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Studenti e Prof: Istruzioni per l’Uso

Sta per iniziare un anno scolastico che si preannuncia imprevedibile e impegnativo, e il rapporto con i nostri insegnanti giocherà un ruolo fondamentale per viverlo al meglio e lasciare il segno come giovani studenti cristiani!

Possono essere i tuoi miti o rovinarti le giornate. A volte sogni di diventare come qualcuno di loro, altre volte incontrarli ti sembra un incubo. Sono loro: gli amati e odiati prof, con cui spesso forse ti ritrovi a spendere più tempo che con i tuoi genitori. Li chiamiamo insegnanti, e il loro stesso nome è già un programma: ci lasciano un segno[1]. Sulla qualità di questo segno, però, in certi casi, dal tuo punto di vista – quello dell’alunno – nutri delle perplessità, soprattutto quando il tuo rapporto con loro, per le ragioni più svariate, prende la forma di un doloroso conflitto. E così le loro ore di lezione ti pesano come macigni, l’esecuzione dei compiti che ti assegnano per casa somiglia a una tortura e anche durante le verifiche proprio non riesci a dare il meglio di te, o magari nemmeno ti va di impegnarti più di tanto, specialmente se pensi che su di te non cambierebbero idea neanche davanti a una prova perfetta.

Da parte nostra, non pretendiamo di affermare che abbiano sempre ragione e neppure, al contrario, che dalla parte del giusto ci sia sempre tu. Ci piacerebbe, però, porti una domanda: hai mai considerato l’ipotesi che la Bibbia possa darti una mano nel costruire dei rapporti sani e sereni con i tuoi insegnanti? Permettici di condividere con te qualche spunto di riflessione.

 

GESÙ È STATO ALUNNO E TI INSEGNA AD ASCOLTARE

Aveva dodici anni quando, a Gerusalemme, i suoi genitori lo trovarono «nel tempio, seduto in mezzo ai maestri» (Luca 2:46). Potresti obiettare che la scuola che ogni giorno sei costretto a frequentare non ha nulla a che vedere con il luogo sacro in cui gli Israeliti si recavano in particolari occasioni, ma ciò che adesso vogliamo evidenziare in questo passo biblico è l’atteggiamento di Gesù nei riguardi dei ‘prof’ del tempio: «li ascoltava e faceva loro delle domande ». Forse ti sorprenderà scoprire che anche Gesù, che nel parlare era così saggio da stupire quanti lo udivano (v. 47), sentiva il bisogno di ascoltare prima ancora di prendere la parola e che, pur essendo il Figlio di Dio, si rivolgeva rispettosamente ai maestri dell’epoca per sottoporre loro dei quesiti. Diciamocelo pure: potremmo risolvere ben più di un conflitto con i nostri prof se soltanto ci sforzassimo di ascoltarli, provando a comprendere le loro richieste e a cogliere i loro suggerimenti senza coprire – non solo in senso metaforico! – la loro voce con la nostra. È vero che vorremmo trovare da parte di tutti loro la stessa disponibilità all’ascolto che ci viene chiesta, ma intanto… iniziamo a lavorare su di noi!

 

FIDATI DEI TUOI INSEGNANTI

Probabilmente sei d’accordo con noi sul fatto che la fiducia di chi ci sta attorno è un bene prezioso che va conquistato: a tutti occorre del tempo per imparare a fidarsi degli altri, ed è spesso difficile riguadagnare la fiducia di qualcuno che abbiamo deluso. Queste considerazioni valgono anche nel delicato campo delle relazioni tra alunni e insegnanti: un prof che rispetta gli impegni legati alla sua professione merita senza dubbio la tua fiducia ben più di un altro che non mantiene la sua parola. Al di là delle valutazioni che potresti formulare sull’affidabilità dei singoli insegnanti, tuttavia, forse ammetterai onestamente che talvolta, da adolescente, tendi a pensare di non avere bisogno della guida e dell’aiuto degli adulti, prof o genitori che siano: sei più ‘sveglio’ di loro, più ‘avanti’ di loro nell’uso delle tecnologie informatiche, più… ‘più’. E certe loro dritte o raccomandazioni proprio ti stanno strette. Perché mai, ad esempio, alcuni insegnanti insistono tanto sull’importanza di studiare i libri di testo sottolineando le parti essenziali o di ripetere a voce alta, mentre tu sei proprio convinto del fatto che ti basti una prima – e possibilmente unica – lettura per ricordare, e che non abbia poi così tanto senso la fatica di percorrere le pagine dei libri con una matita in mano? A conti fatti, però, agire di testa tua non sempre produce gli effetti sperati durante un’interrogazione. Ci sentiremmo, perciò, di darti un consiglio: segui le istruzioni che ti forniscono i tuoi insegnanti, anche quando sul momento non ne afferri pienamente l’utilità. Pensa, a questo proposito, a Pietro, uno dei discepoli, cioè degli ‘alunni’, di Gesù: proprio a lui, che era un pescatore esperto, il Maestro comandò di prendere il largo con la barca e di gettare in mare le reti da pesca (Luca 5:4). Quest’ordine dovette sembrare piuttosto singolare a Pietro, che per tutta la notte si era affannato a bordo della propria imbarcazione senza riuscire a catturare nemmeno un pesce. Il nostro uomo di mare avrebbe potuto mostrarsi infastidito dall’intrusione apparentemente inopportuna di Gesù: dopotutto, il Maestro si intendeva di falegnameria (cfr. Marco 6:3), non di pesca! Pietro, però, non si risentì, non diede corso a un ‘conflitto’ con il suo Maestro, ma rispose a Gesù con fiduciosa umiltà: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti» (Luca 5:5). E il risultato fu a dir poco straordinario (v.6). È pur vero che, a differenza di Gesù, i tuoi professori possono sbagliare, ma non dimenticare che la loro esperienza, proprio come quella dei tuoi genitori, è una ricchezza dalla quale tu puoi trarre vantaggio: lasciati guidare, e anche grazie a loro crescerai ogni giorno un po’ di più!

