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Perché la dipendenza dal Porno fa male a tutti e come si può sconfiggere

Dietro la mega industria del porno si nasconde illegalità e sfruttamento, ma il male non sta soltanto lì; il porno fa male sempre, e a tutti. Un problema che va risolto, ma con le soluzioni giuste.


Il 4 dicembre 2020 il New York Times, uno dei giornali più importanti del mondo, pubblica un’inchiesta dettagliata che denuncia come una famosa piattaforma di video porno ospiti e guadagni soldi anche su video di abuso, sfruttamento sessuale e pedofilia.

Mastercard e Visa, le società che gestiscono i più grandi circuiti di carte di credito, hanno interrotto i loro rapporti con la società che lo controlla.


Il portale ha cercato di mettere in pratica rimedi drastici. Ha vietato il caricamento di video agli account non verificati, quindi ha cancellato circa 9 milioni di video e rimosso la funzione dei download, che permetteva di scaricare i video.


Una storia apparentemente a lieto fine. L’inchiesta del New York Times ha avuto un grande eco globale e ha prodotto effetti enormi, sferrando un duro colpo all’industria della pornografia.

Il porno ha perso una battaglia, ma la guerra è tutt’altro che finita. Ci sono ancora milioni di video soltanto sulla piattaforma incriminata, e questa è soltanto una parte del mega complesso dell’industria dell’intrattenimento “per adulti” e di un enorme fenomeno globale.


Il porno è un problema non soltanto quando il contenuto è illegale e quando coinvolge alcune persone, ma è un problema che esiste sempre, e per tutti.

 

 

Accessibile e Anonimo

Il porno è accessibile. Si trova anche su Facebook, su Instagram, su TikTok, su Telegram, su Netflix e su qualsiasi altro media esistente al mondo. Raggiungibile 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, praticamente senza sforzo e senza costi.


Il porno è anonimo. Avendo a disposizione portatili, cellulari e tablet, il porno si consuma nell’anonimato e nel segreto molto facilmente dietro un nickname, connessioni protette e navigazione in incognito.


Queste due “A” hanno consentito al porno di raggiungere facilmente tutti e ovunque.

Ma perché fa male? Perché il porno incatena ogni cosa che incontra sul suo cammino.

 

Fa male a te


Il porno coinvolge il tuo cervello chimicamente e fisicamente creando un meccanismo di dipendenza, che rende l’esposizione al porno sempre più importante e necessaria per provare piacere.


Alcuni potrebbero sostenere che molte sostanze e attività – come la TV, il cibo, lo shopping, eccetera – possono causare la formazione di “dipendenze” nel cervello, ed effettivamente ci sono molte persone dipendenti da tali attività; le immagini pornografiche, però, sono “uniche” perché le ricompense sessuali, a differenza del cibo o di altri stimoli, hanno un impatto del tutto particolare.

In altre parole, il porno fa molto di più che aumentare il livello di dopamina (l’ormone del piacere). Secondo diversi studi, a lungo andare può cambiare letteralmente la materia fisica all’interno del cervello, i suoi collegamenti, per innescare in maniera più facile la sensazione di ricompensa.


Questo meccanismo non soltanto aumenta la propensione alla dipendenza del tuo cervello, ma anche il suo potere di istigare una tolleranza crescente, una maggiore insensibilità al tipo di immagini a cui ci si espone. La tolleranza può portare non solo a cercare una maggiore quantità di immagini porno, ma tipi sempre più diversi e sempre più estremi, violenti e persino illegali.

Ecco come la nostra mente viene incatenata.

 

Fa male alla sessualità


Pensa alla tua mente come a una foresta dove i sentieri sono consumati dagli escursionisti che percorrono lo stesso sentiero più e più volte, giorno dopo giorno. L’esposizione alla pornografia crea “percorsi” che, col tempo, diventano sempre più “ben pavimentati” perché percorsi ripetutamente, ogni volta.


Questi “percorsi” finiscono per diventare il sentiero nella foresta della mente in cui viene indirizzato qualsiasi concetto legato al sesso. In questo modo, la nostra prospettiva verso le questioni sessuali viene sempre più governata dalle norme e dalle aspettative del porno.


