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Aborto e Disumanizzazione

Anche se molto antico, il tema della libertà d’accesso alla pratica medica dell’interruzione volontaria di gravidanza rimane ancora oggi uno dei più controversi. La discussione sull’accesso all’aborto entra nei programmi politici dei vari partiti, nelle discussioni in campo sociale, negli ospedali, nelle chiese e coinvolge non solo i giovani, ma tutta la nostra società. Anche su questi temi così controversi è possibile fare chiarezza e cominciare a parlare in maniera equilibrata se ci affidiamo alle indicazioni della Bibbia.

 

Un po’ di storia

 

Il 22 gennaio 1973 la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America emise una sentenza storica al termine di una causa tra una giovane donna e uno degli stati americani, il famoso caso Roe vs. Wade. La richiesta della donna al tribunale fu quella di ottenere l’autorizzazione a interrompere la terza gravidanza nonostante le leggi, all’epoca, permettessero tale pratica solo in caso di comprovato problema di salute della madre o del nascituro.


La corte stabilì che, anche se il bambino nel grembo materno si poteva considerare un essere umano, non era tuttavia una persona sottoposta al 14° emendamento. Questa sentenza provocò un ampio dibattito pubblico, con echi internazionali, le cui riflessioni divisero profondamente il mondo intero. E lo dividono ancora oggi. C’è chi ha una posizione a favore della vita (pro-life) che invita la società a prendere decisioni tenendo conto del diritto di tutti gli umani di venire al mondo. C’è chi, invece, ha una posizione a favore della libera scelta (pro-scelta) della donna sul proprio corpo che ha diritti maggiori rispetto al nascituro.


Questa sentenza ha dato inizio al dibattito internazionale, perché si è accettata pubblicamente un’idea alternativa di essere umano: la parte materiale con tutti i suoi meccanismi biologici deve essere considerata a parte rispetto alla parte immateriale e cosciente, che è la più importante. Un’idea che suggerisce una nuova categoria d’individui: l’essere umano non-persona, cioè che non ha le caratteristiche adeguate per essere chiamato “umano” e quindi con meno diritti e dignità.

Quarantasei anni dopo, il 22 gennaio 2019, lo stato di New York ha pubblicato una legge che segue e amplifica la stessa logica: il “Reproductive Health Act of New York”. Questa legge non solo ha reso legali tutti i tipi di interruzioni di gravidanza fino al sesto mese eliminando ogni restrizione, ma ha anche decriminalizzato la pratica dell’aborto. In pratica se durante la gravidanza l’embrione o il feto dovesse morire a causa di un intervento medico, di un incidente casuale o per l’azione violenta di un criminale, le istituzioni non cercheranno di punire chi ha provocato tale morte, perché l’atto sarà considerato non rivolto verso un essere umano a tutti gli effetti.


Quello che si sta cercando di fare è chiaro: persuadere l’opinione pubblica con una definizione di essere umano che toglie umanità al feto. Questo processo di disumanizzazione porta ad alcune preoccupanti conseguenze: se un organismo non è umano ai tuoi occhi, puoi farne qualsiasi cosa e in questo modo non ci sono impedimenti etici per le donne e i loro diritti che prevalgono sempre rispetto all’organismo che cresce in loro.

 

Riscopriamo la definizione biblica di “essere umano”

 

La Bibbia offre una trattazione precisa di antropologia, cioè una raccolta di caratteristiche, secondo il pensiero di Dio, che spiegano nel dettaglio come è fatto l’essere umano. Leggendo fra le sue pagine scopriamo innanzitutto che ogni nuova vita umana è causata da Dio (cfr. Isaia 42:5) e merita un profondo rispetto da parte degli esseri umani che sono chiamati in causa per contribuire all’atto creativo divino che porta alla luce un nuovo individuo. L’essere umano è composto inoltre da tre diverse componenti: spirito, anima e corpo (cfr. 1 Tessalonicesi 5:23) che non sono affatto separate tra loro, ma formano un tutt’uno – lo stesso versetto ai Tessalonicesi parla de “l’intero essere vostro” – ed è quindi inopportuno separarle come fanno alcune ideologie come il materialismo e lo gnosticismo. 

Per approfondire questi temi con maggiore dettaglio ti consigliamo la lettura di un nuovo libro pubblicato da ADIMEDIA: Ama il tuo corpo.

