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«Essere felici»: hai digitato anche tu queste due semplici parole sulla barra di ricerca del tuo amico Google? Se la risposta è sì, non sentirti un alieno: sei in compagnia di tanti, giovani e non, che almeno una volta, chi per pura curiosità, chi per una dolorosa urgenza interiore, hanno cliccato questi dodici caratteri e premuto il tasto Invio. Sfideremmo chiunque, però, a leggere uno per uno i circa 1390000 risultati proposti: da «come essere felici: 3 gesti immediati»  alle «4 regole d’oro per essere felici» fino alle «33 cose da fare per essere felici (e 7 da evitare)», dai consigli dell’esperto alle statistiche di autorevoli università, ai ritrovati del blogger di turno: ce n’è davvero per tutti i gusti! La questione in ballo è di quelle su cui si sono scervellati già gli antichi filosofi greci, ed è di tale importanza che ha trovato posto perfino in documenti che hanno fatto la storia come la Dichiarazione di indipendenza americana del 1776, in cui la ricerca della Felicità è inclusa, insieme con la Vita e la Libertà, fra i diritti inalienabili che l’uomo ha ricevuto dal Creatore. E chissà quante ore potremmo impiegare a ricordare canzoni, poesie, film in cui protagonista è proprio la tanto sospirata felicità… Insomma, quando fra te e te pensi: – Voglio essere felice! –, sappi che sei in compagnia del resto dell’umanità.

Anche noi, giovani come te, abbiamo fatto i conti con lo stesso bisogno che tu avverti e che si esprime proprio in quel grido insistente anche se spesso silenzioso: – Voglio essere felice! –. Non ti parliamo con la pretesa di avere soluzioni facili in tasca, ma desideriamo condividere con te due scoperte che hanno dato un senso nuovo alla nostra sete di felicità.

  1. Essere felici è un problema di… relazione. 

    Se sei insoddisfatto dell’individualismo che regna nella nostra società, in cui molti corrono in solitaria per raggiungere profitti economici e obiettivi professionali sempre più alti, allora concorderai con questo pensiero dell’economista S. Zamagni[1]: «Mentre sappiamo che si può essere dei perfetti massimizzatori di utilità anche in solitudine, per essere felici occorre essere almeno in due». Dividere la nostra vita con qualcuno regala senz’altro un sapore più ‘pieno’ alle nostre esperienze, arricchisce le nostre gioie e rende più sopportabile il dolore. E quando possiamo contare su più “compagni di avventura”, il nostro viaggio scorre indubbiamente più leggero. Se siamo sinceri con noi stessi, tuttavia, ammetteremo che in certi momenti neppure la presenza dei nostri simili basta a renderci felici, quando il peso che portiamo – che sia quello di un fallimento, di una malattia, di un lutto – diventa troppo gravoso anche per chi ci sta accanto con tutto l’affetto possibile. È allora che scopriamo che l’essere felici non può dipendere interamente neppure da chi ci circonda. Per non parlare di tutte quelle volte in cui alla nostra difficoltà nell’essere felici si somma la medesima difficoltà vissuta dai nostri cari, anch’essi alle prese con la loro quotidiana lotta per essere felici… Siamo dunque condannati a non essere felici o a non esserlo mai del tutto e in modo durevole? Niente affatto! Per essere felici, però, dobbiamo anzitutto mettere a posto una relazione, al cui andamento è legato, di fatto, quello della nostra intera esistenza. Dobbiamo fare pace con Colui che ci ha creato appunto perché potessimo essere felici. Forse ti stai chiedendo: «Ma quando ho litigato con Dio?». Litighi con Lui ogni volta che pensi di poter vivere la tua vita facendo a meno di Lui, ogni volta che giri le spalle all’amore con cui Egli ha mandato Suo Figlio Gesù a morire affinché tu e io fossimo liberi da ogni colpa che ci tiene lontani dal progetto originario concepito da Dio per noi: quello di una vita in cui possiamo essere felici riconoscendo Dio come Padre e permettendoGli di guidare i nostri passi. «Riconcíliati dunque con Dio; avrai pace, ti sarà resa la prosperità» (Giobbe 22:21).

Essere felici – è questa la scoperta che vogliamo annunciarti – è prima di tutto la spontanea conseguenza della scelta di vivere in armonia con il nostro Creatore, che vuole insegnarci la via della vita (Salmo 16:11)… e anche aiutarci a ricostruire le nostre relazioni compromesse (Proverbi 16:7).

  1. Essere felici è una faccenda pratica. 

    A scanso di equivoci, però, ci teniamo a dirti una cosa: non siamo degli extraterrestri che ti stanno parlando di una felicità astratta, priva di contatti con la quotidianità! Al contrario, essere felici in Dio significa proprio riuscire a godere pienamente la nostra realtà di tutti i giorni, fatta di studio e lavoro, di rapporti interpersonali, di doveri e riposo, di momenti in cui tutto fila liscio e di sfide anche difficili che ci mettono in crisi. Pensa a queste parole scritte dal re Salomone: «Va’, mangia il tuo pane con gioia, e bevi il tuo vino con cuore allegro, perché Dio ha già gradito le tue opere. […] Godi la vita con la moglie che ami […]» (Ecclesiaste 9:7,9). E potremmo aggiungere ancora: affronta le interrogazioni e gli esami con fiducia, impegnati nel tuo lavoro con entusiasmo, gusta il piacere dell’amicizia… e, mentre ripeti a te stesso: – Voglio essere felice! –, ricorda che con Dio tutto questo è possibile.

[1]                Da Avarizia. La passione dell’avere, Bologna 2009.