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La giornata internazionale della pace è stata istituita dall’ONU e viene celebrata ogni anno il 21 Settembre, con il fine di compiere le giuste scelte per mantenere una condizione di pace tra le nazioni. In questa giornata ci si concentra sulla ricerca della pace intesa in senso politico, ma non possiamo dimenticare che la ricerca della pace interiore, che ha effetti anche nelle relazioni personali, è un fattore cruciale nella vita di ciascuno di noi.
La maggior parte degli stati nazionali di oggi vivono, politicamente, un lungo periodo di pace, tuttavia vi sono sempre molteplici tensioni tra le nazioni dovute alle più svariate motivazioni, che all’orizzonte fanno continuamente materializzare la possibilità di un nuovo, grande conflitto mondiale.
La differenza tra l‘apparenza e la sostanza, fa nascere una domanda: è proprio reale la pace che vivono le nazioni? E una pace che va intesa verso gli altri o è anche una pace che include anche noi stessi?
Spesso ci si concentra sulla ricerca della felicità, ma si può essere davvero felici senza avere pace?
E questa continua tensione per rincorrere e realizzare una vita felice non nasconde forse la ricerca della pace?
Abbiamo così provato a pensare a come la pace, in tutte le sue sfumature, rappresenti il fondamento per una vita felice.

 

Pace come stato di tranquillità e serenità spirituale

Un significato del termine “pace” la definisce come stato di serenità spirituale. Molte attività si focalizzano sul trovare la pace interiore, creando uno spazio di silenzio per realizzare la pace personale. Ma troppo spesso questa ricerca non tiene conto della relazione che l’uomo può avere con il proprio Creatore. La ricerca della pace interiore non troverà risposta fino a quando non realizzeremo che, per prima cosa, dobbiamo essere in pace con Dio. L’uomo naturale, infatti, si trova in un perenne stato di conflitto con Dio.
Allora cosa dobbiamo fare per essere in pace con Dio?
Dobbiamo confessare i nostri peccati ed essere perdonati in Cristo Gesù.
Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita” (Romani 5:10).

Riconciliarsi con Dio per avere pace richiede un altro piccolo passo: fidarci di Dio. In fondo, quando siamo angosciati e turbati da paure, ansie o sentimenti che non vengono capiti né ricambiati, cosa abbiamo da perdere? In tutte quelle situazioni, la pace è molto lontana dalla nostra esistenza e il nostro spirito però la desidera. Spesso siamo disposti a fare di tutto, ma non riusciamo a lasciarci andare nelle mani di Colui che ci ha creato e che ci ama come un Padre.
Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore…” (Romani 5:1).

Come credenti possiamo anche perdere la pace che Dio ci dona al momento della salvezza. Nessuno di noi è immune dagli errori e dalle scelte sbagliate, quindi in tutti noi vi è la continua tendenza a peccare, nonostante siamo stati salvati. Col peccato si crea di nuovo una distanza tra Dio e l’uomo; distanza che si può colmare solo realizzando e confessando i nostri errori. La richiesta di perdono a Dio ristabilirà la condizione di pace che per un certo tempo si era interrotta.
Quando si è in pace con Dio, tutte le altre sfumature di questo termine acquisteranno il loro pieno senso nella nostra vita.

 

Pace come condizione di tranquillità materiale, di riposo

Riconcìliati dunque con Dio; avrai pace, ti sarà resa la prosperità” (Giobbe 22:21)
La prosperità a cui si fa riferimento nella storia di Giobbe era una condizione materiale.
Siamo consapevoli che le ricchezze da sole non soddisfano il bisogno di pace dell’uomo, ma sappiamo anche che se siamo in pace con Dio, Egli provvede ai nostri bisogni.
Il mio Dio provvederà a ogni vostro bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19).

Quando abbiamo una certa stabilità e sicurezza dal punto di vista materiale, allora siamo in pace; non abbiamo ansia, pensieri o preoccupazioni.
Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” … il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose” (Matteo 6:31, 32b).

 

Pace come buon accordo, armonia, concordia di intenti tra persone

Questo aspetto della pace è forse quello più faticoso da mantenere. Infatti, non è sempre facile vivere in pace con gli altri, anzi, molto spesso è proprio nella relazione con le altre persone che troviamo le maggiori difficoltà.
La Bibbia ci incoraggia così:
“Se è possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti gli uomini” (Romani 12:18).
Non sempre è possibile, ma la capacità di vivere in pace con gli altri può diventare un test importante per dimostrare agli altri che Dio cambia i nostri caratteri e di conseguenza anche il nostro modo di stare con le persone.
Abbiate del sale in voi stessi e state in pace gli uni con gli altri” (Marco 9:50b).
Il sale è l’ingrediente principale che Dio richiede nella nostra vita di credenti, è la capacità che Lui stesso ci dà per vivere la nostra vita in modo che gli altri possano notare qualcosa di diverso, che non dipende dall’inclinazione personale del carattere, ma è una prova tangibile che Qualcuno opera in noi.

 

In conclusione…

Se non riusciamo a essere in pace con noi stessi e poi con gli altri, non possiamo essere felici e faticheremo a goderci le cose che ci accadono. Non dobbiamo però trascurare però la ricerca della pace con Dio, perché probabilmente la pace che riusciremo a procurarci da noi stessi svanirà alla prima difficoltà.
Trovare pace in Dio significa, invece, godere di una condizione di tranquillità duratura che pervade ogni aspetto della nostra vita, da quello materiale a quello spirituale. È una pace che non dipende solo dalle circostanze, ma riguarda la possibilità di affidare la nostra vita a Dio.
È una pace che “supera ogni intelligenza”: va oltre la nostra razionalità, la nostra capacità di comprendere le circostanze e ci dona la giusta serenità per affrontare ogni situazione.

E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Filippesi 4:7).


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