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Il Cinismo Non È Un Frutto dello Spirito

Parlare del cinismo potrebbe sembrare un po’ come parlare di aria. La gente sa di cosa stai parlando, ma l’aspetto e il contenuto del cinismo sono vaghi.

Quando parliamo di “cinismo”, parliamo di qualcosa del genere: credere che il mondo sia fondamentalmente doloroso e deludente. Per cinismo intendiamo questa attitudine a sorvolare la felicità per concentrarsi sull’avidità, sul potere, sulla lussuria e sull’egocentrismo dell’uomo.

Uno dei modi in cui il cinismo si fa strada oggi è attraverso l’umorismo. Quando c’è dolore e sofferenza, lo humor è uno dei nostri grandi meccanismi di reazione. Il cinismo è uno dei modi in cui oggi reagiamo al dolore.

Se il mondo politico è completamente nel pallone, meglio ridere cinicamente e stabilire che è il modo in cui è andata sempre, tanto la buona politica non esiste. Quando qualcuno ci delude, ecco che subito etichettiamo tutti come ipocriti. Quando accade qualcosa di buono, subito ci balza alla mente un pensiero: “mi è andata bene, ma tanto non durerà a lungo”.

Quando ridacchiamo in faccia al dolore e alla sofferenza che ci circondano, stiamo sottilmente accettando che il dolore e la sofferenza sono le realtà ultime di questo mondo.

Quello che offre il cinismo è un rifugio dal mondo, ma un rifugio senza Dio.

Spesso i Cristiani cadono nel cinismo perché attribuiscono al peccato un valore sbagliato. Il mondo è rovinato, caduto, pervertito, e così le persone che lo abitano. Nessuno può fidarsi fino in fondo, e neanche io. Ma, c’è una bella differenza tra rendere il peccato la realtà ultima del mondo e comprenderne l’esistenza e le conseguenze.

Quindi che cosa dobbiamo fare? Oscar Wilde fece delle interessanti osservazioni che possono aiutarci, definendo il sentimentalismo e il cinismo come due facce della stessa medaglia:

Il cinico conosce il prezzo di mercato di ogni cosa, e il valore di nessuna.
Il sentimentale dà un valore assurdo ad ogni cosa, e non ne conosce il prezzo di mercato.

Quello che Wilde intendeva è che sia il cinismo sia il sentimentalismo sono modi di porsi al mondo che rifiutano di investire emotivamente. Guardano il mondo, e in un caso vogliono la carica di zuccheri da un’esperienza senza un reale impegno (sentimentalismo) e nell’altro vogliono proteggersi da qualsiasi emozione (cinismo).

Pensando a tutto questo, come lo allineiamo con Gesù? Perché se c’è stato mai qualcuno che conosceva totalmente la realtà del mondo, era proprio Lui. Da un lato, abbiamo Giovanni che ci dice che “Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo” (Giovanni 2:24, 25). Sembra quasi cinico: Gesù sapeva cosa c’era nei loro cuori e non si fidava. Ma Giovanni ci fa capire come il Signore non affidava la sua identità e il suo valore agli uomini. Dall’altro lato, vediamo Gesù investire chiaramente le sue emozioni con le persone e il caso di Lazzaro ci fa vedere anche quanto (Giovanni 11:35). Quelle di Gesù non furono lacrime da piagnone, ma un segno di dolore profondo e concreto.

A conferma di ciò, in Ebrei leggiamo come Gesù “per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia” (Ebrei 12:2). Che ci fa capire come abbracciò il dolore e la sofferenza dell’umanità distrutta dal peccato andandogli incontro con gioia.

Non c’è nulla di cinico nella vita e nell’opera di Gesù. Non si è mai tirato indietro. Non è mai rimasto disinteressato. Quindi se vogliamo essere Suoi discepoli, dobbiamo abbandonare il cinismo. Dobbiamo produrre quel frutto spirituale che viene da Cristo: amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo (Galati 5:22). No, nella lista il cinismo non c’è.

Come ci sbarazziamo del cinismo? Sicuramente per molti non è facile; tuttavia, credo che più adoriamo e preghiamo Dio, con la Sua parola come guida, meno lasceremo spazio al cinismo. I Salmi, ad esempio, sono pieni di realtà viste con gli occhi della fede, anche se a volte sono dure e difficili. Anche nell’oscurità più fitta del Salmo 88, l’anima si slancia verso Dio. I Salmi ci spingono a guardare la vita con onestà e realismo, ma pieni di fede.

Il fascino del cinismo è vedere il mondo per “com’è veramente”, ma in conclusione ci lascia con la sola prospettiva della morte. Per noi la morte non è la fine: “L’ultimo nemico che sarà distrutto sarà la morte” (1 Corinzi 15:26). Il cinismo crede che la morte abbia la meglio. La fede sa che Cristo ha sconfitto la morte, e la Sua vita trionfa.

Guarda a Gesù! Il mondo spesso sembra oscuro, ma Gesù ha vinto. Investi nelle persone intorno a te, proprio come ha fatto Gesù, anche con dolore. La fede in Lui ti sosterrà, ti proteggerà dai richiami del cinismo e ti riempirà del Suo amore!

 

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