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La mia Svolta – Rosa: storia di sterilità trasformata in vita

 

Mi chiamo Rosa e desidero raccontarvi quella che è stata la svolta della mia vita. Sono cresciuta con le storie della Bibbia, narrate dal mio caro nonno, ma ho incontrato il Signore con una fede personale solo all’età di 19 anni. Avevo sempre indurito il mio cuore e, quando mi si parlava di Gesù, pensavo di essere troppo giovane per queste cose.

 

Ma proprio quando è venuto a mancare mio nonno, nonostante la mia giovane età mi facesse sentire forte e invincibile, ho realizzato quel versetto della Parola di Dio che dice: L’uomo è simile a un soffio, i suoi giorni sono come l’ombra che passa” (Salmo 144:4).

 

Cominciando ad avere paura della morte, nel mio cuore ho avvertito il bisogno di incontrare spiritualmente il Signore faccia a faccia: avevo bisogno di sapere che, se la mia vita fosse finita, avrei realizzato la promessa della vita eterna. Ho sentito il bisogno di realizzare Cristo crocifisso, morto per me per liberarmi dal peccato e dalla morte. Nel segreto della mia stanzetta ho cominciato a pregare, il Signore ha toccato la mia vita facendo di me una nuova creatura.

 

La Sentenza

 

Lei aveva il cuore pieno di amarezza e pregò il Signore piangendo dirottamente” (1 Samuele 1:10).

 

Questo versetto della Bibbia descrive al meglio il mio stato d’animo durante l’anno successivo al mio matrimonio. Il 6 settembre 2014 il Signore ha dato grazia, a me e al mio fidanzato, di unirci in matrimonio, e possiamo dire che, se non avessimo avuto con noi il Signore, oggi non sapremmo cosa ne sarebbe stato di noi.

 

Era passato circa un anno dal matrimonio e come molte coppie desideravamo tanto un figlio che, però, tardava ad arrivare. Così abbiamo deciso di consultare uno specialista, e, dopo una serie di esami, è arrivata quella che io definisco “La Sentenza”. In quel giorno tutta la mia vita è cambiata e, in quello studio medico, accompagnata da mia madre, mi è crollato addosso il mondo intero.

 

La sentenza mi ha dichiarato sterile. Soffrivo di endometriosi e all’età di 16 anni ho affrontato un intervento per una cisti ovarica. Seguirono forti infezioni e aderenze che lesionarono completamente entrambe le tube. Questo problema può compromettere la fertilità e provocare dolore.

 

Dunque, secondo lo specialista, non avrei mai potuto concepire.

 

Tornata a casa con un grande “silenzio rumoroso” nella mia mente, ho dato la notizia a mio marito.

 

Il mio cuore era spezzato

 

Con il cuore spezzato mi sono confrontata con il lutto più brutto che una donna possa ricevere. Dovevo proprio elaborare il “lutto” della perdita di un figlio mai nato, ma che portavo dentro di me e nei miei sogni sin da bambina. Il primo sentimento con cui dovevo fare i conti era il senso di colpa nei confronti di mio marito, costretto a stare con me senza la prospettiva di un futuro realizzato. Non avrebbe mai potuto provare la gioia di essere chiamato papà. Provavo una vergogna tale che mi ha spinto a dire a mio marito di lasciarmi e di crearsi una nuova famiglia, ma questo non era ciò che Dio voleva per la nostra vita.

 

La mia anima era proprio come quella di Anna, descritta nella Bibbia in 1 Samuele: “era piena di amarezza”. Il mio cuore era spezzato, ma Dio era lì proprio vicino a me.


Dal punto di vista materiale, “La Sentenza” di sterilità aveva turbato la nostra vita e, proprio come nell’esperienza della donna che soffriva di una perdita di sangue da 12 anni (Matteo 9), abbiamo deciso di consultare alcuni specialisti e centri di sterilità a Firenze, Roma e Napoli e tutti concordavano che scientificamente per me era impossibile concepire.

 

La scienza propone le sue soluzioni come le tecniche di procreazione assistita, tentativi che abbiamo valutato ma che sono falliti al subentrare, per me, di nuovi problemi di salute. Le cose si sono complicate e il mio stato di salute è peggiorato. Ma Dio era sempre lì.

 

La mia grazia ti basta

 

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio…” (Romani 8:28). Dal punto di vista spirituale io e mio marito abbiamo consultato il Signore e durante una predicazione della Bibbia è arrivata la Sua risposta, contenuta in 2 Corinzi 12:9: “La mia grazia ti basta”. Cosa significava ciò?