 

La vita inizia nel grembo materno

 

Per capire se un embrione o un feto debbano considerarsi “esseri umani” possiamo trovare nelle Sacre Scritture anche molti riferimenti circa l’inizio della vita.Nel Salmo 22 il re Davide afferma “Tu sei il mio Dio fin dal grembo di mia madre”, descrivendo quindi la presenza, durante la gravidanza, di una relazione profonda tra creatore e creatura, che si appartengono l’un l’altro. Nel Salmo 71 troviamo scritto “Tu sei stato il mio sostegno fin dal grembo materno” e quindi lo scrittore riconosce che la cura di Dio interviene già durante la gestazione. Nel libro dei Giudici, al capitolo 13, apprendiamo che per Sansone, un futuro uomo di Dio, secondo le indicazioni del Signore stesso, era necessaria una consacrazione -dedicazione a Dio- fin dal grembo di sua madre.

In un brano in particolare, nel vangelo di Luca, la Bibbia rivela che il nascituro possiede anche capacità spirituali. Al capitolo 1, nei versetti da 41 a 44, la storia di Giovanni Battista ci illustra che, all’interno del grembo di sua madre Elisabetta, egli percepisce spiritualmente la presenza di Gesù nel grembo di Maria. Insomma: tutti i riferimenti biblici sull’inizio vita sono legati all’utero materno!

Il grembo è il “luogo” in cui Dio forma i primi momenti dell’esistenza da cui parte il progetto di vita personale di ognuno di noi. Il ruolo della madre è cruciale per la formazione del nascituro, infatti nelle Scritture troviamo sempre una donna come soggetto del verbo “concepire” -l’episodio di Eva in Genesi 4:1 è il primo di una lunga lista-.


Anche le relazioni determinano l’essere umano

 

Gesù ci insegna quanto siano importanti le relazioni – nel vangelo di Luca, capitolo 10 versetto 27 è scritto di amare Dio e il prossimo – perché sono un aspetto fondamentale della natura umana progettata da Dio. È scritto che “non è bene che l’uomo sia solo” (cfr. Genesi 2:18). Siamo fatti a immagine di Dio che è relazione Egli stesso nella Sua identità: il Signore è Amore ed è una comunione trinitaria di Padre, Figlio e Spirito Santo. Per ogni umano, la prima relazione è proprio quella con la madre, nel suo grembo, e il fatto che ciò sia messo in risalto nella Bibbia deve farci riflettere.


Se lo scopo della cultura e delle ideologie in cui siamo immersi è quello di disumanizzare e di togliere responsabilità alle madri e alleggerire il carico emotivo per l’atto abortivo nei confronti del nascituro, la Bibbia ci invita, invece, a considerare il legame della madre con il figlio, un legame importante e determinante, che al contrario deve responsabilizzare i genitori. Il feto è un essere umano non autosufficiente che dipende dalla madre che ne è responsabile. Siamo responsabili, siamo coinvolti da Dio nella formazione di una nuova vita e non possiamo far finta di niente. Questa posizione cristiana è sicuramente contro-culturale e, a dire il vero, lo è sempre stata. Fin da subito la Chiesa di Cristo ha dovuto muoversi in senso contrario rispetto a pratiche come l’aborto e l’infanticidio, in un mondo greco-romano dove erano lecite, anzi normale prassi. Oggi se continuiamo a dare poca importanza alla vita e alle responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni che verranno, questo processo di disumanizzazione non solo avrà coinvolto i feti, ma anche i nostri cuori.


Là dove la nostra cultura ci invita a lasciar correre e a non farsi problemi nei riguardi dei nascituri, la Bibbia, invece, ci invita a essere molto attenti e scrupolosi e a non essere superficiali.

“Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all’afflitto e al povero! Liberate il misero e il bisognoso, salvatelo dalla mano degli empi!” (Salmo 82:3,4).


Agli occhi di Dio tutti gli esseri umani sono importanti e preziosi e sono destinatari del Suo grande amore: Gesù è morto sulla croce per tutti, anche per quei piccoli esseri umani che stanno crescendo nel grembo della madre e che, noi speriamo, un giorno potranno conoscerLo ed entrare a far parte della Sua Chiesa.


Hai ancora delle domande?

 

Cosa intende la Bibbia per “grembo materno”? In quale preciso momento la persona umana comincia a esistere? Al concepimento, dopo qualche settimana, o al terzo mese?

Se ti interessa questo argomento e vuoi prenderti un po’ più di tempo per approfondirlo con il gruppo di giovani della tua comunità, puoi chiedere al tuo responsabile e al tuo pastore di organizzare lo SvoltaLab “La vita in mano a Dio”.

Silvano Santoro

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