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Ci sono tanti modi in cui si può sprecare il nostro tempo, ma in che maniera si può invece sfruttarlo al meglio? Jonathan Edwards (uno dei più famosi predicatori e scrittori che l’evangelismo abbia mai conosciuto) avanza una proposta: “Vivere con tutte le mie forze, mentre sono vivo”.

Come possiamo farlo?

Vorrei condividere il suo stesso desiderio carico di passione, con l’obiettivo di utilizzare tutta la vita per la gloria del Signore. In che modo la Bibbia ci insegna a utilizzare il nostro tempo e quali modelli ci vengono offerti?

Quando studiamo la Parola, scopriamo che Dio non ci lascia al buio nemmeno a questo riguardo. Infatti, troviamo molti principi pratici che ci insegnano a cercare il Suo regno e a valorizzare il nostro tempo.

 

POSSIAMO VALORIZZARE IL TEMPO, DANDO (E FACENDO) IL NOSTRO MEGLIO

Mio padre parla spesso del fatto che un cristiano dovrebbe essere conosciuto come il miglior lavoratore nel suo ambito di lavoro. Questo non significa che i credenti siano automaticamente i più abili o i più esperti, ma dovrebbero essere quelli che lavorano meglio. Sono quelli che mostrano una condotta più integra e fanno sfoggio di maggior diligenza. Dovrebbero essere quelli che gettano il cuore oltre l’ostacolo e danno il loro meglio, poiché non lo fanno unicamente in vista di uno stipendio, ma per uno scopo superiore: per la gloria di Dio. Questo è direttamente in linea con il consiglio dell’apostolo Paolo: “Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini” (Colossesi 3:23).

Purtroppo, la nostra società ha promosso una cultura della compiacenza per cui sia gli adulti che gli adolescenti non sono incoraggiati a lavorare sodo, anzi spesso non è nemmeno previsto che lo facciano. Oggi è diventato sorprendentemente facile dare un po’ meno del dovuto e pretendere comunque di essere lodati. Eppure questo rappresenta un abuso del tempo. Spesso il nostro impegno rimane molto al di sotto delle nostre possibilità, perché viviamo con il freno a mano tirato…per quale motivo? Potremmo accampare molte scuse per giustificare il nostro comportamento ma, anche se apparentemente plausibili, le scuse di fatto ci impediscono di vivere all’altezza dello standard a cui la Parola di Dio ci chiama.

Alla fine, le scuse sono inconsistenti, perchè il “30” sul nostro libretto universitario non è l’unica cosa che Dio si aspetta da noi. Egli guarda il nostro cuore. Il vero impegno inizia nella nostra mente quando abbiamo un atteggiamento che ci distingue dal mondo. Dio desidera un cuore che Lo serva e comprenda che al di là del nostro “bene” c’è il Suo “molto meglio”.

 

DOBBIAMO VALORIZZARE IL TEMPO GUSTANDO I DONI DI DIO

In questo mondo ci sono un’infinità di cose meravigliose: l’arte, le foglie d’autunno, le risate e le belle conversazioni, la birra analcolica,i  giardini fioriti, le grigliate estive, i pupazzi di neve, le felpe, le fiabe, le torte, i campi da gioco…

Dio ha concesso ai Suoi figli un sacco di cose buone per il loro piacere, che si rivela puro e pienamente appagante. Ci dona un’infinità di cose assolutamente da non perdere. Quando cresciamo senza provare piacere in ciò che Dio ci ha donato, stiamo abusando del nostro tempo.

È facile costruire attorno a noi una sorta di bolla, nella quale i problemi, le preoccupazioni, le paure e gli interessi ci avvolgono in maniera esclusiva. È facile farli diventare una muraglia che tiene lontani gli altri e ci separa dalle vere gioie della vita reale. Io lotto contro la tendenza di voler essere autonoma, di seppellire la testa nei libri o preoccuparmi troppo per il mio futuro, quando mi ostino con le mie soluzioni e non colgo la magia della vita. Devo scegliere volontariamente di uscire dal mio guscio, chiudere il libro di testo, spegnere il telefono e il computer, evitare le distrazioni e abbracciare la meraviglia della vita.

Lo scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton esprime acutamente la nostra condizione: Siamo perduti per mancanza di meraviglia, non per mancanza di meraviglie. Basta guardarsi attorno e respirare la vita con gli occhi ben aperti. Non siamo mai così occupati da non essere in grado di apprezzare la benedizione di Dio. Il professore di teologia Joe Rigney aggiunge questa riflessione: “A volte un piacere è soltanto un piacere. Punto e accapo. Dio è onorato quando ne godiamo, siamo riconoscenti, e ne otteniamo fecondità per il bene del regno. Impariamo, quindi, a ricevere i doni di Dio come fossero un piacere”.

 

LA VITA È BREVE. COME POSSIAMO VIVERLA AL MEGLIO?

Tutto questo è per dire che il nostro tempo su questa terra è breve. Nel suo romanzo, The Chosen (Danny l’eletto), Chaim Potok ha illustrato questa verità attraverso le parole sagge che un padre rivolge a Reuven, suo figlio.

Gli esseri umani non vivono per sempre, Reuven. Viviamo meno di un battito di ciglia, se rapportiamo la nostra vita all’eternità … molto tempo fa ho imparato che un batter d’occhio in se non è nulla, ma un occhio che “batte” è qualcosa. Un intero arco di vita è nulla, ma l’uomo che vive bene quel periodo è qualcosa.

Ognuno di noi può battere un occhio. Siamo in grado di sprecare i nostri movimenti nella frenesia del peccato, nella pigrizia, nel malcontento o nella distrazione. Oppure, la Parola di Gesù Cristo può cambiare il modo in cui spendiamo il nostro tempo. Vivere per Lui significa che consideriamo la nostra vita come una Sua proprietà. Significa che affrontiamo la vita con uno scopo e con passione. Significa che facciamo del nostro meglio e mettiamo a disposizione la nostra parte migliore; godiamo dei doni di Dio; voltando le spalle all’idolo della comodità e scegliendo di vivere alla luce dell’eternità. Significa che prendiamo la stessa decisione di Jonathan Edwards, quando era ancora adolescente: vivere con tutta la nostra forza, mentre siamo vivi. Il tempo è un elemento essenziale della nostra vita. Che uso ne faremo oggi?

Jaquelle Crowe, 18 anni

 

Questo post è tratto dal libro “CAMBIA TUTTO – Giovani trasformati dall’Evangelo”