 

Il Signore ci ha invitato a riflettere: “la mia grazia ti basta” significava per noi cercare prima di tutto il regno di Dio e la Sua giustizia, realizzare che con Dio nella nostra vita avevamo tutto. La gioia del Signore era la nostra forza, avere il Signore valeva più di ogni bene prezioso, valeva anche più della gioia di abbracciare un figlio. Dio riempiva con la Sua presenza quel vuoto nel cuore ed alleviava il dolore di quel lutto con il quale stavamo convivendo.

 

La nostra richiesta a Dio è stata di rivelarci la Sua volontà per la nostra vita e se era nei Suoi piani volerci donare un figlio. Eravamo pronti ad accettare e comprendere anche un “no” da parte del Signore. Ci siamo arresi completamente alla Sua volontà riponendo solo in Lui la nostra fiducia. Intanto il tempo passava e l’attesa sembrava proprio essere il nostro peggior nemico. Anche in questo il Signore ci ha modellato: Dio vive al di fuori dal tempo; il tempo serve solo a noi per crescere e maturare. I tempi di Dio sono perfetti ed Egli ci ha rivelato che avrebbe trasformato il nostro “deserto” in un “terreno fertile”.

 

La mia Svolta

 

La fede crede nelle cose prima che accadano, le vede in anteprima perché guarda a Colui che fa le promesse, all’Iddio fedele e immutabile. Questo è ciò che stavamo sperimentando nel “nostro deserto”.

 

Durante l’Aprile del 2016 il Signore ci ha parlato in modo straordinario: è tempo di ricevere il tuo dono” . Il 29 Aprile 2016 abbiamo scoperto che ero in dolce attesa. Il mio miracolo era lì proprio come aveva detto il Signore.

 

Durante la prima settimana di giugno, però, ho cominciato a stare male e la gravidanza si è interrotta. In ospedale non capivo cosa stesse accadendo, ripetevo dentro di me: “il Signore non sbaglia, non è possibile!”. Durante queste mie riflessioni, mi stavano facendo i vari prelievi e la notizia della perdita del bambino purtroppo è stata confermata. Il mio cuore, però, non è sprofondato nello sconforto, sentivo una pace e una grande gioia.

 

Ho iniziato a raccontare a tutti in ospedale che non avrei mai potuto concepire ma che Dio aveva fatto un miracolo. I medici non riuscivano a spiegarmi scientificamente come ero riuscita a concepire, ma noi sapevamo in Chi avevamo confidato. Passavano i giorni e sentivo nel cuore una voce che mi diceva di ripetere l’esame alle tube. Di esami ne avevo fatti tanti, ma questo pensiero era più forte e così ho prenotato un’ulteriore visita specialistica.

 

A Novembre 2016 ho ripetuto l’esame e, dopo circa un’ora stesa sul lettino, con incredulità da parte dei medici, mi è stato detto che le mie tube erano in uno stato perfetto. Il mio Signore aveva operato: ero guarita! E così, come i pezzi di un puzzle che iniziano a combaciare, abbiamo capito il perché di quella perdita: il Signore voleva fare un’opera completa, provando ancora una volta la nostra fede in Lui. Il nostro Dio non fallisce e non fallirà mai.

  

Nessuna Parola di Dio rimane inefficace

 

Il 2 dicembre 2016 abbiamo partecipato ad una riunione evangelica dove ha predicato un pastore ospite originario della Costa D’Avorio. Verso la fine della predicazione, il pastore ha fatto un appello dicendo: “Sento la parola sterilità, sterilità, sterilità. In questo luogo c’è una donna sterile. Se tu credi questa sera, il Signore ti dice che l’anno prossimo porterai in braccio il segno che Dio ti ha visitato”. Ho afferrato con fede quella promessa, facendola mia ancora una volta.

 

Il 10 Gennaio 2017 ho scoperto di essere incinta e il 21 settembre 2017 abbiamo stretto tra le braccia Maria, la promessa del Signore. Il Signore ci ha esaudito e da Lui è venuto il nostro frutto. Il Signore andato oltre ed il 17 febbraio 2019 abbiamo abbracciato Marta, il nostro secondo miracolo. Oggi hanno rispettivamente 4 e 3 anni e sono due piccoli uragani ma che crescono alla presenza del Signore. Maria ama imparare le storie della Bibbia e Marta ama cantare i cantici, ha una passione per la chitarra.

 

Oggi grazie a Dio siamo genitori: siamo diventati mamma e papà. Abbiamo la certezza che Maria e Marta lasceranno un’impronta nelle vie del Signore. Abbiamo atteso tre anni prima di abbracciare le promesse e Dio non ci ha abbandonati mai, nemmeno un istante.

 

A te che leggi


Qualunque sia la tua prova o il deserto che stai affrontando non temere,  solo continua ad avere fede, riponi la tua fiducia in Dio.
Alla tua “Sentenza” il Signore dichiara: Ecco io sono il Signore, Dio di ogni carne; c’è forse qualcosa di troppo difficile per me?” (Geremia 32:27).

Rosa Vergara

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