fbpx

Se Dio Vuole: perché dirlo (sul serio) serve per davvero

No, non è un formula magica. Ma dire con sincerità “Se Dio Vuole” sconfigge l’egocentrismo e apre le porte alle opportunità soprannaturali di Dio.

E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, vi staremo un anno, trafficheremo e guadagneremo»; mentre non sapete quel che succederà domani! Che cos’è infatti la vostra vita? Siete un vapore che appare per un istante e poi svanisce. Dovreste dire invece: «Se Dio vuole, saremo in vita e faremo questo o quest’altro». Invece voi vi vantate con la vostra arroganza.
Giacomo 4:13-16

 

Il linguaggio cambia e quello di noi giovani credenti è sicuramente differente rispetto alle generazioni precedenti. Ma c’è un’espressione in particolare che stiamo perdendo. Un’espressione che era sempre presente nelle conversazioni dei credenti più anziani ma è rarissimo sentire sulle labbra di un giovane cristiano di oggi… eppure è un’espressione semplicissima, di sole tre parole di uso comune, nessun vocabolo arcaico: SE. DIO. VUOLE.

Anche tutta d’un fiato non è difficile da pronunciare (e da ricordare): Se Dio vuole.

I fratelli più maturi la usano ancora oggi anche su whatsapp. E francamente sarebbe meglio non perderla, neppure via whatsapp. Non perché sia una formula magica che ha valore in sé. Infatti, detta con ipocrisia o superficialità non significa niente, anzi, costituisce un “nominare il nome di Dio invano” (vd. Esodo 20:7). Ma acquista valore se pronunciata con sincerità (e con fede) perché assume un significato autenticamente spirituale. I versetti che abbiamo citato ci invitano ad aggiungere queste tre parole perché altrimenti trasmettiamo una certa “arroganza”.

• Se non aggiungiamo queste tre parole, stiamo dicendo che i risultati dipendono da noi.
• Se non aggiungiamo queste tre parole, stiamo dicendo che possiamo agire come vogliamo, indipendentemente dalla volontà di Dio.
• Se non aggiungiamo queste tre parole, stiamo dicendo che Dio è a contorno, Dio è spettatore, Dio è passivo, Dio è inerme, Dio non intralcerà mai i nostri piani. E invece sicuramente, prima o poi, lo farà perché umilierà sempre i superbi (vd. per esempio Luca 1:51)
• Se non aggiungiamo queste tre parole, stiamo dicendo che non è vero che senza di Dio “non possiamo far niente” (Giovanni 15:5).
• Se non aggiungiamo queste tre parole, stiamo dicendo che i nostri talenti e le nostre capacità hanno un valore superiore a quello che hanno davvero. Invece è scritto che l'”esito della battaglia dipende dal Signore” (1 Samuele 17:47)

È vero, però, che spesso possiamo correre il rischio di tramutare questa frase in un modo di vivere passivo e fatalista. Purtroppo, nel popolo di Dio non sono mai mancati personaggi come Eli che hanno soltanto assecondato l’errore, l’inerzia, la sterilità e la tiepidezza spirituali, commentando con un insipido: «Egli è il Signore: faccia quello che gli parrà bene» (1 Samuele 3:18). Ma è anche vero che adesso, con la nuova generazione, rischiamo di conformarci ad un mondo che mette al centro l’efficienza e il dinamismo e finire come Saul per guardarci intorno, e con la scusa di “metterci in gioco” ed “essere protagonisti” (espressioni preoccupanti che si sentono sempre di più fra noi giovani) finiamo per assumere una forma preoccupante di intraprendenza perché:
1. non riconosciamo i diversi ruoli assegnati da Dio a ciascuno
2. non riconosciamo i tempi di Dio
3. non ricerchiamo il piano e le risposte di Dio
ma agiamo piuttosto sulla base di un calcolo umano molto simile a quello con il quale Saul peccò per la prima volta (leggi 1 Samuele 13:8-14 e troverai tutti i tre errori sopra elencati).

Abbiamo bisogno di qualcosa di diverso. Vogliamo guardare in alto, al soprannaturale.
Fra una passività fatalista e un attivismo che ha il sapore della ribellione (a volte anche della frustrazione!), c’è ancora spazio per un sano ed equilibrato “Signore manda me!” che sa proporsi ma nel contempo sa stare al proprio posto.

C’è ancora spazio ed è ancora il tempo per una spiritualità che riconosce Dio in ogni cosa che vede accadere intorno a sé.

C’è ancora spazio ed è ancora il tempo per accompagnare ogni nostro progetto con un sano, solido, sicuro, spirituale: “Se Dio vuole”.

È un evergreen! è un cult! Cercare ed attendere la volontà di Dio non passerà mai di moda!

Quant’è grande la bontà che tu riservi a quelli che ti temono,
e di cui dai prova in presenza dei figli degli uomini,
verso quelli che confidano in te!
Salmo 31:19

 

Confida nel Signore con tutto il cuore
e non ti appoggiare sul tuo discernimento.
Riconoscilo in tutte le tue vie
ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Proverbi 3:5-6

Condividi questo articolo con i tuoi amici!

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Ricevi le nostre ultime notizie da Google News

In evidenza

Ultime pubblicazioni