Il porno è diventato la principale fonte di educazione sessuale. Ovviamente, quelli del porno sono standard completamente irreali e assurdi. Quando ci si ritrova nella realtà, il rischio è di avere una visione talmente distorta da inquinare la nostra dimensione più intima e preziosa, come viene descritta dal Cantico dei Cantici, con sentimenti di dubbio, frustrazione e insoddisfazione. Qual è il rischio? Che si rafforzi ancora di più la nostra dipendenza dal porno per provare piacere, piuttosto che trovare la gioia con la persona che dovremmo amare di più al mondo.

Ecco come la sessualità viene incatenata.


 

Fa male alle relazioni


Il porno riduce le persone a oggetti, corpi da osservare, da desiderare e da usare. Gli standard sono soltanto quelli dell’apparenza fisica. È facile capire come tutto questo si ripercuota nelle nostre relazioni.


Il nostro rapporto con amici, compagni e colleghi (soprattutto dell’altro sesso) sarà inquinato da una mente che ritorna costantemente alle immagini con cui l’abbiamo riempita. Non avremo a che fare con persone, ma con corpi.


Il nostro fidanzamento e il nostro matrimonio saranno ad altissimo rischio, perché cercheremo nell’altro la soddisfazione di standard impossibili e completamente deviati rispetto alla realtà. Nel nostro fidanzamento dovremo sostenere una lotta durissima e ai limiti dell’impossibile per la purezza. Nel nostro matrimonio rischieremo di far diventare il piacere fisico, che è un bellissimo effetto e un autentico bisogno della nostra intimità coniugale, il pilastro su cui regge il nostro rapporto. Se non sarà soddisfatto, sarà facilissimo per la nostra mente e i nostri occhi andare altrove, sul nostro cellulare o sul corpo di qualche altra persona. Basterà davvero poco a far crollare tutto.

Ecco come le nostre relazioni vengono incatenate.

 

Fa male alle donne


L’oggettificazione e la mercificazione del corpo delle donne è un problema vasto, ma è sicuramente uno dei motori della pornografia. Considerare il corpo di una donna come un oggetto da usare o da vendere ha conseguenze molto semplici: si alimenta la cultura della violenza, dello stupro e della prostituzione.


È strabiliante notare come si cerchi di mascherare il porno come uno strumento di liberazione per le donne, quando nel suo DNA c’è la riduzione del corpo a un pezzo di carne categorizzato in veri e propri reparti per il piacere di tanti spettatori. Un catalogo da sfogliare.


Abbiamo già visto come invece la Bibbia sia capace di ribaltare gli stereotipi sulla donna, dandole dignità nella sua interezza, perché le ragazze non sono bambole da mettere in vetrina.

Il porno invece riduce le donne e il loro corpo a una merce e, formando secondo i suoi standard la sessualità degli uomini, il consenso e la volontà diventano delle opzioni che si possono ignorare grazie ai soldi, o alla forza.


Ecco come le donne vengono incatenate.

 

Fa male agli uomini


Non sono soltanto le donne a diventare un oggetto, ma anche gli uomini. Seppure la stragrande maggioranza dei consumatori di porno sia ancora maschile, le donne ne sono sempre più coinvolte, e così la loro educazione alla sessualità e la loro visione dell’uomo.


Anche l’uomo diventa uno strumento funzionale a un semplice appagamento temporaneo. La personalità dell’uomo ha senso se utile a potenziarne la funzione di giocattolo per un piacevole divertimento, in maniera più o meno consapevole. Per questo è nato il termine “toy boy”.

L’uomo è sotto costante pressione per poter conquistare gli standard imposti dalla pornocultura. Costruisce il suo corpo, i suoi atteggiamenti e la sua mente secondo quelle direttive.
Diventa, allo stesso tempo, predatore e preda nella grande caccia al piacere.

Ecco come gli uomini vengono incatenati.

 

Fa male agli adolescenti


L’età in cui per la prima volta si viene in contatto con la pornografia è sempre più bassa. L’Osservatorio Nazionale Adolescenza afferma che l’età media della prima esposizione alla pornografia è tra i 7 gli 11 anni. Questo dato da solo fa capire quale enorme impatto abbia il porno sulla formazione e sull’educazione della nostra generazione.

