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Il grande disegno

Stephen William Hawking deceduto il 14 marzo 2018 è stato un cosmologo, fisico, matematico e astrofisico britannico e uno fra i più autorevoli e conosciuti fisici teorici al mondo, noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologia quantistica e sull’origine dell’universo. A causa di una sclerosi laterale amiotrofica è rimasto immobile su una sedia a rotelle ed era limitato dalla patologia a comunicare con un sintetizzatore vocale. Ciononostante, la sua immagine pubblica, mediata da numerose apparizioni in documentari e trasmissioni televisive, è divenuta una delle icone popolari della scienza moderna, come già accaduto in passato ad Albert Einstein. A conferma di ciò il quoziente d’intelligenza di Stephen Hawking, secondo i test standard, era 160 o 165, lo stesso che molti biografi attribuiscono ad Albert Einstein e a Isaac Newton.

“IL GRANDE DISEGNO” DI HAWKING

Che cosa pensava il grande Stephen William Hawking di Dio? “Vivendo in questo mondo sconfinato che può essere ora amichevole ora crudele, e volgendo lo sguardo ai cieli immensi che ci sovrastano, gli uomini si sono sempre posti una moltitudine di interrogativi. Come possiamo comprendere il mondo in cui ci troviamo? Come si comporta l‘universo? Qual è la natura della realtà? Che origine ha tutto ciò? L’universo ha avuto bisogno di un creatore? La maggior parte di noi non dedica troppo tempo a preoccuparsi di simili questioni, ma quasi tutti di tanto in tanto ci pensiamo”.

Sono queste le considerazioni introduttive con cui il Dottor Hawking apre il suo saggio scientifico intitolato: “Il grande disegno”.

Tale presa di coscienza non è certamente rivoluzionaria. Lo stesso scrittore dell’Ecclesiaste affermò: “Dio ha fatto ogni cosa bella al suo tempo: Egli ha perfino messo nei loro cuori il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta” (libro dell’Ecclesiaste 3:11).

Per secoli questi interrogativi sono stati di pertinenza della filosofia. Oggi sembra invece che siano stati gli scienziati a raccogliere la fiaccola nella ricerca della conoscenza. Tuttavia tali risposte, quelle in cui riporremo la nostra fiducia, sono quelle che determineranno la nostra vita, il nostro “posto nell’universo”, il nostro tutto.

Quali risposte dette il Dr. Hawking non è un segreto; egli dichiarò: “Non è necessario appellarsi a Dio per accendere la miccia e mettere in moto il processo… non serve Dio per spiegare l’universo”.

Per Hawking, infatti, è stato più facile credere in un modello di universo autosufficiente, che fa scaturire il cosmo dal nulla, che fa uso di leggi di ignota provenienza e che parte da una proposta (cioè che lo spazio-tempo è finito ma illimitato) che non può essere dedotta da alcun principio (per ammissione degli stessi proponenti) e che non offre (almeno attualmente) alcuna possibilità di verifica in senso scientifico, piuttosto che credere in un Dio Creatore.

1. Provare l’esistenza di Dio

Un noto biologo del secolo scorso disse: “Un po’ di scienza allontana da Dio, ma molta riconduce a Lui”.

Giorno dopo giorno nuove scoperte non fanno che evidenziare la perfezione delle leggi della natura e di tutti i processi che ci circondano. Usando le parole del Salmista infatti:“i cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento che rivela la perfezione dell’opera delle Sue mani” (Samo 19:1).

È il creato che prova l’esistenza di un’intelligenza sovraumana e sovrannaturale che ha deliberatamente progettato e creato l’universo con tutto quanto vi è compreso, inclusi noi. Un teologo cristiano canadese del 20° secolo scriverà in merito a ciò: “È facile provare che Dio esiste, ma può durare tutta la vita provare che le obiezioni degli atei sono false”.

