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Fermati a capire: la storia di Erika

Sono Erika, ho 28 anni e abito a Roma.
Ho conosciuto personalmente Il Signore circa tre anni fa, quando ho permesso a Dio di prendere veramente in mano la mia vita, ma so che Lui mi stava chiamando a Sé già da molto tempo prima.
Ho iniziato a sentire la Sua presenza fin da piccola, in particolare dall’età di 14 anni.
Provengo da una famiglia di tradizione cattolica, non praticante; e, come molte famiglie cattoliche, è sempre stata legata ad una tradizione che vede la frequentazione della chiesa e l’adempimento di consuetudini rituali.

 

Non c’è età per rivolgersi a Dio

 

Sin da bambina ho avvertito la presenza del Signore nella mia vita, rivolgendomi a Lui nei momenti difficili. Ricordo che la sera mi mettevo nel mio letto e ripercorrevo la giornata trascorsa, chiedendo al Signore di aiutarmi nelle mie difficoltà da bambina. Mi lasciavo cullare dalla Sua benevolenza fin da allora e trovavo, già a quel tempo, rifugio in Lui.

Pur non appartenendo ad una famiglia che praticava la religione ufficiale, ho frequentato la chiesa cattolica e so che il Signore, attraverso la mia sensibilità, si è fatto spazio nella mia vita, lasciandomi nel cuore un piccolo seme… che è germogliato molti anni dopo.

 

Avevo circa 14 anni quando ho visto con i miei occhi il miracolo che Dio ha compiuto in mio zio, salvandolo da una morte certa attraverso un’opera di conversione nella sua vita. In quell’occasione ho avuto la certezza che Dio esiste. Umanamente è stato impossibile spiegare tutto quel che è accaduto a mio zio. Si è trattato di un vero miracolo!

Mio zio è stato un tossicodipendente per metà della sua esistenza, rischiando la sua vita tantissime volte. Il mio Signore, però, aveva un progetto più grande per lui. Dio, per mezzo di alcune circostanze, ha permesso che zio arrivasse al centro Kades (Centro Evangelico di recupero da ogni forma di dipendenza) per adempiere la Sua opera in lui e per ricostruire la sua vita distrutta.

 

La Parola del Signore è entrata per la prima volta, in modo potente, nella mia casa grazie ad altri miei zii di Torino, loro hanno indicato a mia madre questa unica possibilità di speranza. La loro testimonianza, pur essendo lontana chilometri da noi, non si è arrestata davanti alla distanza perché Dio stava iniziando un’opera grande e meravigliosa che ancora oggi non è terminata.

 

Il mio lungo cammino

 

Il momento della mia svolta si è realizzato molti anni dopo aver ascoltato per la prima volta il Signore. Nel mio cuore sentivo che c’era un percorso che dovevo intraprendere con Dio e che Lui mi stava aspettando. I miei zii mi avevano parlato della salvezza, della necessità di accettare il Signore come mio personale Salvatore; avevo il desiderio di sperimentare tutto questo, ma rimaneva un pensiero stretto in un angolino del mio cuore.

La mia forte sensibilità mi ha sempre portato a soffrire molto sin da bambina e questa sofferenza si era talmente radicata nel mio essere che ho imparato a conviverci.
Più passava il tempo più quella sofferenza si tramutava in dolore difficile da gestire … non sono mai riuscita a trovare una soluzione per calmare tutto quello che sentivo dentro di me.

 

La mia vita è andata avanti così, compiendo le mie scelte ma in mente avevo un’immagine fissa: gli occhi dei miei zii, la pace che traspariva nei loro discorsi, la quiete e l’amore che li caratterizzava.
Più li guardavo e più mi chiedevo come avrei potuto raggiungere tutto quello anche io.

La differenza tra la loro serenità e il mio malessere era così evidente che ogni qualvolta mi ritrovavo a parlare con loro potevo quasi toccare con mano la pace che mi trasmettevano.

 

Ero alla ricerca di tutto questo. Venivo da anni passati nel dolore e da soluzioni che si erano rivelate palliative. Mi parlavano di Gesù, di un Dio vivente che poteva tramutare tutto ciò che sentivo in amore e gioia. Mi domandavo come potesse esser possibile: come sarebbe potuto svanire tutto ciò che di brutto sentivo, lasciando spazio al perdono e all’amore? Gli anni stavano passando, io stavo crescendo con un muro alto e invalicabile, costruito per non permettere ad altro dolore di rompere l’equilibrio che avevo a fatica raggiunto.

Se da un lato la vita stava proseguendo, dall’altro quella piccolissima speranza di cambiamento non mi aveva mai abbandonata, adesso so che i miei zii non avevano mai smesso di pregare per me.

11 anni fa ho conosciuto Giuliano, che sarebbe diventato mio marito, abbiamo così iniziato il nostro percorso di vita insieme.

Fin dai primi tempi del nostro fidanzamento sentivamo una spinta interiore che ci incoraggiava a camminare insieme in questa vita. Nonostante le molte incompatibilità e discussioni, potevamo percepire chiaramente qualcosa che ci univa. Oggi abbiamo compreso che ciò che sentivamo era l’opera del Signore, già allora Egli aveva preso in mano le nostre vite e per guidarle al meglio.

 

Più passavano gli anni e più frequentemente ci ritrovavamo a intraprendere discorsi legati a Dio.

