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Il miracolo di cui abbiamo davvero bisogno

Dal buio del dubbio alla luce della fede
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“Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio.” (1 Corinzi 10:31)

“Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1 Corinzi 11:1)

Quante volte abbiamo letto o sentito questi due versi della Bibbia?

Quante volte ci è stato trasmesso che sono il segreto della vera adorazione del cristiano?  Che i veri servi di Dio fanno ogni cosa alla gloria di Dio, non soltanto durante i culti, ma tutto il giorno, tutti i giorni?

Quante volte, dentro di noi, abbiamo detto “sì” riguardo a:

  1. fare tutto alla gloria di Dio.
  2. diventare più simili a Gesù.

“Cos’altro?” (“What else?” come direbbe George Clooney in quella famosa pubblicità) si potrebbe dire al giovane ventenne che infiammato dall’Evangelo vuole essere “RADICALE” nel suo cristianesimo, e che vuole essere davvero un discepolo di Gesù.

Quante volte ho detto “sì” anche io, senza accorgermi invece di cosa effettivamente stesse parlando l’apostolo Paolo in quei due versi.

Quei due versi iniziali sono come le due fette di pane di un sandwich; in mezzo c’è il pezzo davvero “forte”. Tuttavia questi due versi sono così tanto ignorati e dimenticati, così scomodi e fastidiosi…

“Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio; così come anch’io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l’utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati” (1 Corinzi 10:32-33)

L’apostolo Paolo scrive che la sua consacrazione sta nel rifiutare di compiacere se stesso per favorire i molti, al fine della loro salvezza spirituale.

Significa mettere da parte i propri gusti personali. Magari anche musicali.

Significa trascurare le proprie preferenze. Magari anche nell’abbigliamento.

Significa guardare innanzitutto ciò di cui hanno bisogno gli altri. A tutti i livelli.

Ma è anche più esplicito e concreto:

“Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio”.

Il verso 32 è il sottotitolo, il commento al verso precedente, il 31: “fate tutto alla gloria di Dio”.

Come faccio ad essere” radicale” nel dare gloria a Dio?

Risposta secca: non dando scandalo a nessuno. SBAM!

E Paolo specifica anche tre categorie di persone diverse:

– i Giudei, il cui chiodo fisso erano i miracoli (1 Corinzi 1:22a)

– i Greci, il cui chiodo fisso era la sapienza umana  (1 Corinzi 1:22b)

Entrambi NON vanno scandalizzati: bisogna evitare di dire o fare qualsiasi cosa che possa allontanarli dall’Evangelo.

Una sola cosa è lecito che possa “scandalizzare” e quindi che possa allontanare: la Croce di Cristo (Galati 5:11). Non devono essere scandalizzati da altro, da altri gusti o preferenze personali.

Allora da giovane radicale inizi a pensare a tutto ciò che si potrebbe cambiare nella chiesa. Tutto ciò che si potrebbe fare per rendere più efficaci, più accoglienti e più semplici le nostre riunioni e le nostre evangelizzazioni…

Infine Paolo aggiunge “la chiesa di Dio”.

Non va scandalizzata neanche quella.

“Ma come?” (sembra di sentire un gridolino sofferto)

Vuoi fare tutto alla gloria di Dio? Vuoi imitare Gesù? Non soltanto ragazzo mio devi fare attenzione a non scandalizzare le persone più diverse che possono girare intorno alla chiesa e che hanno già mentalità fra loro opposte (oggi invece dei Giudei e Greci si potrebbe pensare a cattolici praticanti da un lato e atei dall’altro), non dobbiamo neppure scandalizzare i membri stessi della chiesa che frequentiamo.

“E chi è sufficiente a queste cose?”, dice Paolo altrove, parlando di evangelizzazione.

Come si fa a non scandalizzare nessuno, non allontanare nessuno, anzi avvicinarli all’Evangelo e contribuire alla loro salute spirituale?

Va bene pure non compiacere se stessi, ma come si fa a compiacere tutti?

Se mi guardo intorno, qualcuno dei miei coetanei che ha scelto di seguire Gesù sembra oscillare da un lato (non vuole scandalizzare la chiesa), qualcun altro oscilla dall’altra parte (vuole essere più comprensibile da chi non è ancora credente).

Ma come si fa a fare entrambe le cose, come chiede Paolo? come si fa a essere dinamici, efficaci, radicali… e nel contempo non scandalizzare nessuno?

È un dubbio che mi sono posto seriamente, più volte, nel mio percorso con Dio.

Chiunque vada al di là di un entusiasmo superficiale e voglia fare davvero la volontà di Dio, si troverà ad essere dilaniato fra questi due mondi: il desiderio di salvare il numero maggiore fuori dalla Chiesa, e al contempo il desiderio di non scandalizzare la chiesa stessa.

Senza esagerazioni, penso che questa sia una parte delle sofferenze che ci rendono più simili a Gesù (2 Cor. 1:5-7; Col.1:24; Fil. 1:29; 1 Pie. 3:14; 4:13; Atti 9:16), quel tipo di sofferenze che l’apostolo Paolo dava persino come obiettivo per se stesso e per Timoteo (Fil. 3:10; 2 Tim. 2:3: 2 Tim. 4:5)

Sono così giunto a darmi questa risposta: non si può! O almeno, a noi, da soli, è impossibile!

“Ciò che è impossibile all’uomo, è possibile a Dio” disse invece Gesù (Matteo 19:26; Marco 10:27)

Sono sempre più convinto che sia necessario un vero miracolo.

Per risolvere questa situazione deve davvero intervenire Dio a spianare il terreno, tracciare una via, coprire gli errori e le differenze, e difendere la causa e il Suo messaggio.

Ci serve un vero miracolo e non si può fare diversamente. È troppo difficile. Risolvere il problema da noi stessi sarebbe come svolgere un’equazione senza soluzione.

Occorre morire a noi stessi (Rom. 6:5), e occorre anche conoscere “la potenza della resurrezione” (Filippesi 3:10)

Abbiamo bisogno della potenza di Dio, abbiamo bisogno di un intervento sovrannaturale.

Abbiamo bisogno di quella grandezza che viene dall’alto, e non dal basso.

Abbiamo bisogno di essere davvero radicali.

Abbiamo bisogno di iniziare a pregare davvero, e forse in modo diverso da come lo facevamo prima.

Questo passo biblico mi mette davvero… in ginocchio.

“Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio.

Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla chiesa di Dio; così come anch’io compiaccio a tutti in ogni cosa, cercando non l’utile mio ma quello dei molti, perché siano salvati. Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo.”

“chiunque, tra di voi, vorrà essere primo sarà servo di tutti” (Marco 10:44)

“Perché senza di me, non potete far nulla” (Giovanni 15:5b)