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Perché devo parlare in altre lingue? (Parte 3)

In difesa della dottrina pentecostale classica

…come molti altri, pensavo di aver ricevuto il battesimo nello Spirito Santo al tempo della mia consacrazione, ma quando scopersi che lo Spirito Santo poteva ancora essere sparso con maggiore pienezza, il mio cuore divenne desideroso per il Consolatore promesso e cominciai a richiedere ardentemente un rivestimento di potenza dall’alto…
Agnese Ozman, prima credente pentecostale battezzata nello Spirito Santo nel gennaio del 1901

Dando per assodate le premesse che abbiamo visto nel precedente articolo, ci accostiamo innanzitutto agli ultimi capitoli dei Vangeli, in cui Gesù inizia a profetizzare sia in generale la discesa dello Spirito Santo, sia nello specifico l’evento di Pentecoste descritto all’inizio del libro degli Atti degli Apostoli.

Una rapida lettura di Giovanni 15 e 16 evidenzia l’enfasi di Gesù su uno Spirito definito “della Verità”, che testimonierà e guiderà nella Verità. Invece in Luca 24 l’enfasi è posta su un “rivestimento di potenza”.

In questo senso, l’evento preannunciato in Giovanni 15 e 16 si è manifestato nei versetti 21 e 22 del capitolo 20; oppure, usando le corrispondenti parole di Luca per identificare lo stesso momento, in Luca 24:45 in cui Gesù ha aperto la mente dei discepoli, in senso spirituale. L’espressione “aprire la mente” non è mai utilizzata in precedenza nei Vangeli ed è simile, in greco, all’espressione “aprire il cuore” utilizzata in Atti 16:14 per la conversione di Lidia (“Il Signore le aprì il cuore”).
Inoltre, l’espressione utilizzata da Gesù in Giovanni 20:22soffiò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo” richiama la creazione iniziale dell’uomo da parte di Dio, riportata in Genesi, ed è quindi riconducibile alla nascita di “nuove creature”. Anche l’espressione usata per il soffio (come l’espressione “aprire la mente”) non è riscontrabile in precedenza nei Vangeli.

In sintesi, l’esperienza della rigenerazione dello Spirito Santo avviene per i discepoli di Gesù già prima dell’evento di Pentecoste.
Qualcuno obietta a tal proposito che l’espressione riportata in Giovanni 7:39 “lo Spirito Santo non era ancora stato dato perché Gesù non era ancora stato glorificato“, negherebbe questa possibilità perché Gesù non era ancora asceso al cielo. In altri passi biblici, però, l’apostolo Paolo è molto chiaro nell’identificare nella morte e nella resurrezione di Gesù, e quindi non nell’ascensione, il momento nel quale il Figlio di Dio è stato glorificato (Giovanni 17:5; Romani 1:4), pertanto non è possibile accogliere questa obiezione.

Al contrario, se fosse vero che Gesù ha dato lo Spirito Santo alla chiesa soltanto il giorno di Pentecoste, dovremmo constatare che la chiesa è rimasta priva sia di Gesù sia dello Spirito Santo per circa 10 giorni, in quello che è il momento più difficile descritto nel Nuovo Testamento (il periodo di tempo intercorso fra l’ascensione di Gesù e il giorno di Pentecoste). Ma Atti 1:5 parla genericamente di “non molti giorni“; Atti 1:3 afferma che Gesù fu con loro dopo la Sua resurrezione per quaranta giorni e poi ascese al Cielo; la Pentecoste, come dice il nome greco stesso della festa, avveniva al cinquantesimo giorno dopo la Pasqua.

Quindi questo scenario non è compatibile con l’affermazione fatta da Gesù che i discepoli non sarebbero mai rimasti orfani della Sua presenza dal momento in cui Lo avrebbero visto di nuovo, cioè dalla Sua resurrezione (Giovanni 14:15-19). È difficile comprendere come sia possibile che “senza Gesù non possiamo fare nulla” (Giovanni 15:5) se tutte le azioni di Luca 24:52-53 e Atti 1 avvengono senza la presenza, la guida, la consolazione che proviene interamente dallo Spirito Santo.

A riprova di questo, l’apostolo Pietro risulta essere stato profondamente trasformato già prima dell’esperienza di Pentecoste: in Atti 1:15-22 troviamo Pietro che ha ricevuto un’esplicita chiamata al ministerio pastorale; in Giovanni 21, dopo il soffio di Gesù ma prima della Pentecoste, troviamo Pietro che parla con autorità e “taglia” correttamente le Scritture (come Gesù aveva anticipato in merito alla guida da parte dello Spirito della Verità) e prende decisioni di grande importanza per tutta la chiesa.

Tuttavia, non si rileva nessun miracolo né una particolare guida sovrannaturale fino al giorno di Pentecoste. Si può tranquillamente osservare che dopo Giovanni 20:21-22 è già avvenuto un primo cambiamento in Pietro, ma un secondo cambiamento avverrà con il secondo capitolo di Atti.

Alla luce delle suddette considerazioni, concludiamo che sia le affermazioni esplicite della Scrittura, sia le evidenze indirette nel comportamento degli apostoli (e soprattutto di Pietro dimostrano chiaramente che almeno per i primi discepoli l’esperienza della rigenerazione, altrimenti detta Nuova Nascita, è chiaramente distinta da quella successiva del battesimo nello Spirito Santo o rivestimento di potenza.

…questa serie continua la settimana prossima ma nel frattempo:

“Leggi tutti i nostri articoli sul Battesimo nello Spirito Santo”

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