Giuliano conosceva la testimonianza di mio zio e questo racconto aveva suscitato in noi tante domande alle quali tuttavia non trovavamo una risposta certa. I nostri progetti di vita iniziarono ad essere importanti e infatti decidemmo di andare a convivere, al matrimonio ci avremmo pensato più avanti, forse.

 

Tante domande, una sola Verità

 

Tutte le domande sulla fede, che avevamo iniziato a porci già da molti anni prima, avevano sete di risposta; mio fratello ci invitò a frequentare una chiesa evangelica. Il Signore, nonostante le nostre titubanze, stava proseguendo la Sua opera nella mia famiglia salvando mio fratello, attraverso la testimonianza di mio zio.

 

Abbiamo iniziato, così, a frequentare la chiesa evangelica. Era per noi un luogo molto diverso da quello a cui eravamo stati abituati, con modalità del tutto differenti, ma abbiamo capito che la Verità veniva insegnata veramente e i volti dei credenti, che vedevamo attorno a noi, erano davvero ripieni di quella pace vista in precedenza solo nei miei zii e da me tanto agognata. Era il posto giusto dove finalmente trovare la soluzione a tanti anni di domande e tristezza trascinata.

 

Abbiamo cominciato, così, a conoscere la Parola di Dio e a sperimentarLa nella nostra vita per la prima volta. Leggendo la Bibbia, abbiamo compreso quello che il Signore voleva da noi e a capire che realmente Dio ci stava parlando e cercando da tanto tempo.

 

La mia Svolta

 

Il punto di svolta è stato il passo biblico in Proverbi 14:12: “C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma essa conduce alla morte”.

Dio mi ha fatto capire che tutto ciò che avevo costruito nella mia vita doveva essere demolito: rancori, dolori, tristezza, ma anche i miei progetti che umanamente sembravano essere buoni e dinanzi a Dio erano peccato.

 

Abbattere e riedificare la mia vita

 

Da lì è iniziato il mio cammino di ricostruzione. Con Giuliano ho dovuto fare delle scelte: cambiare le nostre consuetudini e i nostri progetti futuri. Inoltre ho iniziato a fare i conti con il mio modo di essere e di fare. Mi sono impegnata per iniziare un’opera di cambiamento nella mia vita. Ogni scelta dolorosa, ogni passo che compivo lo mettevo dinanzi a Dio in preghiera e Lui mi inondava di una forza mai avuta prima. Questo era il segno che stavo andando nella direzione giusta.

 

Sapevo che il Signore voleva trasformare la mia esistenza, ma io dovevo anche fare la mia parte iniziando a fare ordine nella mia vita. Con Giuliano abbiamo abbandonato il progetto della convivenza a fronte della decisione di sposarci, abbiamo capito che la convivenza non fa parte del piano di Dio per una vita di coppia. A quel tempo stavamo frequentando da poco la chiesa. Non sapevamo cosa sarebbe accaduto, ma eravamo certi che il Signore ci avrebbe risposto e così è stato.

 

Un cuore completamente libero

 

Nell’estate del 2018 il Signore ha salvato Giuliano ed esattamente un mese dopo, mentre eravamo riuniti in preghiera (io, mio fratello e Giuliano), Dio ha toccato anche il mio cuore, facendomi un grande dono, la salvezza in Cristo Gesù, proprio in quella riunione di preghiera.

 

È stato un giorno meraviglioso, nel quale Dio mi ha liberata da tutti i pesi che gravavano sul mio cuore. Cristo Gesù mi ha salvato, cambiando definitivamente la mia vita.

Da quel momento ho iniziato a vivere i miei giorni con grande gioia, in comunione e in preghiera con il mio Dio.

 

Intorno a me, la mia vita oggi

 

L’aver cambiato radicalmente i miei progetti ha portato a delle conseguenze evidenti nella mia vita. I miei genitori “hanno subito” queste mie scelte, agendo di conseguenza. Tuttavia non essendo contrari, seppur spiazzati da tale cambiamento, lo hanno accettato. Anche i miei amici si sono accorti del mio cambio di rotta, ma ringrazio Dio per non aver avuto problemi neanche con loro.

 

Ad oggi ripongo ogni aspetto della mia vita dinanzi a Dio, non c’è momento nel quale io non rivolga il mio sguardo a Lui che ha cambiato la mia vita e le ha donato la luce che non aveva. Il mio matrimonio è frutto della Sua volontà, ancora oggi io e mio marito lo riponiamo davanti ai piedi di Dio. Da quando ho capito che Lui mi stava cercando, non ho mai smesso di domandarGli quale sia la Sua volontà nella mia vita.

 

Vivi davvero: anche tu puoi sperimentare tutto questo!

 

Giovane che vivi in questo mondo pieno di tristezza e insoddisfazione (come vivevo io), e sei alla ricerca di un qualcosa che appaghi e riempia il vuoto che hai nel cuore; per quanto tu possa essere più o meno soddisfatto della tua vita, tu sai che c’è e ci sarà sempre quel qualcosa che ti mancherà.

Potrai iniziare a cercare tutto ciò che pensi possa farti stare bene: una persona accanto, un percorso di studi, un lavoro, una casa… Progetti su progetti che non avranno mai una fine.

 

Ricorda: la scelta più importante che puoi fare nella tua vita è quella di fermarti e capire che Gesù ti sta cercando e che vuole entrare a far parte della tua vita, affinché tu possa affidare a Lui tutti i tuoi pesi e i desideri per il tuo futuro. PermettiGli di operare e sarai per certo ricolmato di quella pace che da tempo stai cercando.

Erika Capozzi

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