami personali con i giovani cristiani sono più che mai necessari per la nuova generazione.

Tratto dal primo capitolo di “Non chiamatelo regresso” edito da ADI-Media.

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