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Dio esiste? Si può dimostrare l’esistenza di Dio? (Parte 2)

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Dio esiste? Si può dimostrare l’esistenza di Dio?

Riflessioni sugli aspetti razionali e spirituali che riguardano un tema tanto complesso quanto necessario per la vita di ogni essere umano.

  1. Tutte le religioni principali, in modo differente l’una dall’altra, riconoscono l’autorevolezza e l’affidabilità del Messia degli ebrei:

– Gli Ebrei sono stati custodi e depositari di profezie che ne anticipavano la venuta centinaia di anni prima;

– L’Induismo e il Buddismo Lo considerano un “illuminato”;

– L’Islam Lo considera un vero profeta e attende il Suo ritorno sovrannaturale;

– Mormoni, Testimoni di Geova, New Age, e altri ancora Lo considerano soltanto una guida affidabile.

Nel momento in cui ci si chieda se Dio esiste, è del tutto razionale iniziare la propria indagine dal Gesù dei cristiani evangelici, considerato dalla maggioranza dei religiosi come il vero Messia.

  1. Gesù si distingue da qualsiasi altro leader religioso perché si propone come Salvatore dell’intera umanità: in un senso pregnante che non ha paragoni in altre religioni, perché è l’unico che si propone di raggiungere e salvare ciascun essere umano. Le altre figure religiose non promettono di intervenire personalmente a questo scopo, come invece ha fatto Gesù. Di fronte all’angoscia esistenziale raccontata da tanti filosofi umani, Gesù è l’unico che fa un passo avanti e risponde: “Io posso salvarti”.
  2. Il messaggio di Gesù è unico a tal punto da aver cambiato sensibilmente la storia dell’umanità con riverberi che pervadono persino coloro che si dissociano dal Cristianesimo stesso o da coloro che vi aderiscono in modo parziale o ideologico. Facciamo riferimento alla comparsa delle iniziative sociali, umanitarie, alla cura degli infanti, conseguenti al Cristianesimo oppure al pacifismo in ambito politico. Molti non sanno che, per esempio, il mentore di M. K. Gandhi sia stato L. Tolstoy grazie a una corrispondenza personale e ai suoi scritti intitolati “Il regno di Dio è dentro di voi” e “Cristianesimo e patriottismo”, la cui ispirazione evangelica è palese.
  3. Gesù si distingue da altri leader filosofici o religiosi a cui viene comunemente paragonato (Socrate, Maometto, Buddha, ecc…) oltre per le peculiarità della propria vita e condotta, soprattutto perché stando ai testimoni storici del tempo ha compiuto miracoli frequenti e plateali, senza che nessun contemporaneo abbia mai scritto per contestare la genuinità di tali resoconti.
  4. Gesù si rivela essere la chiave di interpretazione che unifica in modo armonioso e naturale tutti i sessantasei libri della Bibbia, scritti nell’arco di tempo di millenni. Per esempio, alcune profezie bibliche dell’Antico Testamento, di difficile interpretazione, si rivelano assolutamente chiare quando rilette alla luce della vita, della morte e del messaggio di Gesù di Nazareth.
  5. Di nessun altro profeta o autorità religiosa si è mai detto che sia risorto fisicamente; all’opposto, la resurrezione di Gesù è garantita da molteplici testimoni affidabili per sincerità, coerenza etica, capacità logica e disponibilità a morire come martiri perché persuasi di questa verità. E’ pertanto consequenziale che la Bibbia affermi: “Dio ha dato una sicura prova a tutti, risuscitandoLo dai morti” (Atti 17:31)

Appurare tutte le suddette affermazioni richiede, oltre che una minima conoscenza della storia delle religioni, soprattutto un approfondimento individuale del messaggio della Bibbia in termini di lettura diretta e studio personale. Gli argomenti qui elencati, di nuovo, non sono da intendersi come dimostrazioni definitive dell’esistenza di Dio Figlio, ma come dimostrazioni sufficienti a giustificare sul piano razionale la plausibilità dell’affermazione che Gesù di Nazareth sia Dio.

Quanto scritto finora (in quanto oggettivato e verificabile da chiunque voglia leggere le fonti, facilmente accessibili) rende illogico per qualsiasi persona informata dei fatti paragonare il Cristianesimo a qualsiasi favola per bambini o mito pagano che piuttosto siano privi di altrettanta evidenza storica e coerenza logica.

Tuttavia, la storia dei dibattiti accademici (ancora aperti) su ciascuno di questi punti, rende necessaria dal punto di vista etico un’ulteriore verifica che si dovrà spostare sul piano esistenziale e personale: se infatti Gesù è davvero risorto e vive, come affermano i cristiani, allora è corretto che i cristiani affermino che la conoscenza di Dio Figlio avvenga primariamente a livello individuale e personale (essendo Dio invisibile). E’ razionale quindi attendersi un’esperienza soggettiva di questo Dio oggettivo. D’altronde, ogni esperienza umana è e sarà sempre soggettiva, in quanto personale.

Gesù stesso ha affermato che la dimostrazione definitiva richiede una ricerca personale: “Se uno vuol fare la Sua volontà, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se Io parlo di mio” (Giovanni, 7:17). Inoltre, l’attuale testimone di Gesù sulla terra è lo Spirito della Verità: “lo Spirito della verità che procede dal Padre, Egli testimonierà di Me” (Giovanni, 15:26).

Qui trovi l’ultima parte di questa serie!

Qui invece puoi leggere la prima parte di questa serie!

 

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