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La Santificazione è Contro il Divertimento?

Siamo abituati a pensare a questi due termini in contrapposizione tra loro: divertimento da una parte e santificazione dall’altra, come bianco e nero, come cane e gatto. Ma se non fosse proprio così?

Se ci fosse la possibilità che facciano parte delle caratteristiche di una stessa persona, due facce di una stessa medaglia? “Impossibile!” stai pensando? Forse perché sei abituato ad intendere la santificazione come ad una totale rinuncia ai divertimenti e ai piaceri della vita: un misto di sacrificio e privazioni senza spazio per allegria e sentimenti gioiosi. Ma non è così.

D’altronde come potrebbe lo stesso Dio dire nella Sua Parola “Del resto fratelli, rallegratevi” (2 Corinzi 13:11) e poi chiedere alla Sua creatura, l’uomo, di mettere a tacere quella capacità di rallegrarsi, che Lui stesso ha messo nel suo essere? Bisogna vedere prima cosa intendiamo per santificazione e cosa intendiamo per divertimento.

Cos’è la santificazione?

Se hai vissuto in una comunità evangelica hai sentito questo termine tante volte, ma è sempre buono rivederlo “al volo”. Essere “santi” non significa essere dei personaggi semidivini con l’aureola sulla testa, significa semplicemente essere “separati”, da cosa? Dal peccato, da tutto quello che è contrario alla volontà di Dio.

La santità è uno degli attributi di Dio (Levitico 20:26), una santità che riguarda anche noi (1 Pietro 1:13-16). Come uomo, Gesù è l’esempio perfetto, non avendo mai peccato e il nostro obiettivo è assomigliarGli sempre di più (1 Pietro 2:21-22).

Ricordiamoci: non è qualcosa che si basa unicamente sui nostri sforzi, ma è prima di tutto l’opera dello Spirito Santo, Colui che viene ad abitare nelle nostre vite quando crediamo in Cristo. Nella Bibbia troviamo l’immagine di un “frutto” che cresce spontaneamente nella nostra vita (Galati 5:22): a noi sta impegnarci il più possibile a coltivare l’atteggiamento più giusto affinché questo frutto cresca (Ebrei 12:14).

Divertimento: il pericolo del “tappabuchi”

Stabilito cosa significa santificazione, il punto è cosa rappresenta per te il divertimento. Perché lo cerchi? Lo stai usando come tappabuchi o come piacevole ingrediente di vita? “Tappabuchi?” Sì, tappabuchi. Indipendentemente dall’età che viviamo, adolescenti, giovani o meno giovani, è meraviglioso e stimolante avere una vita attiva, piena, con tanti amici che ci circondano e ci cercano, gruppi Whatsapp e Facebook per creare partite, uscite, gite, viaggi stupendi ma a volte, quasi inconsciamente, ci troviamo ad utilizzare tutto questo in maniera frenetica, senza darci un attimo di tregua, perché senza quei momenti e divertimenti ci sentiamo vuoti.

La sera andiamo a dormire e, quando il polverone della frenesia e dell’eccitazione si abbassa, i gruppi su Whatsapp tacciono e ci troviamo inevitabilmente a tu per tu con noi stessi, con quel vuoto, con quel “buco” dentro che avevamo avuto l’illusione di aver coperto durante la giornata. In questi momenti diciamo agli altri che siamo un po’ depressi, un po’ così … ma è qualcosa che va oltre all’essere “così” e si ripresenta ogni volta. Ed ecco che il giorno dopo dobbiamo provare con qualcosa di diverso, di più stimolante, vogliamo alzare l’asticella del limite perché ciò che prima ci dava emozioni forti ora non basta più. E così via.

Abbiamo creato il nostro tappabuchi che spesso è formato dal divertimento come ingrediente principale che nel frattempo però….fa acqua da tutte le parti. Tentiamo di non pensare, non sopportiamo i tempi “morti” perché è in quei momenti che iniziamo a pensare e quel vuoto si fa sentire.

Gesù, l’Unico che fa riposare la nostra anima

“Si, ma come faccio allora a non usare il divertimento come tappabuchi?” Rivolgendoti a Qualcun altro per tappare quel “buco”, per esempio a Gesù … e qui entra in gioco l’altra faccia della medaglia: la santificazione.

“Ok, ma nella Bibbia c’è scritto che non si possono fare tante cose, io non so se sarò in grado di rinunciare” Il fatto è che il Signore non ti chiede di rinunciare, anche perché sa che non saresti mai in grado di farlo con le tue forze. Nessuna lista delle cose da fare e non fare per ottenere “l’idoneità”!

Gesù ti fa solo una richiesta: vieni a Me e riposati (Matteo 11:28). L’unica cosa da fare è dare la tua mano a Gesù e credere che Lui sia davvero morto e risorto per te: sarà il Signore stesso a cambiare i tuoi desideri naturali, mettendo nel tuo cuore la volontà di fare quello che piace a Lui. La tua gioia e il tuo benessere interiore non dipenderanno da quanto divertimento avrai trovato durante il giorno o la notte e non sentirai più il bisogno dell’escalation emozionale per sentirti vivo, perché qualcos’altro ti farà sentire appagato.

Gesù non è mai stato un “musone”, e il primo miracolo lo ha fatto proprio durante una festa! Se c’è qualcosa che non vuole togliere dalla tua vita è la gioia (Giovanni 15:11), la differenza sta che te la darà “a modo Suo” e, come giovani, ti possiamo assicurare che è un modo perfetto che ti stupirà ogni giorno di più.

L’inizio di un viaggio

La santificazione parte da qui, non è altro che un percorso, un viaggio che iniziamo col Signore ed attraverso il quale assomigliamo sempre più a Lui. Durante questo viaggio veniamo modellati pian piano e scopriamo il vero modo di divertirsi: il divertimento non sarà più solo un tappabuchi a cui ci aggrappiamo per sfuggire alla solitudine interiore e per sentirci vivi, ma una bellissima parte della nostra vita, un ingrediente speciale.

Sarai tu stesso a voler sapere ciò che la Bibbia dice in proposito, cosa è utile e cosa non lo è (1 Corinzi 6:12) per chi ha scelto di camminare con Gesù; Lui stesso non ci impedisce nulla con la forza ma nel frattempo ci indica cosa ci fa del bene e cosa invece può essere un divertimento pericoloso.

Dove sta il limite?

Ci potremmo fare, a questo punto, delle semplici domande: il contesto in cui mi diverto è “dannoso” per la mia anima? Le persone che mi circondano possono essere un aiuto o un ostacolo alla mia vita spirituale? Quali saranno le situazioni in cui potrei venire a trovarmi?

Anche lo Spirito Santo ci può far capire quando un divertimento ha oltrepassato il limite. La domanda da porsi è: come mi sento mentre faccio questo? Se sentiamo un senso di disagio dentro di noi questo può essere un campanello d’allarme che forse il modo di divertirci da noi scelto ha qualcosa che non va. Oppure: i miei hobby e le mie passioni, pur essendo del tutto lecite, mi dominano tanto da non riuscire a farne a meno?

Hai altri dubbi? Può succedere. Allora ciò che dobbiamo fare è aprire la Parola del Signore: la Bibbia. Lì troveremo tutte le risposte, incredibilmente dettagliate, ai nostri dubbi. Nella Bibbia il Signore fornisce dei dettagli di cosa Lui reputa “oltre il limite”, spiegandocene le motivazioni.

 

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