La verità è che oltre la perfezione di tutto ciò che ti circonda, la più grande prova dell’esistenza di Dio sei tu, poiché Egli dice: «Prima che io ti avessi formato nel grembo di tua madre, io ti ho conosciuto; prima che tu uscissi dal suo grembo, io ti ho consacrato…» (Geremia 1:5). «Tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita» (Isaia 43:4).

Tu sei parte integrante del Suo Grande disegno. La Bibbia dice che dobbiamo accettare per fede il fatto che Dio esiste: “Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano” (lettera agli Ebrei 11:6). Se Dio lo desiderasse, Egli potrebbe semplicemente apparire e dimostrare al mondo intero che esiste. Però, se lo facesse, non ci sarebbe alcun bisogno della fede: “Gesù gli disse: ‘Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (Vangelo di Giovanni 20:29).

2. Conoscere Dio

Il cammino fin qui percorso dall’uomo nel tentativo di “spiegare” il mondo in cui vive è stato denso di eventi emozionanti e sorprendenti. Tuttavia, anche se la scienza moderna, in particolare la fisica e la biologia, ha fatto nell’ultimo secolo passi da gigante, non ha potuto escludere l’esistenza di Dio. Nel suo libro: “Dal big bang ai buchi neri” Hawking scrisse: «Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremo la mente di Dio».

La verità è che: “Non potrai MAI conoscere la mente di Dio, nessuno può… ma puoi conoscere il Suo cuore”! Non avrebbe avuto senso crearti e poi non darti la possibilità di conoscerLo, di ascoltare ciò che il Suo cuore vuole dire al tuo cuore, ciò che Lo ha spinto a progettarti e a crearti in modo così perfetto da conoscere quanti capelli sono sul tuo capo (Matteo 10:30).

L’apostolo Paolo scrisse ai Romani che fin dal principio gli uomini hanno visto la terra, il cielo e tutto ciò che Dio ha creato, scoprendo così l’esistenza di Dio e la Sua infinita, eterna potenza. Perciò gli uomini non avranno scuse quando si presenteranno davanti a Dio, perché, pur conoscendoLo, non Lo hanno accettato, non Lo hanno adorato, e tantomeno Lo hanno ringraziato per tutto ciò che Egli fa per loro di giorno in giorno. Si sono abbandonati invece a vani ragionamenti e il loro cuore si è confuso sempre di più. Pensando di essere intelligenti, sono diventati stolti (leggi lettera ai Romani 1:20-22).

3. Sperimentare Dio

Ormai è celebre la frase di Stephen William Hawking: “Non c’è paradiso o vita dopo la morte… Si tratta di una favola per chi ha paura del buio”.

Eppure è esattamente il contrario: per l’uomo che ha paura del buio, sperimentare Dio significa vivere nella luce perché chi incontra Cristo sperimenta “la vera luce che illumina ogni uomo” (Vangelo di Giovanni 1:9). Gesù dice: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Vangelo di Giovanni 8:12).

Il Dottor Hawking, nonostante sia stato un luminare, ha dimenticato che le favole non sono mai riuscite a curare le fobie: Gesù sempre ed in modo definitivo.

Vuoi sperimentare anche tu Dio? Allora apri la lettera che Egli ti ha lasciato in eredità, la Bibbia, e scopri il Grande Disegno che Egli ha per te fin dal principio. Poiché il Suo piano di Salvezza è per te. Perché per salvarti dai tuoi peccati, dai tuoi fallimenti, dalle tue cadute, Egli ha attuato il Suo disegno più grande: Gesù: “Affinché chiunque creda in Lui non perisca ma abbia vita eterna. Dio non ha mandato suo Figlio sulla terra per condannare il mondo ma per salvarlo”… per salvare te! (Vangelo di Giovanni 3:16)

DaGli oggi la possibilità di rivelarSi al tuo cuore; realizza il Suo Grande disegno e i piani che Egli ha per la tua vita e scoprirai che non ci sarà scoperta più rivoluzionaria di questa!

Domenico Modugno

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