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Dalla Tristezza alla Gioia: la Storia di Damaris

 

La storia di Damaris

 

Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra (Atti 1:8).

Questo è stato il passo della Bibbia che mi ha spinto a conoscere di più il Signore, il verso della mia svolta!

 

Primi passi verso Dio

 

Mi chiamo Damaris e sin da piccola ho creduto nell’esistenza di Dio.

Sono nata e cresciuta in una famiglia cristiana evangelica, i genitori mi hanno inculcato i sani insegnamenti cristiani anche se io li ho considerati per tanto tempo solo come un insieme di regole da seguire.

 

Verso i 13 anni, però, iniziai a domandarmi se Dio non fosse qualcosa di più di una manciata di leggi, e cominciai a dare valore al fatto che Egli aveva mandato Gesù, il Suo Unico Figlio, sulla Terra, per salvare l’uomo e dargli libertà.

 

Trascorsi quel periodo a riflettere su quale scopo Dio avesse per me, e proprio allora Egli mi parlò per mezzo di quel versetto nel libro di Atti 1:8: all’epoca, forse, non lo presi seriamente, tuttavia iniziò in me il desiderio di leggere tutta la Bibbia, la Parola di Dio.

 

La scuola: un banco di prova

 

Quando iniziai a frequentare le scuole superiori parlai del Signore ai miei compagni di classe ma questi si dimostrarono non ricettivi a quel messaggio e si distaccarono da me. Quell’avvenimento mi rattristò molto anche perché a scuola, fin dal periodo delle elementari, avevo sempre avuto problemi a relazionarmi con gli altri.

 

In tenera età, infatti, un grave problema di udito mi aveva portato a parlare più tardi rispetto agli altri bambini e di conseguenza i miei compagni pensavano che io avessi un ritardo mentale. Questo isolamento aveva provocato in me tanta insicurezza.

 

Avevo immaginato di iniziare in un altro modo le superiori ma non andò secondo le mie aspettative e i miei sentimenti verso Dio si mutarono in rabbia. Questa condizione mi spinse a cercare di legarmi ai miei compagni con lo scopo di escludere il Signore dalla mia vita. Questo metodo, devo ammetterlo, inizialmente funzionò.

 

Riuscii ad allacciare vari rapporti interpersonali ma nel frattempo il mio rendimento scolastico non fu dei migliori e fui bocciata. Durante l’estate, per vari motivi, i miei compagni si allontanarono da me, e a questa serie di dispiaceri si aggiunse anche la delusione che avevo dato ai miei genitori.

 

Non buttiamoci giù

 

Era Il 7 agosto del 2007. La mia tristezza era così grande che quel giorno, affacciandomi al balcone, pensai a quanto la mia vita non avesse uno scopo, un obiettivo, e a quanto mi ritenessi poco importante per gli altri. Mi balenò in mente un pensiero che mi suggeriva di “farla finita”, e risolvere in un attimo tutti i miei problemi.

 

La mia Svolta è stata nel momento in cui stavo per sporgermi dal balcone per buttarmi giù: i miei occhi si rivolsero verso il cielo e una grande gioia invase il mio cuore perché in quel momento capii che Dio mi amava di un amore grande e ogni problema, grazie a Lui, si poteva risolvere.

 

Da quel giorno in poi il mio rapporto con Lui cambiò, iniziai a leggere la Bibbia costantemente, frequentare le riunioni in chiesa e parlare di Lui in classe. Il primo giugno 2008 decisi di scendere nelle acque battesimali.

 

La mia vita oggi

 

Le prove e le difficoltà non mancano ma ho imparato l’importanza e la potenza della preghiera. Ho compreso che, se diciamo di amare veramente Dio, allora desideriamo passare del tempo con Lui, così come facciamo con i nostri affetti più cari. In questi anni ho imparato ad avere comunione con Lui anche durante il lavoro, riportando alla mia mente dei versetti biblici, ringraziandoLo per il Suo sostegno, canticchiando qualche inno e parlando di Lui agli altri.

 

Gesù ha dato la Sua vita per me ed il minimo che io possa fare è donarGli ogni mio pensiero, ogni battito del mio cuore, ogni mia azione.

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