 

ABBI IL CORAGGIO DI CHIEDERE CHIARIMENTI, CON RISPETTO E SINCERITÀ.

Ti sarà capitato, forse, di prendere un brutto voto senza capirne la ragione. La reazione più immediata, in questi casi, potrebbe essere quella di arrabbiarti con il prof alle sue spalle, magari borbottando fra te e te o sfogandoti con i tuoi compagni. Situazioni del genere, nelle quali il malcontento non è esposto al diretto interessato, diventano il terreno fertile in cui sbocciano non pochi conflitti fra insegnante e studente. Da giovane cristiano, però, hai un’importante responsabilità: amare il tuo prossimo senza ipocrisia (Romani 12:9). Che ti piaccia o meno, anche i tuoi prof sono il tuo prossimo, e il Signore desidera che tu ti rapporti con loro con onestà. Che ne diresti, allora, di prendere un bel respiro e di provare a dialogare con il tuo insegnante con rispettosa sincerità? Chiedi anche in questo al Signore la sapienza necessaria, e sarà Lui a darti le parole giuste!

E INFINE… NON LIMITARTI A ESIGERE, MA DAI.

Siamo obiettivi: dai prof, come dai genitori, siamo abituati a pretendere. Pretendiamo chiarezza, coerenza, autorevolezza, comprensione… e la lista potrebbe allungarsi all’infinito. È legittimo, senz’altro, attenderci che gli insegnanti adempiano quanto è richiesto dal loro ruolo, ma è altrettanto importante realizzare che con il nostro atteggiamento possiamo contribuire in maniera significativa a migliorare la qualità del loro lavoro. Prova, da oggi in poi, a guardare i tuoi prof in modo nuovo: uomini e donne che, come te e come i tuoi cari, si confrontano con le difficoltà della vita di ogni giorno, con la stanchezza, con l’altalena di successi e fallimenti che si alternano nella loro routine scolastica. Chissà, forse proprio quell’insegnante con cui ti senti in conflitto è rimasto sveglio fino a tarda notte, alle prese con un figlio piccolo da accudire e con un pacco di compiti da correggere… E tu, con il tuo sorriso, con la tua disponibilità al dialogo e con il tuo impegno puoi alleviare la sua fatica, ripagando i suoi sforzi. Ti sembra che stiamo esagerando? Leggi con noi, allora, quest’invito contenuto nella lettera agli Ebrei (13:17) e prova a sostituire alla parola «conduttori» il termine «insegnanti»: «Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, […] affinché facciano questo con gioia e non sospirando; perché ciò non vi sarebbe di alcuna utilità». Pensa all’onore che hai ricevuto: puoi rendere più gioiosi i tuoi prof e più fruttuoso il lavoro che svolgono per te e per i tuoi compagni! La scelta sta a te: vivi da credente la scuola in ogni suo aspetto, anche nelle relazioni con i prof. Troverai in loro degli alleati preziosi e sarai tu stesso per loro un valido alleato. Dio benedica te e i tuoi insegnanti!

 

[1]          Il verbo “insegnare” viene ricondotto al latino *insĭgnare, ovvero “imprimere segni” (cfr. http://www.treccani.it/vocabolario/insegnare/).

 

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