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Contraddizioni Vincenti

 

Perdere per vincere. Rinunciare per ottenere. Oscurare per illuminare. Abbassare per innalzare. Diminuire per crescere. Scendere per salire. Morire per vivere. E ancora, forza nella debolezza, gioia nel dolore, serenità nella disperazione, certezza nella  confusione.

 

Ci spieghiamo meglio: la vita è una medaglia e come tale presenta due facce.
La prima, quella più evidente, fatta di impalcature di perbenismo ed apparenza, ci consente di vivere anche bene ma non pienamente appagati; quella meno popolare – ma più utile al nostro benessere – sbuca fuori non appena cominciamo a viaggiare controcorrente e ci lasciamo andare a delle “contraddizioni vincenti”.

 

Vivere al contrario: si può?

 

Leggendo queste righe, qualcuno penserà che è difficile vivere in questo modo. Sicuramente. Eppure, Qualcuno ci è riuscito!
C’è stato un Uomo che letteralmente ha segnato i tempi, dividendo in due la storia, che nella Sua vita più di chiunque altro ha vissuto in modo da realizzare pienamente queste “contraddizioni vincenti”. Disceso sulla terra quale Figlio di Dio e Re dei Giudei, invece di accerchiarsi dell’élite della nobiltà, ha sposato la parte debole della società: si è avvicinato a categorie disprezzate come pubblicani e prostitute, ha aiutato i poveri, ha toccato e guarito gli ammalati “inavvicinabili”, ha istruito persone prive di conoscenza.

 

L’esempio per eccellenza delle “contraddizioni vincenti”

 

Benché ne avesse tutte le facoltà, non è salito “in cattedra” ad insegnare, ma si è messo a praticare insegnamenti che ci aiutano a vivere meglio. Ci ha insegnato cosa sono: l’umiltà, “Poiché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato” (Luca 14:11) e la vera grandezza, “…chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà servo di tutti” (Marco 10:43, 44).

E’ venuto sulla terra per mostrarci l’amore, quello vero: “Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” (Matteo 5:44).
Il suo monito più importante è stato “chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la salverà” (Luca 9:24).

Una contraddizione – tanto per cambiare – che ha messo in pratica accettando di morire, pur senza colpe, affinché noi fossimo salvi.
La morte per la vita. La Sua morte per la nostra vita. Il Giusto per gli ingiusti. L’Innocente per i peccatori.

 

Il Suo Nome

 

Quest’uomo si chiama Gesù Cristo.

Non aveva servitori ma lo chiamavano “Signore”.
Non aveva lauree ma lo chiamavano “Maestro”.

Non aveva medicine ma guariva tutti.
Non aveva eserciti ma i re lo temevano.
Non ha vinto nessuna battaglia ma ha conquistato il mondo.
Non commise nessun crimine, ma lo misero a morte.
Lo seppellirono, ma oggi vive!

 

Controcorrente

 

Il Suo sacrificio vivente, ancora oggi, può cambiare interamente il nostro essere; bisogna, però, che noi “oscuriamo” totalmente noi stessi, affinché la Sua luce brilli in noi. Se non scendiamo dal piedistallo della nostra presunzione, non potremo poi un giorno salire in cielo con Lui!

 

Giovanni Battista, definito da Gesù stesso “l’uomo più grande fra i nati di donna”, disse, parlando di Gesù: “Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca” (Giovanni 3:30). Solo facendo crescere in noi la natura perfetta di Cristo potremo avere quella pace che ci permette di affrontare le difficoltà non come su un legno in prossimità di una cascata, ma lasciandoci andare alle dolci, risolutive “contraddizioni vincenti”, visto che “…quando sono debole allora sono forte” (2 Corinzi 12:10) e che insieme a Dio possiamo vivere “come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa” (2 Corinzi 6:10).

 

Esiste un lato positivo!

 

Viviamo in un mondo pieno di contraddizioni negative, dove gli amici si scelgono “con un clic” e gli abbracci sono virtuali, dove l’unione di intenti crea solo divisioni, dove il poco dei tanti messo insieme non arriva nemmeno alla metà del tanto dei pochi.
In un mondo che ha preso la pericolosa abitudine di portare “la coscienza in lavanderia”, è meglio contraddistinguersi per Cristo e con Cristo, il nostro più fedele alleato nella continua lotta “bene vs male”. Colui che ci ha anche rivelato il segreto per vincere: “Non lasciarti vincere dal male ma vinci il male con il bene” (Romani 12:21).

Emilio Sabatelli

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