Un ragazzo inglese di 15 anni, intervistato per un documentario , già nel 2013 diceva:

“Vorresti che le ragazze fossero esattamente come quelle che hai visto su internet… Sono molto grato a chi ha fatto questi siti web, che sono gratuiti, ma in un certo senso hanno rovinato tutto il senso dell’amore. Mi fa male perché ora scopro che è così difficile per me trovare una vera connessione con una ragazza”.


Ecco come gli adolescenti vengono incatenati.

 

 

Fa male ai bambini


C’è dell’altro. Una cultura fortemente influenzata dalla pornografia può portare a una sessualizzazione dei bambini che li deruba della loro innocenza e li mette addirittura a rischio di sfruttamento sessuale da parte degli adulti.


Lo scandalo degli abusi sui bambini da parte del clero è solo la punta dell’iceberg. Il problema del turismo sessuale pedofilo nei paesi più poveri è uno degli sporchi segreti delle società occidentali.
Siamo testimoni di una sempre maggiore sessualizzazione dei bambini nella nostra cultura, e la pornografia rafforza questo meccanismo perverso.

Ecco come i bambini vengono incatenati.

 

Fa male alla tua anima


Finora abbiamo parlato dell’impatto sociale della pornografia. Ora arriviamo all’impatto spirituale.
Non so se tu ci creda, ma la Bibbia ci fa capire delle cose molto importanti sulle origini e gli effetti di questo male.


“…Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Matteo 5:28). Queste sono le parole, molto precise, che Gesù utilizza per far capire come il problema si annidi e faccia effetto già nelle parti più profonde del nostro essere. E, come abbiamo visto, la sola esposizione al porno produce qualcosa di pericoloso dentro di noi, con effetti potenzialmente devastanti.


Nella Bibbia si parla già di “porno” ma con una parola diversa: fornicazione. Sì, sembra complicato e un po’ antiquato come termine. Ma la radice è esattamente quella, il greco porneia, che si riferisce a qualsiasi atto sessuale al di fuori del legame matrimoniale,
ed è quello che si definisce un “peccato”. Prima di farti venire in mente penitenze, dita puntate, sdegnate grida religiose e torce pronte a darti fuoco, lasciami spiegare meglio.


Il peccato è ogni atto che va al di fuori della (giusta, perfetta e bellissima) volontà di Dio per noi, è ogni gesto che disconosce il Suo ruolo nella nostra vita, anche se può sembrare la cosa più naturale del mondo. Quando scegli il porno, in particolare, neghi e rifiuti volontariamente il progetto perfetto di Dio per la tua sessualità e le tue relazioni.


Non siamo stati creati per vivere soltanto questa vita, e gli effetti del peccato non si fermano soltanto a questa vita. Portandoci sempre più lontani da Dio, ci separano da lui per sempre.
Il porno, come ogni peccato, non si limita a devastare la tua vita e quella del mondo intorno a te oggi e domani, ma la compromette per l’eternità.


L’apostolo Giacomo, nella Bibbia, delinea il filo logico che porta dalla tentazione ai devastanti effetti del peccato spiegando che “ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte” (Giacomo 1:14, 15). Qui non si parla di semplice morte fisica (nonostante molti peccati portino anche a quella) ma una morte spirituale eterna.


Adesso direi che hai una bella panoramica del perché la pornografia fa male sempre, e a tutti.

Ma c’è una soluzione?

 

Le soluzioni imperfette dell’uomo

Prima Giornale sul proibizionismo

La prima pagina di un giornale americano del 1920 che annuncia l’inizio del proibizionismo

Sono state approntate molte strategie di contrasto alla pornografia.

Una è la repressione.


Si tratta di una strategia che va a colpire l’offerta di pornografia, cercando di ridurla il più possibile e, nella migliore delle ipotesi, di eliminarla.


A livello individuale: cercando di evitare e limitare il nostro accesso (o quello di minorenni) al porno attraverso il parental control e i filtri.
A livello sociale: chiudendo, limitando o regolamentando l’accesso alle piattaforme per adulti attraverso petizioni, leggi e denunce.


Ma, nonostante l’idea sia bella e nobile, presenta enormi limitazioni.


Pensiamo al proibizionismo americano che, tra il 1920 e il 1933, vietò la vendita e l’uso di alcool che aveva (e ha ancora oggi) delle conseguenze devastanti a livello sociale.


