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Meravigliali con Dio

Il quinto e ultimo post della serie “Il Segreto per conquistare la nuova generazione”

Ti prego di non avvicinarti alla nuova generazione con un moralismo trito: non fare sesso, frequenta la chiesa, testimonia della tua fede, stai lontano dalla droga, sfama i senzatetto. L’Evangelo non parla di ciò che dobbiamo fare per il Signore, ma di quanto Dio ha fatto per l’umanità. Quindi, afferrali con la buona notizia su chi è Dio e cosa ha fatto per noi. Il Signore è capace di conquistare il cuore e la mente della nuova generazione. È la Sua opera, prima d’essere la nostra. Quindi, mettiamolo davanti e al centro; non predichiamo i nostri dubbi e non riduciamo Dio al nostro livello. Se mai la gente ha avuto fame di un Signore grande e onnipotente, certamente è ora. Presentiamo un Dio Santo, indipendente e diverso da noi; un Dio buono, giusto, pieno d’ira e di misericordia. Diamo loro un Dio sovrano, potente, amorevole e vero. Presentiamo un Dio tagliente, vivo; che li fa sentire amati e al sicuro, e allo stesso tempo piccoli e a disagio. Presentiamo un Dio che agisce secondo la propria volontà e per la gloria del Suo nome. Diamo loro un Dio che ama generosamente e gratuitamente. Presentiamo un Dio degno di stupore e timore, un Dio grande abbastanza da meritare tutta la nostra fiducia, speranza e amore.

Possiamo cercare di portare a Cristo la nuova generazione, meravigliandola con la nostra bravura, umorismo o aspetto esteriore. Oppure, possiamo decidere di meravigliarla con Dio. Davanti a noi c’è un’opportunità incredibile. La maggior parte della gente conduce una vita vuota, effimera. Possiamo dare loro sostanza, e non semplicemente stile. Possiamo mostrare loro un Dio grande, capace di dare un senso alla loro vita scialba. Possiamo additare la trascendenza, invece delle banalità. Possiamo raggiungerli con qualcosa di più duraturo e potente rispetto ad espedienti, gadget e giochi. Possiamo raggiungerli con il Signore stesso. Prova ad immaginarlo. Conquistare la nuova generazione a Dio, mostrandole più di Dio.

Tratto dal primo capitolo di “Non chiamatelo regresso” edito da ADI-Media.

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