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Due parole sull’eliocentrismo

In Giosuè 10:12-14 sono riportate le seguenti parole:

“Allora Giosuè parlò al SIGNORE, il giorno che il SIGNORE diede gli Amorei in mano ai figli d’Israele, e disse in presenza d’Israele: «Sole, fermati su Gabaon, e tu, luna, sulla valle d’Aialon!». E il sole si fermò, e la luna rimase al suo posto… E il sole si fermò in mezzo al cielo e non si affrettò a tramontare per quasi un giorno intero. E mai, né prima né poi, c’è stato un giorno simile a quello, nel quale il SIGNORE abbia esaudito la voce di un uomo: perché il SIGNORE combatteva per Israele.”

Questo è uno di quei passi della Bibbia che da sempre ha suscitato difficoltà e problematiche ogni volta che si parla dell’apparente conflitto tra la Bibbia e la scienza, ed in particolar modo per quanto riguarda il tema dell’eliocentrismo, ovvero della teoria astronomica che afferma che tutti i pianeti del sistema solare ruotano intorno al Sole.

Nei secoli infatti si sono create una serie di discussioni in merito alla veridicità di questi versetti, in quanto le espressioni “sole, fermati” e “il sole si fermò” danno l’idea che la Bibbia afferma attraverso questi versetti che il sole giri intorno alla Terra, e non il viceversa.

I primi conflitti su questo passo della Bibbia sorsero ai tempi di Galileo Galilei. Questo scienziato portò una rivoluzione nell’ambito delle discipline naturali perché introdusse il metodo scientifico e, a tutti gli affetti, si può affermare che è il vero e proprio padre della scienza moderna. Attraverso le sue osservazioni sul moto dei pianeti, utilizzando strumenti al tempo innovativi come il telescopio, e facendo sue le idee dello studioso Copernico, dimostrò scientificamente che il geocentrismo, ovvero la teoria che sostiene che la Terra è il centro dell’universo, fosse falso, e che a questo potesse essere sostituito l’eliocentrismo.

Ai giorni nostri affermare che la Terra non è al centro del mondo, ma è solamente uno dei pianeti (il terzo) che ruota intorno al Sole, il quale è una stella situata nella periferia di una comune galassia chiamata Via Lattea, può sembrare una cosa banale, ma a quei tempi non era così scontato.

Infatti, l’idea che si aveva all’epoca era basata sul geocentrismo. Questa idea proveniva dal pensiero degli antichi filosofi greci, fra cui Claudio Tolomeo (II sec. d.C.) e Aristotele (IV sec. a.C.), e perpetuata attraverso gli scritti dei filosofi cristiani medievali (fra cui i padri della chiesa), che erano considerati dei caposaldi del pensiero filosofico e che non potevano essere messi in dubbio. Sostanzialmente, per un intellettuale dei tempi di Galilei, se Aristotele o un filosofo antico aveva detto una cosa, questa non poteva essere smentita, era una verità assoluta ed incontrovertibile.

Inoltre, questa idea dell’universo sembrava confermata attraverso la Bibbia, ed in particolare attraverso i versetti che abbiamo citato ad inizio articolo. Chiaramente tutto ciò solleva delle questioni sull’affidabilità e la veridicità del testo biblico, questioni che cercheremo di chiarire in questo articolo.

Dobbiamo prima di tutto fare una precisazione: questo particolare conflitto non nasceva da una semplice divergenza di opinioni. Galileo, infatti, non aveva deciso di sposare l’eliocentrismo opponendosi al modo di vedere il mondo della sua epoca perché voleva affermare il suo personale punto di vista, ma perché riconosceva e aveva visto con i suoi occhi che il mondo era differente da come lo si immaginava. Le sue convinzioni dunque si basavano sul dato scientifico, ovvero sulle osservazioni sperimentali del mondo circostante, che non potevano essere messe in discussione. Detto in un altro modo, Galilei faceva sue le “parole pronunciate dalla natura”.

Questo ci deve essere chiaro anche al giorno d’oggi. Le affermazioni che possiamo fare o che sentiamo dire dagli altri attraverso i media devono essere supportate da una serie di prove oggettive, e non da opinioni personali senza fondamento. Semplicemente molto spesso la scienza non ha i dati per rispondere a certe domande. In altri casi invece, è proprio il dato scientifico a dare conferma delle affermazioni fatte, portando ad una miglior comprensione del dato biblico.