Il bando degli alcolici però non risolse il problema. Siccome milioni di americani volevano continuare a bere, iniziarono a fiorire in tutti gli Stati Uniti dei club clandestini chiamati Speakeasy, con ingresso tramite parola d’ordine, dove fioriva il mercato nero dell’alcool. Nel 1920, anno dell’entrata in vigore del proibizionismo, nella sola New York erano presenti 32.000 Speakeasy, contro i soli 15.000 bar che c’erano prima del proibizionismo.


La diffusione e il consumo di alcool aumentarono invece di diminuire, rafforzando la criminalità organizzata, che usò i metodi più fantasiosi per vendere alcolici.


Seppure nato con i migliori intenti, il “nobile progetto” (così fu chiamato) fallì miseramente.

Perché? Perché si può anche cercare di limitare o eliminare l’offerta di qualcosa che fa molto male, ma sarà uno sforzo inutile finché ci sarà una gigantesca domanda da soddisfare. E il porno non fa eccezione. Per sradicare la pornografia bisogna andare alla radice del problema, che è interna all’uomo, nel suo cuore e nella sua mente.

 

Foto di Manifestanti contro il divieto di pornografia in Thailandia

Manifestanti contro il divieto di pornografia in Thailandia

Per cercare di risolvere questo problema si tenta quindi un’altra strada: la moralizzazione.

Si cerca di impiantare (più o meno forzatamente) nel cuore e nella mente delle persone una determinata cultura della sessualità, del matrimonio e della purezza.

Il formalismo e il legalismo religioso ci provano con la forza dell’imposizione e del conformismo, fanno leva sulla paura per il disprezzo e l’isolamento. Un classico esempio erano i Farisei con cui Gesù “si è scontrato” più volte: il loro moralismo metteva sulle spalle delle persone pesi troppo pesanti da portare, e loro stessi non lo rispettavano (Luca 11:46). Sicuramente è più efficace una formazione morale che si basa sull’amore, sulla sensibilizzazione e sulla coerenza. Ma si tratta di qualcosa di davvero raro.


Anche la moralizzazione arriva fino a un certo punto. La forza del peccato è capace di travolgere anche la morale più nobile e forte, finché si tratta di un semplice sforzo umano, culturale e religioso.

Questo significa che non si deve sensibilizzare e mettere in guardia dai pericoli del porno? No, la Bibbia è chiara in proposito: “Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele; perché è vergognoso perfino il parlare delle cose che costoro fanno di nascosto. Ma tutte le cose, quando sono denunciate dalla luce, diventano manifeste; poiché tutto ciò che è manifesto, è luce…” (Efesini 5:11-14).

 

 

Le soluzioni perfette di Dio


Piccola premessa: in questo paragrafo ci sono molti versetti della Bibbia, il nostro desiderio è che tu li legga per scoprire quelle verità senza tempo che ti possono aiutare a sconfiggere il porno nella tua vita.


Ecco che entrano in gioco le soluzioni perfette che Dio stesso ha progettato: la rigenerazione e la santificazione. Due parole che sembrano difficili, strane e antiquate, ma che nascondono la più grande speranza per sconfiggere ogni peccato, compreso il porno.


Normalmente il nostro peccato richiederebbe giustizia. Ad esempio, esponendoci al porno diventiamo una piccola parte di quel grande e terribile meccanismo che include schiavitù, violenza e sfruttamento. Alla fine della storia umana, verrà fatta giustizia di tutto questo, attraverso una dolorosa, terribile ed eterna condanna: essere separati da Dio per sempre (Ebrei 9:27; Ebrei 10:27; Apocalisse 20:15). Ecco dove ci porta il peccato.


Dio stesso però ha provveduto una soluzione: ha mandato Gesù. Lui ha vissuto una vita senza peccato, ma è morto subendo la stessa condanna che meriteremmo noi. Lo ha fatto perché ti ama e perché vuole salvarti dai terribili effetti del peccato, in questa vita e nell’eternità (Ebrei 4:15; Giovanni 3:16; Romani 4:24). Ma non finisce qui, perché Gesù è risuscitato, confermando così la Sua vittoria contro il peccato e contro la morte stessa. Per molti si tratta di una storia assurda, anche se ci sono serie evidenze storiche che la confermano, ma sta a te decidere se credere o meno all’offerta di salvezza che Dio ti sta rivolgendo (Romani 10:9).


La rigenerazione è l’opera di trasformazione che Dio può compiere nella vita di chi crede e accetta il sacrificio di Gesù, consapevole del proprio peccato. Gesù la chiama “nuova nascita” perché è esattamente come rinascere a una nuova vita, lasciandoci alle spalle quella vecchia. Dio prende il nostro cuore pieno di peccato (anche pieno di porno) e lo ripulisce in profondità rinnovandolo completamente (Tito 3:5). Le catene si spezzano, siamo liberi!


Ma non finisce qui. Dio sa perfettamente che abbiamo davanti ancora tutta una vita da passare in un mondo pieno di peccato, quindi abbiamo bisogno di santificazione (1 Tessalonicesi 4:2-8). La santificazione è il processo quotidiano che ci mantiene il più possibile separati dal peccato e dai suoi effetti (questo è il significato di santità, non avere l’aureola in testa).


Il porno, come ogni peccato, continuerà a cercare di aprirsi la strada nella tua mente o nel tuo cuore. Magari hai incontrato il porno dopo aver creduto in Gesù, e hai iniziato un combattimento con un nemico terribile. Ecco perché dobbiamo impegnarci in due modi:

A livello individuale: dobbiamo coltivare una vita in costante connessione con Dio. Come? Parlando con Lui attraverso la preghiera, e ascoltando la Sua voce attraverso le pagine della Bibbia, riempiendo il nostro cuore e la nostra mente con tutto ciò che ci fa bene (Filippesi 4:8). Anche se a volte sembra molto difficile farlo, Dio ha promesso di aiutarci in questa battaglia per i nostri desideri (2 Corinzi 3:18).


A livello sociale: da soli non andremo lontano. Per questo Gesù ha creato la Chiesa, che non è un edificio, ma la comunità locale e globale di chi crede in Lui. In una chiesa locale chi combatte con la pornografia può trovare sostegno, comprensione e aiuto. In una chiesa locale chi può deve dare sostegno, comprensione e aiuto anche a chi combatte con la pornografia (1 Pietro 4:8; Ebrei 10:24-25; Galati 6:1).


Cerca credenti di cui ti puoi fidare per aiutarti spiritualmente e praticamente nella tua lotta contro la pornografia, ascoltandoti, pregando insieme a te e facendoti anche domande scomode se necessario. Se invece hai l’opportunità, la maturità e l’esperienza necessaria, puoi essere tu quell’aiuto: incoraggia e collabora con amore in questa dura sfida.


Anche se stai lottando con il porno, Dio vuole darti un piacere più grande, migliore e perfetto di qualsiasi altro. Puoi vivere l’amore, la gioia, la soddisfazione e la pace che riempiono la tua vita in qualsiasi situazione, non come la frustrazione e il terribile vuoto che ti lascia dentro il legame con la pornografia (Efesini 3:14-21).

Andrea Botturi

 

NON FERMARTI QUI

• Se vuoi leggere delle testimonianze reali, puoi leggere la storia di Riccardo e la storia di Alessio.

• Abbiamo creato lo SvoltaLab “Amore Scatenato” per parlare nei gruppi giovanili di questo argomento (e non solo).

• Se vuoi saperne di più, abbiamo parlato anche della visione cristiana della sessualità.

• Dei libri molto interessanti sulla questione sono “Ama il Tuo Corpo”, “Non Ancora Sposati” e “ControCultura”.

• Se vuoi contattarci, puoi farlo qui.
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Il rapporto tra “plasticità neuronale” (il cambiamento strutturale dei collegamenti del cervello a determinati stimoli) e gli effetti della pornografia sono stati oggetto di diversi studi e libri, come nel libro “Il Cervello Infinito” di Norman Doidge, ricercatore in psichiatria e psicoanalisi per il Columbia University Psychoanalytic Center di New York e la University of Toronto. Doidge ha scritto circa 170 articoli scientifici e divulgativi. (Torna su)
“InRealLife” di Beeban Kidron, 2013 (Torna su)

 

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