Un altro aspetto da tener conto è che Galilei non considerava il dato scientifico contrario alla Bibbia, ma anzi che le due cose (la Bibbia e la natura) fossero due diverse fonti di rivelazione divina, e provenienti dunque dallo stesso Autore, Dio. Egli affermava che la Bibbia e la natura erano i due libri con cui Dio parla all’uomo, attraverso due differenti tipi di linguaggi. Si deduce dunque che in lui non vi era nessuna intenzione di opporsi alle Sacre Scritture.

Detto questo, come possiamo risolvere la questione? Se il mondo attorno a noi ci dice che il nostro sistema planetario è eliocentrico, come è possibile che la Bibbia affermi il contrario? La Bibbia di fatto sta mentendo?

La risposta è no, la Bibbia non sta mentendo, e cercheremo ora di spiegare il perché.

Quando leggiamo la preghiera che Giosuè fece al Signore chiedendo di fermare il sole, non possiamo pensare che l’affermazione di un uomo possa essere presa come una verità assoluta. Infatti, l’espressione “sole, fermati su Gabaon” non è nient’altro che la parola di un uomo e come tale ha la stessa validità delle affermazioni di un qualunque altro individuo. Sono parole vere in quanto dette veramente da Giosuè, ma che non contengono una verità assoluta e incontrovertibile.

Per far capire ancora meglio questo concetto, possiamo prendere l’esempio delle parole che il serpente rivolge ad Eva in Genesi 3. Il serpente, riferendosi al frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, afferma che nel mangiarlo la donna e l’uomo non sarebbero morti. Questa è una chiara menzogna, perché sappiamo che la conseguenza del peccato è la morte (Romani 6:23). Ma possiamo dire che la Bibbia avendo riportato le parole del serpente sta affermando qualcosa di falso? No di certo! Quello che la Bibbia riporta in quel passo sono delle parole realmente pronunciate dal serpente, ed in quanto tali sono vere perché veramente dette, ma false nel loro contenuto.

E come la mettiamo con l’espressione “e il sole si fermò”?

In questo caso non stiamo parlando del discorso di un uomo, ma di un resoconto di un fatto accaduto, e potremmo pensare che in quanto tale deve contenere delle espressioni che tengono conto della realtà delle cose. Dobbiamo però ricordarci che lo scopo della Bibbia non è quello di essere un trattato di scienze ma un libro che vuole comunicare delle verità spirituali all’uomo, inteso nella sua generalità. Chiunque accostandosi alla Bibbia deve riuscire a comprenderne il contenuto. Ecco perché è usata l’espressione “e il sole si fermò” e non “la terra arrestò il suo moto di rotazione intorno al sole”: perché così chiunque leggendo potesse comprendere cosa stava accadendo. Può sembrare una risposta un po’ raffazzonata, ma in realtà questo uso esiste anche al giorno d’oggi: tutti noi comunemente quando inizia la giornata diciamo che il sole sorge, e viceversa quando arriva il buio diciamo che il sole tramonta. Nessuno di noi direbbe che “la terra è ruotata in modo tale da presentare il sole in una posizione tale da illuminare la giornata”: prima di tutto perché è un’espressione molto arzigogolata e quasi incomprensibile, ma soprattutto perché la stragrande maggioranza delle persone ci prenderebbe per pazzi.

In definitiva possiamo renderci conto che quello che poteva sembrare un conflitto è stato risolto dando un’interpretazione più profonda del testo biblico, che invece di sminuirne il significato lo ha arricchito dandoci maggior fiducia nella Parola di Dio.

In conclusione, vorremmo solo fare una precisazione, ponendoci la seguente domanda: cosa è realmente accaduto durante la battaglia di Gabaon? La Terra ha realmente arrestato il suo moto di rotazione?

La risposta in questo caso non è sicura al 100%, ma l’ipotesi più ragionevole è che la Terra, invece di arrestarsi, rallentò il suo moto di rotazione, portando la durata della giornata a circa 24 ore. Quel giorno dunque durò circa 36 ore, con l’aggiunta di 12 ore in più di luce solare. Questa sembrerebbe l’ipotesi più plausibile perché un arresto improvviso della Terra della durata di 12 ore avrebbe dovuto portare ad una serie di cataclismi a livello meteorologico e geologico molto disastrosi, fenomeni di cui non si ha traccia dal resoconto biblico. In aggiunta, l’espressione “il sole non si affrettò a tramontare” sembrerebbe dar ragione a questa ipotesi, comunicando l’idea di un rallentamento del moto della Terra.

Al termine di questo articolo vogliamo solo ribadire come una più attenta analisi dei dati scientifici e del testo biblico sono sempre utili per trovare soluzione a quante problematiche si creano in queste questioni difficili.

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